Rolfi ribatte a Zipponi e De Toni: difendo Brescia, non cambio casacca come voi

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“Non difendo interessi economici particolari, non siedo in consigli di amministrazione né difendo gli interessi di qualche imprenditore, queste cose le lascio fare a Zipponi. Così come non ho l’abitudine di cambiare casacca ad ogni stagione come l’allegra coppia dell’Idv". Questo il durissimo commento del vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi in risposta alle pesanti dichiarazioni dei rappresentanti dell’Italia dei Valori De Toni e Zipponi. “Semplicemente”, continua l’esponente della Lega, “mi limito a evidenziare che non sussistono oggi ragioni per proseguire un commissariamento che anche l’attuale commissario ha certificato inutile e che mortifica l’Aci Bresciana tutta, a prescindere di chi è il presidente. Brescia non è e non deve diventare la succursale dell’Aci Roma, né tanto meno la nostra corsa, la Mille Miglia, tradizione e patrimonio della nostra comunità, deve diventare una questione romana, come invece taluni esponenti politici probabilmente vorrebbero”.

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  1. Rolfi contro Zipponi e De Toni, il livello dei contendenti offre la misura dello spessore della politica bresciana. L’uno che, come un vecchio disco inceppato, ripete ‘Roma ladrona’ all’infinito, ma fino all’altro ieri non si accorgeva dei ‘ladroni a casa sua’, ovvero del suo partito. Andare a controllare se, prima che il Trota cadesse in disgrazia, Rolfi ha mai detto una parola contro la famiglia del Boss-i. Gli altri due, dal canto loro, formano una strana coppia, accomunata dalla propensione al cambio di casacca. In questa specialità, però, lo Zippo è imbattibile: alle elezioni del 2008, dopo il primo exit poll aveva gia’ salutato i compagni della sinistra arcobaleno, per la quale aveva militato brevemente, dopo una lunga e onorevole (chiedere conferma al movimento operaio bresciano) carriera da sindacalista amico dei padroni.

  2. Suvvia di Zipponi uno può dire quello che vuole, condividerne o meno le scelte, ma definirlo amico dei padroni ce ne vuole tanto, ma veramente tanto di coraggio.

  3. Aggiungo una mia valutazione: nel panorama politico nostrano, c’è chi per mantenere la sedia deve cambiare casacca e chi invece cambia bellamente direzione come una banderuola, rimanendo però sempre con la stessa casacca. Non so quale sia peggio dei due: di sicuro sono sullo stesso piano.

  4. Semplice notazione "tecnico politica": De Toni è arrivato nel 2005 nell’IDV bresciana e l’anno dopo già pretendeva (nero su bianco) la nomina in Parlamento o lo scranno di Sottosegretario (!); veniva accontentato con la nomina a senatore nel 2008: il massimo risultato con il minimo sforzo. Zipponi arriva nel 2010 direttamente nell’IDV nazionale per aver conosciuto Di Pietro ad una nota trasmissione televisiva: colpo di fulmine che gli vale nientemeno che la candidatura immediata alle elezioni Europee (non eletto con risultato assai striminzito). Dirigente stipendiato dal partito, Zipponi è oggi tra i più autorevoli rappresentanti nazionali (Responsabile Lavoro e Coordinatore di tutti i dipartimenti tematici) con tanto di ufficio personale a Roma. Nominato da Paroli Consigliere di OMB International, sarà sicuramente nominato parlamentare IDV quando si voterà: anche per lui, il massimo risultato con il minimo sforzo. Morale in dipietrese: che c’azzeccano i due con Brescia e con tutti quelli che a Brescia hanno scritto, con umiltà e partendo da zero, la storia dell’Italia dei Valori ? Probabilmente IDV è l’unico partito in cui si pratica il detto evangelico "i primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi"…

  5. Proviamo a esprimere diversamente il concetto, cosi’ vediamo se bypassa la censura. Il vicesindaco Rolfi afferma, come se rappresentasse un titolo di merito, di non sedere in consigli di amministrazione, riferendosi al ruolo di Zipponi in OMB. Ma Rolfi, in quanto assessore, nemmeno volendolo potrebbe sedere nel cda di una società partecipata dal Comune, essendoci un’incompatibilità sancita dalla legge. Il vice sindaco Rolfi afferma poi di non difendere interessi economici particolari, e allora è lecito domandarsi, e domandare pubblicamente, quali interessi economici generali perseguisse quando sta moglie è stata assunta dai gruppi consiliari in regione Lombardia, percependo cosi’ lo stipendio da un ente pubblico, e quindi pagato con le risorse dei contribuenti. Se un politico navigato, e Rolfi lo è, attacca duramente, deve prestare attenzione a non usare argomenti, che possano sortire un fin troppo facile effetto boomerang

  6. Forse stavolta il suo commento inizialmente volutamente maligno non e’ stato censurato, ma la prossima volta si informi meglio perche’ la moglie di Rolfi non risulta lavori ai gruppi consiliari di Regione Lombardia….

  7. ma per piacere,non facciamoci illusioni l’Aci di Brescia è stata commissariata perchè a qualcuno fa gola la Mille MIglia ( ricordiamoci l’attacco di alcuni personaggi per portare il GP di Monza a Roma, con l’appoggio del Capitolio)e non diciamo baggianate che qualcuno abbia fatto tutto gratuitamente….chi ediamo al Sindaco di Chiari, quanto gli è costato "invitare"la MM nel suo paese, come di quanto la Regione Lombardia , attraverso l’Ass,re Nicoli,ha versato per la stessa manifestazione ……e cosi in tutti i comuni dove transita. Ma si sa questo schema di ….finanziamento …fu inventato dagli organizzatori del Giro D’Italia ed ha insegnato come si fanno i danee.. su che la stessa manifestazione sia il vero "brand" della Città di Brescia …lo sanno bene i commercianti e gli albergatori…ma non qualcuno che si sta svegliando in ritardo..(vorremmo capire quando qualcuno si muove per difendere la propria città).come al solito . che l’Aci di Bs abbia voluto stringere a se la manifestazione è logico, ma bisognava farlo in modo trasparente e secondo le regole non svendendo nulla a nessuno .

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