Claudio Bragaglio accusa la Loggia: “Gravi scorrettezze nell’ultimo Consiglio comunale”

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E’ stata inviata alla Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco ed alla Segreteria Generale una lettera (qui di seguito) nella quale vengono esposti rilievi particolarmente critici sulle presunte gravi scorrettezze di alcune deliberazioni assunte nell’ultimo Consiglio Comunale. Critiche che si aggiungono alle valutazioni negative nel merito e "che rendono evidente una logica della maggioranza consiliare improntata a forzature inaccettabili, anche per i limitati tempi di esame dei provvedimenti e per la carenza di documentazione", scrive il consigliere del Pd Claudio Bragaglio. In particolare: accordo del Comune con la Nuova Beton sulla sanzione di 5 mln di euro, Parcheggio Castello, deroga per il settimo piano dell’Ospedale Civile, nonché per le Interpellanze di due Gruppi di maggioranza sulla Torre di Piazza Tebaldo Brusato. In sette punti vengono esposte in modo articolato le obiezioni e le critiche che riguardano la gestione dell’Aula e l’interpretazione scorretta del Regolamento, da parte della presidente Bordonali, la mancanza di correttezza nella predisposizione dei provvedimenti  da parte della Giunta Paroli, soprattutto per quanto riguarda le motivazioni e la legittimità di alcuni dei provvedimenti assunti, con particolare riferimento alla delibera del  Parcheggio Castello.

Di seguito il testo integrale della lettera inviata da Bragaglio alla presidente Bordonali e al sindaco Paroli:

Gentile Presidente, signor Sindaco,

con riferimento a recenti sedute del Consiglio Comunale, si sono potute constatare, nell’attività d’Aula, un’applicazione del Regolamento e la predisposizione di alcune deliberazioni formalmente non corrette ed opinabili, pur suffragate dal Segretario generale. Modalità od atti amministrativi che sono apparsi ispirati troppe volte da una logica e da un comportamento censurabili, in primo luogo sotto il profilo della correttezza. Considerata, in particolare, la complessa fase politica di fine consigliatura che abbiamo di fronte, mi permetto di segnalare che forzature interpretative e gestionali dell’attività consiliare, perseguite con espliciti fini politici di parte, nonché superficialità nel procedimento amministrativo, dovrebbero essere accuratamente evitate. E, viceversa, dovrebbe essere sempre più necessario praticare il massimo di imparzialità nella direzione dei lavori consiliari, nonché il massimo di trasparenza e di correttezza nella predisposizione degli atti amministrativi. Un rilievo critico significativo riguarda, in particolare, anche le Commissioni consiliari, le cui attività non possono essere sempre più sottoposte a discutibili criteri di lavoro, siano essi quelli dilatori (si pensi alla questione della mancata riforma del regolamento delle Circoscrizioni) o, viceversa, quelli d’una strumentale urgenza, imposti dalla Giunta Municipale al fine di ottenere l’abbreviazione dei tempi d’esame dei provvedimenti, e con ritardi nella consegna della documentazione, in modo da limitare pesantemente i possibili e necessari approfondimenti di Commissione. Come peraltro è avvenuto anche nell’ultimo Consiglio Comunale per quanto riguarda la deliberazione sull’accordo  transattivo ed extragiudiziale per il pagamento d’una sanzione di circa 5 mln. di euro, in capo alla società Nuova Beton e derivante da rilevanti attività estrattive illegittime. Per evitare di esprimere considerazioni di carattere soltanto generale, pur comprovate ormai da fatti avvenuti in numerose sedute, desidero precisare alcuni miei rilievi critici con riferimento all’ultima seduta del 23 luglio c.a. Seduta che si è protratta per ben 14 ore, con all’ordine del giorno importanti e numerosi provvedimenti che di per sé avrebbero meritato una migliore organizzazione dei lavori e delle sedute di Consiglio, visto che recentemente alcune sedute sono state annullate o hanno registrato l’esame di un O.d.G. di scarso rilievo. Preciso, inoltre, che tali rilievi riguardano la correttezza procedurale e l’applicazione del Regolamento, e non gli aspetti politici di merito, che peraltro sono già stati criticamente evidenziati.

1) Interpellanze dei gruppi  ALI e UDC su Expo 2015 (Torre di Piazza Tebaldo Brusato) – La questione da me sollevata in Aula, con riferimento alla scorrettezza interpretativa del Regolamento in merito alle modalità di discussione delle due interpellanze riguardanti il convegno “Expo 2015” e le proposte avanzate dal collega Agnellini, non ha ricevuto convincenti risposte da parte sia della Presidente che del Sindaco, intervenuto anch’egli al riguardo. Si è sostenuto che la discussione delle due interpellanze ALI e UDC, riguardando lo stesso argomento, in base all’applicazione dell’articolo 60 c. 4 del Reg., si è potuta sviluppare come “una discussione congiunta” e quindi con i vari interventi dei proponenti di ALI e UDC e relative repliche, su cui poi è intervenuto anche il Sindaco. Una procedura solo apparentemente corretta e più volte praticata, come appunto sostenuto dalla Presidente stupita dalle mie obiezioni. Solo ricorrendo ad un uso improprio e del tutto strumentale del Regolamento, si è così potuto sviluppare un confronto interno alla maggioranza (da cui ovviamente rimaneva esclusa l’opposizione) e su un tema (la Torre in Piazza Tebaldo Brusato) su cui la maggioranza si è profondamente divisa. In realtà si trattava non di due interpellanze diverse su uno stesso argomento, bensì di un’unica interpellanza presentata in primis dai consiglieri del Gruppo di ALI e solo successivamente – del tutto  identica – dai consiglieri dell’UDC. E quindi come tale essa non avrebbe potuto dar luogo ad interventi, sia degli uni che degli altri esponenti dei due gruppi di maggioranza, in polemica tra loro. Insisto: un’identica interpellanza. Infatti se, come recita il Regolamento (nostro, come di tutte le assemblee elettive), l’interpellanza è “una domanda rivolta alla Giunta”, va rilevato che la “domanda” presente nelle due Interpellanze è esattamente la stessa, nei termini propri d’un “copia-incolla”. Per entrambe le Interpellanze risulta infatti scritto:  “Interpellano il Sindaco per conoscere la programmazione e le iniziative concretamente progettate dall’Amministrazione per la partecipazione proficua ed attiva del Comune di Brescia ad Expo 2015”. Che diversità di Interpellanza è riscontrabile se ciò che viene domandato è esattamente lo stesso? L’irritualità d’una simile formulazione avrebbe dovuto essere rilevata dalla Presidente già in fase di deposito delle Interpellanze o in sede di Conferenza dei Capigruppo. Ciò avrebbe consentito ai colleghi dell’UDC o di aggiungere le proprie firme a quelle già espresse dai colleghi di ALI, oppure di formulare una diversa Interpellanza e non limitarsi – come è stato fatto – ad un “copia-incolla”. Ciò avrebbe inoltre consentito una corretta discussione delle due Interpellanze senza che da parte mia venissero le obiezioni che invece sono state espresse. In realtà, considerato poi lo sviluppo del dibattito in Aula ed il carattere teso del confronto, si è avuta la riprova del tentativo (tra l’altro mal sortito) del Sindaco di ricomporre una divisione della maggioranza, ricorrendo ad un uso strumentale del Regolamento, senza che dalla Presidenza venissero poste obiezioni.

2) Delibera sull’accordo con la “Nuova Beton”. Autorizzazione regionale – Al di là del merito non condivisibile, la mia esplicita richiesta di chiarimento, che non ha ricevuto riposta, riguarda il fatto della messa in sicurezza delle sponde delle cave (con relativa e rilevante eccedenza di nuova attività estrattiva) e se ciò riguardi o meno l’art. 39 della l.r. 14/98 sul recupero di cave cessate. In assenza d’un tale chiarimento, riguardante un aspetto rilevante dell’accordo stipulato tra Comune e Proprietà, rimane la totale incertezza interpretativa dell’accordo stesso votato dal Consiglio. Stante il fatto che per il materiale escavato al di fuori del Piano Cave provinciale è obbligatoria l’autorizzazione della Regione Lombardia.

3) Parcheggio Castello. Questione pregiudiziale: legittimità – Alcuni Consiglieri di minoranza (Boifava, Gaffurini e Albini) hanno presentato una “questione pregiudiziale” con la finalità di poter ottenere un ulteriore approfondimento della questione in esame. Ebbene, la Presidenza ha cercato inizialmente di mettere in dubbio ed invalidare la correttezza della richiesta, in quanto motivata anche da un quesito rivolto alla Giunta. Il tentativo è poi rientrato, e si è quindi proceduto al voto, quasi fosse una gentile concessione della Presidenza stessa, ma dimenticando il fatto che, in base all’art. 44 del Reg., la sola richiesta di voto sulla “questione pregiudiziale” è di per sé sufficiente per ottenere il pronunciamento del Consiglio. Non a caso infatti per il Regolamento la sola richiesta della “pregiudiziale” significa, senza equivoci di sorta, che “un argomento non debba trattarsi” e null’altro viene richiesto con riferimento ad eventuali ulteriori motivazioni.

4) Parcheggio Castello. Questione pregiudiziale: votazione – Il rilievo critico si estende poi, sempre con riferimento alla corretta interpretazione del Regolamento, alla votazione che si è svolta sulla questione pregiudiziale e che la Presidenza ha ritenuta valida, pur essendo stata precipitosamente espressa in quel momento in Aula nella più totale confusione interpretativa e senza dar spazio ai chiarimenti che nel frattempo da più parti venivano richiesti. Una confusione che, a voto avvenuto, ha poi costretto successivamente la Presidenza a reiterare precisazioni e ulteriori chiarimenti. Non a caso si è avuta una successiva ed irrituale correzione del voto del tabulato, con la verbalizzazione d’un diverso voto di numerosi consiglieri, come mai è avvenuto se non per singoli casi di errori materiali o disfunzioni del rilevatore elettronico. Si pensi che su nove consiglieri firmatari o favorevoli alla Pregiudiziale (otto PD e la collega Albini) ben sette non hanno votato, costretti poi a confermare solo successivamente la loro intenzione di voto favorevole. Tutto ciò a conferma della totale confusione che in quel frangente si era determinata in Aula. Da parte del sottoscritto vi è stata la formale richiesta di ripetere la votazione. Richiesta che però è stata immotivatamente respinta dalla Presidente, pur essendo possibile una diversa opzione in base ad una corretta applicazione del Regolamento, con il ricorso o all’art 52 c.2 (votazione per controprova) o all’art. 55 c.2, (ripetizione del voto) a seguito di irregolarità dovute allo stato di confusione, presente in quel momento in Aula e determinato da interventi di vari Consiglieri che tra loro si sovrapponevano nella discussione.

5) Parcheggio Castello. Legittimità del provvedimento – Sulla questione del Parcheggio Castello si è aperto un serio problema in Consiglio con riferimento anche alla legittimità della deliberazione approvata. In sostanza, se non vi fosse stato il problema dell’ascensore, la deliberazione sul Parcheggio Castello non sarebbe neppure approdata in Aula. In applicazione della deroga prevista dall’art.40 della l.r. 12/05 la deliberazione riguarderebbe il solo ascensore. Ma nel contempo l’oggetto della delibera riguarda invece la “istanza del permesso di costruire, richiesto da Brescia Mobilità spa per realizzazione di parcheggio multipiano con accesso alla galleria Tito Speri che prevede un ascensore di collegamento al Castello di Brescia…”. Come possa un Consiglio Comunale aver votato un provvedimento nell’incertezza di votare o per il solo ascensore o per il parcheggio Castello che prevede anche un ascensore ha dell’incredibile, ma in quell’Aula è esattamente avvenuto ciò, senza alcun chiarimento pure insistentemente sollecitato dalle minoranze consiliari. Pur sapendo, inoltre, che risposte elusive e contraddittorie sono comunque una sottrazione all’obbligo di motivazione chiara e trasparente richiesto per ogni provvedimento amministrativo. Anche con riferimento alla possibile messa in dubbio della legittimità dell’atto stesso.

6) Parcheggio Castello. Project Financing (P.F.) – Anche per quanto riguarda lo strumento operativo e finanziario non si è avuta chiarezza. Nulla al riguardo è stato detto in introduzione dal Sindaco o da Brescia Mobilità. Solo nel corso del dibattito il presidente della Commissione Urbanistica, avv. Toma, ha informato il Consiglio della decisione di un Project Financing. Ma pochi minuti dopo il Sindaco Paroli ha platealmente smentito Toma. Quindi nulla si sa se l’intervento di costruzione sia tramite un Project Financing o preveda un affidamento diretto a Brescia Mobilità (peraltro problematico in base alla normativa nazionale ed europea). Quindi su questo punto delicatissimo anche per la sostenibilità finanziaria dell’opera  si è deliberato in modo confuso e nell’incertezza più totale. Su aspetti così delicati e rilevanti vi è obbligo di una corretta informazione, consapevoli che la disinvoltura nelle scelte su questioni così essenziali può inficiare anche la legittimità dello stesso procedimento amministrativo, che oltre ad essere sempre trasparente dev’essere anche completo nelle sue determinazioni.

7) Deroga per l’Ospedale Civile. Sopralzo per un settimo piano – Penso non vi sia ombra di dubbio nel ritenere che il Consiglio Comunale abbia sempre avuto il massimo di attenzione per l’Ospedale Civile. Ciò non significa però che ogni proposta sia di per sé meritevole d’essere accolta a scatola chiusa. Come peraltro si ricorderà (considerando l’intero periodo delle direzioni Mastromatteo-Coppini) il Civile ha presentato progetti, anche molto impegnativi, che in base al confronto con lo stesso Consiglio Comunale sono stati anche radicalmente cambiati. Penso in particolare alla ristrutturazione con Project Financing, con un prima proposta, insostenibile e rischiosa, nettamente rigettata, dopo un complesso dibattito, e una successiva proposta invece accolta nel gennaio 2010. Già era stata accordata al Civile una deroga di ben 36 mila mq di s.l.p.. Con la nuova delibera la richiesta è di un’ulteriore deroga di altri 3.800 mq. In questo caso una deroga alla deroga, senza che – come hanno ricordato alcuni consiglieri del PD – vengano rispettati i requisiti per i parcheggi pertinenziali. Il fatto che intendo rilevare è la più totale confusione nelle motivazioni addotte e per le diverse ed opposte assicurazioni formulate dalla Giunta. Si è così parlato di necessità di assicurare: la rotazione dei reparti per i lavori del Project Financing, l’espansione a regime della chirurgia, l’ampliamento degli spazi ma senza l’incremento dei posti letto, il rispetto dei futuri parametri per nuovi accreditamenti… Fino a ritrovarci nel dibattito, espressa in Consiglio dal collega Magoni, direttore di U.O. al Civile, la motivazione d’un ampliamento che si renderebbe necessario a seguito d’un errore dei progettisti del Project Financing! Per non dire dell’imbarazzante – ed inaccettabile –  tesi sostenuta da alcuni Colleghi che hanno spiegato come, pur non condividendola, non si possa dire di no all’ulteriore deroga, data l’autorevolezza dell’Ente richiedente. In ogni caso, tutti consapevoli che una volta assegnata tale deroga (alla deroga) le destinazioni d’uso nel tempo sono decise dalla Direzione del Civile, sulla base di esigenze proprie e in piena autonomia dal Consiglio Comunale. Anche in questo caso ci si è trovati di fronte ad un atto amministrativo che non soddisfa l’obbligo di  correttezza e di completezza delle motivazioni, come peraltro esplicitamente richiesto anche dalla l. 241/1990, con riferimento ai diritti di informazione oltre che per i Consiglieri anche per i Cittadini ed i Comitati interessati alle decisioni  assunte dal Consiglio Comunale.

 

 

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  1. Certo Spett. Boifava, Gaffurini e Albini chiedevano giustamente di soprassedere e di non procedere all’esame della questione in quella seduta, in quanto, in base al testo presentato dalla Giunta, non era chiaro se si votava per il solo ascensore, oppure per il progetto complessivo del parcheggio Castello (compreso l’ascensore). Per me v’è un problema di illegittimità dell’atto adottato. Sulla votazione s’è poi verificato un gran pasticcio di voti per la confusione presente in Aula e la Bordonali pur potendo far rifare, a norma di Regolamento, la votazione – come avevo chiesto – lo ha invece impedito.

  2. Certo Spett. Boifava, Gaffurini e Albini chiedevano giustamente di soprassedere e di non procedere all’esame della questione in quella seduta, in quanto, in base al testo presentato dalla Giunta, non era chiaro se si votava per il solo ascensore, oppure per il progetto complessivo del parcheggio Castello (compreso l’ascensore). Per me v’è un problema di illegittimità dell’atto adottato. Sulla votazione s’è poi verificato un gran pasticcio di voti per la confusione presente in Aula e la Bordonali pur potendo far rifare, a norma di Regolamento, la votazione – come avevo chiesto – lo ha invece impedito.

  3. Certo Spett. Boifava, Gaffurini e Albini chiedevano giustamente di soprassedere e di non procedere all’esame della questione in quella seduta, in quanto, in base al testo presentato dalla Giunta, non era chiaro se si votava per il solo ascensore, oppure per il progetto complessivo del parcheggio Castello (compreso l’ascensore). Per me v’è un problema di illegittimità dell’atto adottato. Sulla votazione s’è poi verificato un gran pasticcio di voti per la confusione presente in Aula e la Bordonali pur potendo far rifare, a norma di Regolamento, la votazione – come avevo chiesto – lo ha invece impedito.

  4. Perché illeggibile? È tutto molto chiaro, basta prendersi 3-minuti-3 e leggere con calma. Non è possibile accusare sempre tutti i politici di non volersi far capire se ci rifugiamo nella nostra pigrizia. Mi sembra che le questioni siano di una gravità estrema (es. il voto sull’ascensore/parch eggio, un’opera inutile e scellerata, in un momento di crisi così grave)

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