Bragaglio: il Pd rischia l’isolamento, acceleriamo sulle primarie di coalizione

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Con una nota il consigliere del Pd Claudio Bragaglio torna a invocare primarie di coalizione in tempi brevi per la scelta del candidato sindaco alle elezioni comunali del 2013. E bacchetta il partito accusandolo di “ritardi, posizioni contraddittorie e rischi di isolamento”e sottolineando che "da febbraio non è mai più stato convocato un tavolo allargato di centrosinistra (comprendente oggi anche Fenaroli) e civiche”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

La vita politica ha di fronte a sé gravi e numerosi problemi. Tra questi non possono essere sottovalutate le questioni riguardanti sia la riforma elettorale che l’indicazione delle leadership del “dopo Monti”. Il ruolo assunto dal PD è rilevante ed è per questa ragione che ho trovato incomprensibile il percorso contraddittorio finora seguito per la candidatura dell’on. Bersani.

Lo Statuto del PD stabilisce un automatismo (da me non condiviso) tra il ruolo di segretario e la sua candidatura alla presidenza del Consiglio. Bersani saggiamente ha deciso di non avvalersi di tale norma e di sottoporsi alle primarie di coalizione. Una decisione di coraggio e di valore, assunta nella Direzione dell’8 giugno e sostenuta poi anche da un appello di sindaci. Poi il tutto si è incomprensibilmente fermato. Trasmettendo così incertezza e confusione su questa scelta.

Una tale preoccupazione è data non tanto da Renzi, che nel frattempo s’è mosso scaltramente, ma dal segnale d’incertezza trasmesso al Paese da parte del Pd che gioca, con il proprio leader, la scelta strategica di un’alleanza tra progressisti e moderati. A partire da una prioritaria riorganizzazione del campo progressista. Le motivazioni messe in campo per giustificare tale comportamento (l’attesa della Carta di intenti, della nuova legge elettorale, del futuro di Monti, delle elezioni anticipate o meno…) preesistevano tutte alla decisione della candidatura Bersani d’inizio giugno. E non sono “novità”, se non per chi ha dubbi sulla candidatura di Bersani. O per chi – come Veltroni- rinvia persino la scelta tra Bersani e Renzi .

Di fronte all’incalzare confuso degli avvenimenti mi auguro invece che si ponga fine all’attendismo e che venga recuperato il tempo perduto stabilendo un punto decisivo di chiarezza. E promuovendo altresì un’ampia convergenza, sia dentro che fuori dal PD, che – sono certo – la candidatura Bersani è nelle migliori condizioni di realizzare. Anche a Brescia. Non ho mai considerato le primarie come “un mito fondativo del Pd”. Esse sono uno strumento importante per una decisione partecipata. Ma una volta adottato tale criterio si tratta di sapere che vi sono precise implicazioni. Tra queste (come da Statuto), il fatto che le candidature non sono stabilite con decisioni di organi di partito. E neppure subordinate alla scontata certezza dei risultati, come a suo tempo con Prodi-Bertinotti. Le primarie – se vere – comportano un’effettiva contendibilità, come hanno dimostrato le vicende di varie città.

Ciò vale anche per Brescia. La decisione unanimemente assunta con il documento della segreteria provinciale per primarie di coalizione e per un’ampia convergenza di centro sinistra è, a mio giudizio, un punto di non ritorno non aggirabile. E per quanto sia importante il risultato di Desenzano, la scelta per la Loggia non corrisponde a quel “modello” che ha visto primarie di partito e l’assenza di un’ampia coalizione.

Anche alla luce delle novità politiche nazionali (Sel e Udc), si tratta di definire regole e basi comuni per rendere più forte la sfida vincente contro la giunta Paroli. Una decisione su cui si sono registrati ritardi, posizioni contraddittorie e rischi di isolamento del PD. Con tempi che scorrono inesorabili senza che da febbraio sia mai più stato convocato un tavolo allargato di centrosinistra (comprendente oggi anche Fenaroli) e civiche, chiamato ad affrontare nello specifico la questione delle primarie di coalizione e l’impostazione programmatica della alleanza in Loggia.

Claudio Bragaglio – Consigliere Comunale del PD

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  1. Scusi, Bragaglio, ma le sollecitazioni non andrebbero rivolte nelle sedi opportune, agli organismi dirigenti, organismi dei quali dei quali lei non solo fa parte ma fa anche fuoco e fiamme per rimanervi a tempo indeterminato? Sa, altrimenti sorge il dubbio che la sua sia non sia tanto premurosa preoccupazione quanto logorrea autoreferenziale…

  2. Secondo me se il dibattito interno di un partito viene anche comunicato ai cittadini, non è che sia un male. Così tutti possono essere un po’ più informati su come vanno le cose e quando devono decidere da chi farsi rappresentare magari lo fanno sapendo qualcosa in più. No?

  3. Il compagno Bragliosky non si muove nè scrive mai a caso: sta semplicemente accelerando nella direzione che più gli è consona, cioè verso una bella ammucchiatona di centrosinistra in cui il PD non si dimentichi di Fenaroli, di SEL e, soprattutto, dei "socialisti per passione" del mitico trio Fermi, Castelletti e Guindani. Mi piacerebbe che al ballotaggio, con la sua poltrona di assessore già garantita, Bragaliosky si trovasse i grillini, così giusto per provare un’emozione diversa negli ultimi trent’anni di politica nostrana…

  4. hahaha questi personaggi sono proprio alla frutta , per fermare M5S non sanno piu’ che coalizioni mettere insieme adesso propongono sinistra estrema + ex dc + qualche civica + ex socialisti…mettiam oci anche qualche nostalgico del PDUM , Don camillo e Peppone no ?

  5. Fenaroli come rappresentante della sinistra: un tempo si sarebbe detto dei lavoratori. Ebbene, quanti anni ha lavorato questo signore che sembra il toccasana del PD contro la deriva dell’antipolitica?
    Non ha fatto il sindacalista a tempo pieno, dopo pochissimi anni da bancario? Dai! Vorrei essere smentito, altrimenti siamo alle solite. Sindacato o partito, avanti sempre chi campa di politica!

  6. giulia,ahahahahahaha hah ma crede veramente che le primarie del pd sia una vera espressione di democrazia?allora perche’ agli scomodi non e’ permesso parteciapre?mi faccia capire……….

  7. tutto nuovo ,niente di nuovo….il "doroteo" Bragaglio si muove,pronto a mettere l’ipoteca sulla possibile vittoria contro gli avversari del Pdl e Lega ,intenti alle solite beghe e a ricattarsi.aperto a tutti e a tutto,compreso gli odiati Psi, pur di raggiungere il potere. cinema già visto nei comuni limitrofi di Bovezzo e Nave. ma come…aperti al nuovo ??? …sempre le solite facce da oltre 30 anni…così come nella vecchia Dc,oggi vediamo questi dinosauri,che parlano il politichese meglio dei padri fondatori,promettend o tutto e di pi,che hanno imparato bene la lezione della politica a PROPORSI COME NUOVI….MA CON NIENTE DI NUOVO …….proponiamo di….ROTTAMARLI con premio a chi ci riesce

  8. X ninguno: dire che un sindacalista campa di politica non ha nessun senso. Non puoi paragonare un sindacalista di lungo corso a un D’Alema o a un Fassino. Questa storia che gira fra i destri (non dico che sia il tuo caso, ma sai bene quanto sia diffusa) che "i sindacati" siano la rovina del paese è una sciocchezza degna di Feltri o di Santanché. Se non fosse per i sindacati e i sindacalisti (CGIL in primis), non avremmo mai fatto progressi dagli anni 50 in poi (per fermarci al dopoguerra), quando io, te e qualunque lavoratore non aveva un diritto che fosse uno e doveva levarsi il cappello al passaggio del padrone. Fenaroli ha lavorato in banca e poi ha lavorato tanti anni nel sindacato, conducendo battaglie importantissime per i lavoratori. Per quanto mi riguarda, se avrò la possibilità di votare lui bene. Se no, mi sa che me starò a casa.

  9. Sarebbe ora ! Bragaglio… fai svegliare i tuoi compagni di partito. Le voci che circolano in città danno le elezioni già perse per il centrosinistra se andate avanti così

  10. Credo sia sotto gli occhi di tutti la gravissima responsabilità del sindacalismo tradizionale confederinciuciativo che al posto di tutelare gli interessi e i diritti dei lavoratori italiani in piena crisi economica e con i posti di lavoro a rischio quotidiano, non ha saputo fare di meglio che fare da stampella ad un governo che ha dichiaratamente una visione di destra per l’uscita dalla crisi. Al posto di inalberarsi come era giusto che fosse contro la grave evasione fiscale che sta alla base del grande buco finanziario dell’Italia e a richiedere con forza una legge patrimoniale che potesse finalmente colpire coloro che fino ad oggi hanno vissuto alle spalle del lavoro dipendente, si sono premuniti di starsene buoni e tranquilli in cambio di un galleggiamento di posizione e di qualche piccolo "favore" governativo. In passato erano i permessi sindacali a tenere in piedi la nomenklatura sindacale, poi sono arrivati i CAF a sostituire il crollo degli iscritti, poi ancora i corsi sindacali in preparazione dei concorsi pubblici ed ora, oltre a garantire la continuità di tutti questi vantaggio si dà ampio risalto al grande prova di maturità dei leader sindacali nel collaborare a tenere in piedi l’impalcatura di un sistema politico-istituziona le non più in grado di reggere con la pressante richiesta che viene dal basso di una maggiore democrazia e partecipazione nelle scelte che vanno ad incidere sulle decisioni mettono in discussione la vita grama di milioni di famiglie italiane. Quindi, voler nascondere le gravi responsabilità del movimento sindacale non giova alla verità e tanto meno agli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.

  11. Bragaglio non è credibile. Quando è in giunta dimentica le idealità e riprende a ricordarle solo quando è all’opposizione. basta, largo ai giovani.. okkio vivo fenaroli a circondarti da questi personaggi.

  12. Giulia, è un’interlocutrice corretta. Ilm sindacato ha avuto un ruolo determinante nel riscattare i lavoratori da una condizione da servi della gleba, fino agli anni settanta. fare il sindacalista ( io lo ero:in CGIL) era un rischio. Da troppi anni è una carriera. Veda dove sono finiti i leader sindacali che si sono succeduti da quell’epoca in poi: parlamento, consigli di amministrazione ecc.

  13. ninguno, diciamo che il mio primo intervento aveva come bersaglio chi critica il sindacato in modo radicale e pretestuoso. Se entriamo in un discorso più attento, pur con molto dispiacere mi è difficile darle torto.
    Non ha tutti i torti nemmeno "sindacati" sulle responsabilità del sindacalismo tradizionale. Che dire? Per essere buoni bisogna ricordare che è un grande apparato (parlo della CGIL, che diversamente dalle altre 2 ancora mi sento di salvare) e come in tutti gli apparati le carriere si costruiscono. Mi sento però di dire che il suo ruolo storico sia innegabile. Non solo, ma oltre al suo campo di azione principale, la CGIL di BS negli ultimi anni ha svolto un’azione importante (e di supplenza alla politica) di contrasto ai deliri dei vari sindaci sceriffi (es. Adro, mense scolastiche) e lo ha potuto fare anche grazie ai suoi mezzi e alla sua ‘solidità’ di organizzazione.

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