Lite in famiglia finisce a coltellate. 37enne dello Sri Lanka arrestato per tentato omicidio

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All’1.20 circa di questa notte, una volante di Polizia è stata inviata in via Duranti per la segnalazione di una lite in atto all’interno di un appartamento. Giunti sul posto gli agenti hanno trovato in casa tre persone: la vittima, un cittadino dello Sri Lanka del 1975 e sua moglie. L’uomo, seduto e con un’evidente ferita all’addome non era in grado di parlare date le sue condizioni fisiche. Con lui gli operatori del 118 che, dopo le prime urgenti medicazioni, l’hanno condotto in codice rosso in ospedale. La moglie dello straniero, interrogata dagli agenti, ha riferito loro quanto accaduto poco prima: suo fratello, ospite da circa un mese a casa loro in quanto in lite con la propria moglie, nel corso di una discussione con suo marito l’aveva colpito all’addome con un grosso coltello da cucina con lama da 22 cm. Motivo della discussione probabilmente la presenza del cognato in casa. La vittima infatti, insultandolo, gli intimava di lasciare la sua casa il mattino seguente in quanto non era più un ospite gradito. Sentitosi offeso ed in preda alla rabbia W.A.C., cittadino dello Sri Lanka del 1979, ha reagito nel peggiore dei modi e, afferrato un coltello, ha colpito il cognato alla presenza di sua sorella. La donna non ha esitato ad intervenire e, disarmato il fratello, ha gettato il coltello dietro il televisore della sala mentre l’aggressore si dava alla fuga. Durante gli accertamenti uno degli agenti della Volante, sceso in strada, ha notato un uomo in lontananza nascosto dietro un muro nel punto in cui via Duranti incrocia via Fiumicello. Sospettando fosse l’aggressore lo ha raggiunto nonostante lo stesso tentasse la fuga. I sospetti del poliziotto si son rivelati fondati: l’uomo, ormai scoperto, ha ammesso le proprie responsabilità confessando di essere l’aggressore di D.J, suo connazionale del 1975 nonché cognato. Confermati i fatti così come riferiti da sua sorella, W.A.C. è stato arrestato per tentato omicidio, alla luce della gravità della ferita inferta alla vittima (operata d’urgenza è in prognosi riservata ma non più in pericolo di vita) e per essersi poi dato alla fuga. Identificato in Questura, l’uomo è stato poi tradotto presso la Casa Circondariale di Canton Mombello.

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