Beagle: al via la corsa contro il tempo per le adozioni

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Al via la corsa contro il tempo per l’adozione dei segugi-cavia di Green Hill. Da ieri i 2700 beagle allevati a Montichiari sono ufficialmente in libertà dal momento che la procura di Brescia ha firmato il decreto che ne autorizza l’affidamento giudiziario provvisorio dopo il sequestro della struttura avvenuto mercoledì scorso nell’ambito di un’inchiesta per maltrattamento di animali. A prendersi cura dei cani, come già noto, saranno la Lav e Legambiente, che hanno già iniziato a raccogliere sui loro siti le candidature per le adozioni annunciando che lo svuotamento della struttura sul colle di San Zeno sarà comunque. «Per ora la priorità è riuscire ad affidare questi cani a delle famiglie, a toglierli dall’allevamento di Montichiari per garantire la loro sicurezza» spiega il responsabile delle adozioni della Lav Giacomo Bottinelli che, a margine del vertice nella sede romana dell’associazione animalista, evidenzia da un lato l’urgenza dello svolgimento delle pratiche di adozione (le riserve di mangime posto sotto sequestro dai pm coprono un fabbisogno massimo di 60 giorni) e dall’altro la necessità di essere consapevoli che «i beagle in questione hanno bisogno di estrema attenzione dal punto di vista comportamentale e fisico».  Intanto il presidente della Regione Lombardia Formigoni ha disposto l’apertura di una indagine interna all’Asl di Brescia per verificare come siano state condotte nel corso di questi anni le ispezioni sull’allevamento, «riservandosi di assumere tutti i provvedimenti del caso». Anche il governatore della Lombardia, come la procura, vuole capire il motivo della discrepanza riscontrata fra i verbali dei sopralluoghi della Asl e le presunte gravi irregolarità riscontrate dalla forestale in occasione del sequestro.

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