Fondo affitti, Cgil contro Pirellone: escluse anche famiglie al limite della povertà

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    La Cgil – con una nota congiunta di Spi e Sunia – attacca la regione Lombardia per i criteri definiti per l’assegnazione dei contributi del Fondo Sostegno Affitti Regione Lombardia. L’accusa: “Esclude fasce di reddito al limite della soglia di povertà”.

    ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

    La crisi economica persistente e la perdita di valore reale dei redditi da lavoro e da pensione stanno producendo l’acuirsi delle difficoltà ad accedere ai bisogni primari di molti nuclei familiari, tra cui quelli composti da una persona sola.

    Tra questi bisogni primari vi è sicuramente la casa.

    Per molte fasce sociali ciò significa l’esclusione dal Fondo Sostegno Affitti. La causa principale è da riscontrarsi nelle scarse risorse poste in essere da Regione Lombardia, oltre che da un eccesso di ribasso del requisito di soglia minima richiesto per l’accesso al contributo. In tale contesto non va sottaciuta la responsabilità della drastica riduzione dei contributi statali alle Regioni. Tali condizioni – paradossalmente – escludono fasce di reddito al limite della soglia di povertà che potrebbero in breve trovarsi nella condizione di morosità.

    CGIL Lombardia, unitamente a SPI e SUNIA regionali, senza disconoscere gli sforzi posti in essere dall’Assessore regionale alla Casa nel reperire risorse da allocare sul FSA della Regione Lombardia, di fronte all’evidenza dei fatti, ritiene tali sforzi insufficienti e denuncia una situazione di non sostenibilità che nel corso degli ultimi 4 anni si è enormemente aggravata. Il rilievo pone l’accento sull’insufficienza complessiva che rende il Fondo Sostegno Affitti inefficace, soprattutto in tempi in cui sofferenze e difficoltà tendono ad aumentare di giorno in giorno; ciò vale per i pensionati (con il trattamento minimo o con la pensione sociale) e per i lavoratori dipendenti (cassa integrazione o in disoccupazione). Il limite di accesso al contributo, fissato a 4.000,00 Euro, taglia fuori dal Bando FSA, di fatto, quasi tutti i soggetti evidenziati.

    La presente denuncia corrisponde ad un’emergenza vera e propria, che in quanto tale necessita di risposte eccezionali e immediate. In tal senso si richiedono risorse aggiuntive per far fronte ad un bisogno reale ed inestinguibile, a costo anche di riallocare – all’interno del Piano Casa della Regione Lombardia – le risorse ivi previste.

    Vi è poi un ulteriore motivo di riflessione: l’attuale modello Isee necessario per erogare bonus e contributi altera spesso la fotografia reale dei redditi dei richiedenti e pertanto si configura sempre meno efficace a rispondere alla domanda dei bisogni, non solo per il Fondo Affitto, ma anche per l’insieme delle prestazioni socio-assistenziali (edilizia pubblica, bonus gas ed energia, università, tariffe pubbliche, trasporti, social card, ecc.). Pertanto è urgente avviare la fase di revisione del modello Isee, con il coinvolgimento delle Parti sociali in un incontro specifico.

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