Movida, procuriamo ai residenti del Carmine una scorta di tappi per le orecchie

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di Lucia Marchesi – Parliamo di “movida”. Tema che a quanto pare ha infuocato l’estate bresciana. Non che ne avesse bisogno, visto le piacevoli temperature che ci sta regalando. Sembra che in questa stagione in cui solitamente si pensa al relax e alle vacanze non si siano perse le occasioni per accendere la polemica. L’oggetto del contendere? La cosiddetta “movida”. Ma non la “movida” in generale. Quella che quest’anno popola il centro storico più centro storico di Brescia: il Carmine. E chi sono i contendenti? Beh, semplice. Da una parte abbiamo i locali della “movida” e i loro avventori, dall’altra i residenti del quartiere. Non tutti, ovviamente. Conosco persone che abitano da tutta la vita al Carmine e che sono più che favorevoli alla nuova vita della zona. Non appartenendo a nessuna delle due categorie (non abito al Carmine e mi farei murare viva piuttosto che andare in giro per locali) mi permetto qualche piccola considerazione. Se digiti “Carmine Brescia” su un qualsiasi motore di ricerca, la maggior parte dei link porta a notizie di criminalità più o meno grave, il Carmine per troppo tempo ha goduto di una fama non proprio lusinghiera, credo che un cambiamento non possa essere che positivo. Seconda osservazione. Da che mondo e mondo, il centro storico delle città è più vivo e caotico degli altri quartieri. Solo a Brescia è considerata una cosa strana… La nostra città è piena di zone che dopo le 6 di sera sono morte. Io abito in una di quelle. Dopo una certa ora non c’è in giro un’anima. Forse non saremo disturbati da schiamazzi notturni, in compenso abbiamo i treni merci che quando passano non sono certo silenziosi, per non parlare delle motrici a gasolio che stazionano per ore sui binari davanti alle finestre delle case, accese, appestando l’aria di casa nostra. E noi cosa facciamo? Stiamo in apnea. Qualsiasi nostra lamentela non sarebbe presa in considerazione. Perché non possiamo impedire ai treni di passare. Invece, quando un ragazzo raggiunge un’età per cui i genitori non gli impongono più il coprifuoco, ci pensano i residenti della zona che frequenta con gli amici a voler porre rimedio a questa grave mancanza. La soluzione per il disturbo al Carmine forse è più semplice: una bella scorta di tappi per le orecchie. Non posso fare a meno di notare che in centro è piuttosto diffusa la pratica della lamentela. Per qualsiasi cosa. Ho sentito alcuni residenti di via Musei lamentarsi perché, durante le grandi mostre, le file di visitatori davano fastidio. Per non parlare della questione dei parcheggi. Trovo quanto mai strano pretendere di abitare in Corso Palestro e di parcheggiare l’auto esattamente fuori dal portone di casa. Ho visto le lenzuola bianche con scritto “basta smog” in via Cattaneo. Se lo facessero a San Polo, troverebbero il lenzuolo disintegrato dopo mezz’ora. Altro che ingrigito! E adesso veniamo ai fanatici della “movida”. Personalmente evito questo tipo di passatempo come un lazzaretto. Purtroppo ci sono posti a Brescia, considerati chic o alla moda, dove una ragazza viene guardata storta perché non ha i tacchi, dove vieni giudicato per come sei vestito, se indossi abiti firmati oppure no. Non è così ovunque, ma purtroppo è molto diffuso. Detto questo, forse i miei concittadini “movidani” potrebbero fare un piccolo sforzo per ridurre al minimo il disturbo che si arreca a chi abita nei dintorni.  Le chiacchiere a un tono di voce normale devono essere tollerate, mentre non sono tollerabili le urla, gli schiamazzi di chi forse ha alzato troppo il gomito o le bottiglie abbandonate e i vetri rotti. Ah, perché diciamo anche questo: se non ti ubriachi sei uno sfigato, se sei astemio dovresti essere cancellato dalla faccia della terra. I veri fighi bevono. Bevono tanto. Se poi sfiori il coma etilico, sei un genio. E mi raccomando. Bicchiere in una mano e “paina” nell’altra. E i moccini per terra eh, non sognarti di usare il posacenere! Allora, cerchiamo di venirci incontro. Un po’ di buona volontà da entrambe le parti. Finché non andrà di moda un altro quartiere e la storia ricomincerà da capo.

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  1. Non posso credere che nessuno capisca come si sta male a non dormire la notte!!! Soprattutto quando il giorno dopo si lavora, perchè c’è gente che il sabato e la domenica lavora.
    Si possono comunque far coincidere le due esigenze (festaiole e di riposo) con il buonsenso: da mezzanotte meno rumore e fino a mezzanotte con un po’ di tolleranza.

  2. Concordo con le proteste di molti cittadini. Non abito al Carmine ma capisco e provo solidarietà per il loro disagio. Del resto perchè diavolo si deve sopportare caos, degrado, rumori molesti e tanto altro schifo? Vendere alcool non è poi così edificante! I bar di qualsiasi natura dovrebbero aprire al mattino e chiudere alle 21.00. Nei locali notturni dove si somministrano alcolici molti ci vanno solo per ubriacarsi e dare sfogo alla parte peggiore di sè. Sono in definitiva una stupida e nociva invenzione dei nostri tempi. I gestori dei locali poi si riempiono le tasche di quattrini e alla chiusura tornano a casa a ronfare fino alle 5 del pomeriggio (tanto hanno orari di lavoro ben comodi) facendo pagare un prezzo altissimo ai residenti in termini sia di danno biologico che economico derivante dai vandalismi causati dalla teppaglia che si aggira tra le persone perbene. Solo una domanda: "Perchè non vengono create come nei Paesei a democrazia avanzata delle cittadelle del divertimento in aree senza abitazioni vicine o presso zone industriali dismesse anziché sotto i balconi di cittadini incolpevoli? Ma quanta intelligenza serve per capirlo? Spero che la movida (termine diventatomi odioso) di qualsiasi tipo e di qualsiasi zona abitata di Brescia venga spostata fuori dal nucleo abitato o sotto casa degli stessi gestori.

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