Da ex e cittadini un appello a Pd e civiche nel nome dell’unità e del rinnovamento

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L’ex candidato del Pd alla Provincia Tino Bino. Ma anche molti nomi noti in città, come Pompeo Anelli, Fiorenzo Bertuzzi, Ciso Gitti e Andrea Lepidi. Sono questi alcuni dei firmatari del nuovo appello “di un gruppo di cittadini” al centrosinistra in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. Nel testo, in particolare, si chiede alle forze oggi in campo un maggiore coinvolgimento della società civile, magari “mediante un percorso che valorizzi eventuali consultazioni primarie aperte a tutta l’area del centro-sinistra, delle liste civiche e di chi in essa si riconosce”. I firmatari, inoltre, si dicono preoccupati per la situazione che si va delineando nel centrosinistra. E criticano apertamente Pd e civiche perché “ anche a livello locale si profilano infatti candidature che, restando fuori discussione capacità e qualità personali, tendono a collocarsi nel solco del passato prossimo e talvolta anche remoto e nelle quali l’elettorato legge il rifiuto di qualsiasi volontà di rinnovamento”, inoltre, “le stesse formazioni civiche, cui pure va riconosciuto il merito di aver sollecitato all’impegno politico disinteressato donne e uomini che altrimenti ne sarebbero rimasti estranei per diffidenza o ritrosia, rischiano di ripiegarsi sullo sterile perseguimento di posizioni di orgogliosa contrapposizione alle formazioni partitiche tradizionali”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’APPELLO E I NOMI DEI FIRMATARI

In vista delle elezioni comunali del 2013, i sottoscrittori di questo documento, preoccupati per la situazione che si va delineando e desiderosi di contribuire ad individuare una soluzione politica utile alla città, intendono proporre le seguenti considerazioni all’attenzione dei partiti o raggruppamenti che si riconoscono nel centrosinistra o nelle aree ad esso contigue e degli elettori che li sostengono.

L’insofferenza verso le scelte dei partiti politici tradizionali e di chi li dirige e rappresenta è ormai conclamata e resa evidente sia dal crescente astensionismo che dalla crescita dei consensi verso movimenti ispirati più alla protesta demagogica che alla ragionevole proposta. Per la tenuta stessa del sistema democratico è essenziale reagire a questa deriva e rilanciare la funzione essenziale dei partiti.

Questi tuttavia sembrano sorprendentemente non comprendere e comunque sottovalutare la gravità della situazione: anche a livello locale si profilano infatti candidature che, restando fuori discussione capacità e qualità personali, tendono a collocarsi nel solco del passato prossimo e talvolta anche remoto e nelle quali l’elettorato legge il rifiuto di qualsiasi volontà di rinnovamento; le stesse formazioni civiche, cui pure va riconosciuto il merito di aver sollecitato all’impegno politico disinteressato donne e uomini che altrimenti ne sarebbero rimasti estranei per diffidenza o ritrosia, rischiano di ripiegarsi sullo sterile perseguimento di posizioni di orgogliosa contrapposizione alle formazioni partitiche tradizionali.

Lo scenario che si prefigura vede un’inedita proliferazione di liste e candidati, in aperto e talora aspro conflitto gli uni contro gli altri; se poi si considera il prevedibilmente elevato astensionismo, la conseguenza sarà che qualunque compagine riporti il successo lo farà ottenendo, almeno al primo turno, una percentuale modesta di voti, che ne pregiudicherà l’autorevolezza e ne renderà precaria la successiva attività amministrativa.

Per contro una classe politica lungimirante e sensibile al bene della comunità, nell’intento di scongiurare il grave rischio di allargare la frattura che la separa da una parte sempre più consistente dell’elettorato, ha il dovere di formulare una proposta politica che segni un’evidente discontinuità con il passato e che sia in grado di dar vita alla più ampia possibile partecipazione.

Il fulcro di tale proposta deve consistere nella possibilità di candidare volti nuovi, la cui storia personale sia garanzia di preparazione, competenza, serietà ed onestà, anche se rimasti fino ad oggi estranei alla politica attiva e all’attività dei partiti, così che la città possa arricchirsi di nuove energie che pure fanno parte del suo patrimonio e che mai come ora è doveroso liberare. A chi fino ad oggi ha pur generosamente prestato le sue energie alla vita politica ed amministrativa della città si chiede l’ulteriore atto di generosità e lungimiranza di anteporre l’interesse della comunità a quello personale, continuando dall’esterno ad assicurare l’apporto delle esperienze maturate per offrire alla città il prezioso apporto di altre e nuove personalità ed esperienze; a partiti e movimenti politici si chiede di riscoprire la loro vocazione a selezionare per competenza e moralità, anche al di fuori delle loro fila, i futuri amministratori.

I sottoscritti auspicano che le forze del centrosinistra e quelle ad esso contigue, ivi comprese le formazioni civiche, diano inizio ad un percorso di aperto confronto che promuova la ricerca di queste nuove personalità, interessando i cittadini con opportune iniziative così da pervenire all’individuazione di pochi e chiari punti programmatici e di candidature fortemente innovative per il ruolo di sindaco e per la formazione degli altri organi comunali, costituendo su queste basi un’alleanza capace di rinnovare la tradizione di buona amministrazione che ha a lungo caratterizzato la nostra città. Al Partito Democratico in particolare, quale formazione maggiormente rappresentativa dell’area cui ci si riferisce, ci si rivolge affinché assuma l’iniziativa di indicare e promuovere tale percorso.

Se le forze politiche destinatarie vorranno accogliere questo invito, i sottoscritti non mancheranno di contribuire alla ricerca e alla formulazione di una candidatura a sindaco il più possibile condivisa anche nell’ambito di eventuali consultazioni primarie.

Pompeo Anelli, Vittorio Arena, Arianna Barbarisi, Silvio Betti, Giuseppe Bertinelli, Maria Gabriella Bertoli, Fiorenzo Bertuzzi, Gianluigi Bezzi, Maria Ughetta Bini, Tino Bino, Francesco Capretti, Alberto Cerioli, Francesco Cerioli, Claudia Crescini, Salvatore Del Vecchio, Ciso Gitti, Davide Guaragni, Elisabetta Lazzaroni, Andrea Lepidi, Anna Liscardi, Luisa Liscardi, Maurizio Lovisetti, Corrado Luzzago, Mauroernesto Macca, Carla Marchese, Riccardo Montagnoli, Sara Remus, Vittorio Rubagotti, Vito Salvadori, Enzo Trommacco, Igor Valzelli

Eventuali ulteriori adesioni possono essere indirizzate a documento.elezioni@gmail.com

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  1. É iniziata la demolizione di Delbono,i firmatari tra i quali giovanotti di settant’anni ,hanno come unico scopo togliere di mezzo il caro Emilio e lanciare quella di giovane da loro gestito,magari figlio di un ex assessore di lungo corso di cui non si é ancora parlato .Tutto già visto,vecchia chincaglieria che a tutte le elezioni prepara un documento raccoglie un po di firme note o meno pensando di rappresentare un po di società di sinistra e il gioco é fatto.

  2. É iniziata la demolizione di Delbono,i firmatari tra i quali giovanotti di settant’anni ,hanno come unico scopo togliere di mezzo il caro Emilio e lanciare quella di giovane da loro gestito,magari figlio di un ex assessore di lungo corso di cui non si é ancora parlato .Tutto già visto,vecchia chincaglieria che a tutte le elezioni prepara un documento raccoglie un po di firme note o meno pensando di rappresentare un po di società di sinistra e il gioco é fatto.

  3. in pratica, si chiede al partito più rappresentativo come iscritti e militanti e all’attuale capogruppo in Loggia,scelto come candidato seguendo un percorso di consultazione capillare e democratico interno, di farsi da parte per far posto ad un giovane rampollo scelto da una oligarchia di 20 o 30 notabili, guarda caso provenienti dall’ambiente forense…ma poverini, dicono di farlo per i cittadini bresciani.nobile gesto…beato chi ci crede

  4. "Selezionare per competenza e moralità anche al di fuori delle loro fila": sarà dura e sollecitare il PD a primarie allargate in questa prospettiva sarà ancora più dura. Auguri, comunque, e si tenti di tutto pur di eliminare il duo Parolfi.

  5. "movimenti ispirati più alla protesta demagogica che alla ragionevole proposta."
    …e chi saranno mai?
    Cittadini non inquadrati nei partiti. ORRORE!

  6. Candidato capace di "anteporre l’interesse della comunità a quello personale?". Del Bono non si è ricandidato in Parlamento ed ha rinunciato a un super remunerato incarico in A2a (e per questo è stato, grottescamente, attaccato dall’interno del suo partito) per concorrere alla carica di sindaco, quando tutto lasciava prevedere la sconfitta del centrosinistra. Colui che era il candidato naturale e ripetutamente indicato per competere ( già vicesindaco), al contrario, se l’è "svignata", (vista la malparata?), per approdare lui nel consiglio di gestione della società suddetta.
    Alle persone come Del Bono va la mia stima. Persone come Del Bono sono i candidati che auspichiamo di veder in lizza, tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra, alle prossime elezioni.

  7. Mi era sfuggito tra i firmatari Ciso Gitti. E se "il candidato sindaco deus ex-machina ideale" fosse il figlio Gregorio, marito di Francesca Bazoli (figlia del Presidente di Intresa San Paolo), illustre docente universitario, consulente tecnico e regista delle fusioni A2A e UBI Banca, prodiano doc, ma mai cimentatosi se non da lontano nella politica attiva ?

  8. Tra i "servizi" resi alla città dalle due fusioni tecnicamente condotte dal Prof.Gitti, in particolare sull’adozione del sistema di governance duale (catastrofico), giusto citare i vantaggioni conseguiti dalla fusione AEM-ASM (non solo in un anno il titolo è passato da 1,4 a 0,4 euro, ma sopratutto Brescia ha incassato circa 30 milioni di euro in meno di dividendi e forse zero euro l’anno prossimo). Ma non tralascerei la svendita, di fatto, della Banca Lombarda (ex Banca S.Paolo + ex Credito Agrario Bresciano) ai bergamaschi della Popolare di Bergamo: un bagno di sangue per il corso del titolo, i dividendi, le prospettive di business, le quote di mercato e, non ultime, le valide risorse umane di provenienza bresciana (come del resto quelle ex-ASM, praticamente azzerate nei ruoli di vertice). Il capolavoro bancario ci fece allora dire orgogliosi: "Ubi Banca, Brixia cessat". Cosa potrebbe politicamente "fondere" un siffatto ipotetico candidato sindaco è, a questo punto, una domanda davvero molto interessante.

  9. eh gia’… ecco qua il vero, perenne, inossidabile, immarcescibile POTERE bressiano… piu o meno dai tempi della Serenissima (o quasi!)..le stesse due o tre famiglie coi loro incroci fra sacrestie e consigli di amministrazione bancari, fra Montecitorio e la Loggia, fra sponsali e funerali… poera Bressa…!

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