Tunisino spaccia eroina mentre sconta i domiciliari. Torna in carcere

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Durante una specifica operazione antidroga svoltasi in Contrada Carmine, gli agenti hanno tratto in arresto un tunisino irregolare con precedenti specifici legati allo spaccio e attualmente ristretto ai domiciliari per rapina commessa nell’agosto 2011. La Locale è intervenuta in seguito a segnalazioni che indicavano come il tunisino, nonostante fosse agli arresti domiciliari, continuasse a compiere attività illecita di spaccio anche da casa. Gli inquirenti hanno così tenuto monitorata l’abitazione, al civico 31 di Contrada Carmine, dove l’uomo viveva con la compagna, il figlio di lei avuto da un precedente matrimonio e un altro bambino di soli 15 giorni. Durante le fasi di osservazioni è stato possibile notare come tre noti tossicomani si sono avvicinati alla finestra, si sono soffermati un attimo a parlare con lo spacciatore e poi due si sono allontanati mentre uno è entrato in casa, per uscire poco dopo raggiungendo gli altri che si stavano dirigendo verso via Calatafimi. Subito fermati, i tre hanno confermato come era già capitato qualche volta che si rifornissero dal tunisino; uno di questi ha inoltre confermato che, alla vista degli agenti, ha gettato via una piccola dose di eroina appena acquistata in contrada Carmine. A fronte di questo gli agenti sono entrati nell’abitazione, procedendo a perquisizione. All’interno erano presenti, oltre allo spacciatore, la compagna, 35enne napoletana e nullafacente, con in braccio il bimbo di soli 15 giorni, utilizzato da entrambi come scudo per ostacolare l’attività d’indagine. In casa sono stati trovati, oltre ad una piccola dose eroina, 3.530 euro in contanti, una bilancina di precisione e altro materiale utilizzato per il confezionamento di sostanza stupefacente. Il tunisino, classe 1987, è stato giudicato per direttissima e in seguito condotto in carcere in custodia cautelare.

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  1. Cautelativamente dovrebbero essergil tagliate entrambe le mani. Come avrebbero fatto a casa loro. Nel rispetto della loro cultura e delle loro leggi islamiche. Non è forse anche questo un modo per rispettare le loro tradizioni?

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