Dall’ufficio al deserto australiano: il 6 agosto al via la “missione” del bresciano Francesco Bernoni

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Francesco Bernoni, bresciano di 25 anni, dopo la laurea in Economia, a luglio dello scorso anno, ha passato l’inverno in un ufficio guardando le montagne dalla finestra. Fino a quando ha deciso che era il momento giusto per fare quello che molti, prima o poi nella vita, sognano di fare: salutare parenti e amici e partire verso l’avventura, “in un luogo lontano e diverso”, con un biglietto di andata senza ritorno. In questo caso verso le zone più inospitali, selvagge e semidesertiche dell’Australia. E naturalmente con il mezzo più ‘libero’ che c’è, la moto, una Yamaha Ténéré 660 del 1997. E non prima di averla accessoriata GIVI con due borse Trekker TRK46N da 46 litri, una valigia posteriore Trekker TRK52N da 52 litri con relativi accessori e una borsa da serbatoio T475 della linea Xstream.

A marzo Francesco ha lasciato il lavoro ed è volato nel Queensland, prima tappa l’ostello di Cairns, la cittadina dove l’Indiana Jones di Brescia si è attrezzato, comprando la moto, facendosi spedire da GIVI gli accessori e procurandosi una tessera telefonica e un conto corrente con Bancomat (“operazione che in Australia richiede massimo 4 giorni”). “Alla Polizia ho verificato che la moto non fosse rubata – racconta – e in meno di una settimana ho concluso l’acquisto, che da queste parti è un’esperienza molto più facile che da noi, e ho ottenuto i documenti, compresa la targa per viaggiare”. Poi ha smontato la moto per apportare quelle modifiche che gli permettano di affrontare un viaggio periglioso: “Indicativamente compirò il giro di Australia in senso antiorario, passando per la penisola di Cape York, la regione del Kimberly e il Great Sandy desert, tutti luoghi scarsamente popolati, in cui il tragitto è scandito dalle rare road house, che forniscono benzina, cibo, acqua e ghiaccio. C’è un tratto dove per 441 km non si trova carburante. Dovrò viaggiare con una tanica da 10 litri di benzina” spiega. Infine, il dottor Bernoni ha aperto un blog – ontheoz.blogspot.com.au – dove raccontare giorno dopo giorno le sue esperienze, condivise anche con il popolo Facebook su www.facebook.com/OnTheOz.

Il programma del viaggio? Nessuno o il più difficile: “Entrare in me stesso”.

Infatti, spiega Francesco, “Se all’inizio mi hanno spinto la curiosità e l’atavica attrazione verso il nuovo, verso le frontiere da valicare, quando poi mi sono trovato da solo tanto lontano, ho scoperto che il viaggio vero è attraverso se stessi, un percorso molto affascinante e interessante, se si sa prendere la vita nel modo giusto”.  Ora il giovane professionista fa il meccanico di moto sulle montagne di Atherton, le Tablelands, “aspettando l’inverno australe durante il quale il livello dei fiumi si abbassa e i corsi d’acqua si possono guadare per viaggiare attraverso la penisola di Cape York, uno dei luoghi più remoti del mondo”. E nel suo racconto riaffiora il ricordo dei camion arancioni di Overland, la spedizione geografica italiana partita nel 1996 da Roma “che seguivo con enorme stupore insieme a mio nonno quando avevo dieci anni”. Intanto il suo sogno lo ha portato ad essere commissario di pista alla tappa del campionato nazionale Supermotard  nel Far North Queensland e, subito dopo, il 6 agosto, si metterà in sella per iniziare l’avventura vera e propria.

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