Sfratto di via Michelangelo, Rolfi: procedura concordata la scorsa settimana con gli occupanti

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La Polizia Locale è intervenuta questa mattina in via Michelangelo 106 per eseguire lo sfratto programmato di due appartamenti di proprietà comunale da tempo occupati abusivamente. Nel primo caso il lavoro del Comune, Servizio casa, dell’Aler e della Locale si è svolto regolarmente mentre nel secondo caso la situazione creatasi all’interno da parte degli occupanti è divenuta complicata a causa dell’atteggiamento ostativo e violento delle persone abusive che vi erano all’interno. Nel dettaglio l’appartamento, di circa 40 metri quadrati, era occupato da due sorelle nate in provincia di Catania, classe 1967 e 1970, dalla madre, persona non vedente e regolarmente residente in un locale dell’Aler situato al terzo piano dello stesso palazzo, da un uomo nato a Salerno nel 1963 e dal figlio di una delle due sorelle, nato a Brescia nel 1991.

Alla richiesta degli operanti di liberare il locale, abusivamente occupato da circa otto mesi, gli stessi reagivano in maniera violenta, inveendo contro gli operanti con insulti e minacce. In particolare le sorelle si sono incatenate ad una sedia mentre l’uomo presente minacciava di darsi fuoco cospargendosi due volte di benzina, contenuta in una bottiglia. Considerando, pertanto la situazione agitata e pericolosa, gli addetti dell’Aler, del Comune e della Locale hanno deciso di rimandare lo sfratto ad altra data.

“La situazione si è resa complicata dagli atteggiamenti minacciosi di queste persone che da otto mesi vivono abusivamente in un luogo di proprietà del Comune – hanno spiegato il Vicesindaco Fabio Rolfi e l’Assessore alla Casa massimo Bianchini – Ci dispiace per quanto accaduto ma preme far sapere che gli occupanti la scorsa settimana avevano firmato un documento presso l’Aler nel quale si impegnavano a lasciare libero l’appartamento entro il giorno 8 luglio. Pertanto l’attività di sfratto di questa mattina era assolutamente concordata e approvata dagli occupanti stessi che, contrariamente, hanno reagito, anche violentemente, agli operanti negando quanto da loro stessi approvato sette giorni fa. Una delle sorelle, infine, ha mobilitato la stampa perché riportasse la loro situazione sperando che il tam tam mediatico potesse eludere un accordo preso tra loro e l’Aler. Il Comune e le istituzioni hanno pertanto agito nel pieno della legalità.”

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  1. OK c’era un accordo, tutto bene. ma dove sarebbero andate a vivere le persone? se l’alternativa era vivere sotto i ponti la disperazione non era difficile da prevedere. una città dove le persone si incatenano e si cospargono di benzina dalla disperazione é una città problematica. molto.

  2. metti per strada dieci persone e pensi di cavartela dicendo "tutto legale"? ma che razza di rappresentante delle istituzioni sei? devi risolverli i problemi, non crearli. 10 persone sotto i ponti, sarà anche legale, ma ti rendi conto che é un problema enorme ed una vergogna per una città come Brescia?

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