Caso Matisse, Paroli toglie la delega alle mostre ad Arcai. E prepara la rivoluzione per Brescia Musei. Del Bono (Pd): sindaco elusivo

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Arcai non si dimette. Ma perde la delega ai Musei e ai grandi eventi espositivi, che viene assegnata all’assessore al Bilancio Silvano Pedretti. Mentre per la Fondazione Brescia Musei potrebbe presto arrivare una “piccola” rivoluzione. Ad annunciarlo è stato il sindaco Adriano Paroli durante il consiglio comunale di oggi pomeriggio, convocato ad hoc – su sollecitazione del Pd e impulso della Lega – per discutere dell’affaire Matisse.

L’intervento del primo cittadino si è aperto confrontando il dato dei biglietti fornito dalla Siae (111mila a pagamento, 11mila gratuiti, 1.800 abbonamenti: totale 124mila) con quello di Artematica (211mila, 25mila, 20mila: totale 257mila), accusata di aver manipolato i numeri. Quindi Paroli ha definito “imprudenti” le dichiarazioni di Arcai, pur sottolineando che l’esponente del Pdl ha agito “in assoluta buona fede”.

Ancora Paroli ha ricordato che le grandi mostre corsiniane erano costate tra i 2,9 e i 3,2 milioni di euro, "mentre per le nostre sono stati spesi 1,5 milioni (Inca) e 2,3 milioni (Matisse)". Quindi ha affermato che “i contratti predisposti da Brescia Musei per Artematica sono stati più restrittivi di quelli dell’epoca Goldin e comunque era previsto che venissero forniti dati attraverso moduli certificati C1 Siae. Se”, come dice Bragaglio, “Artematica avesse avuto rapporti privilegiati con me o con altri certamente le clausole non sarebbero state cambiate”. Infine ha allargato il campo dei “colpevoli” proprio alla società che vigila sul diritto d’autore. “Siccome avevano i numeri e non hanno voluti fornirli a Brescia Musei”, ha attaccato, “avrebbero potuto almeno intervenire per verificare una possibile evasione a fronte dei dati – molto diversi da quelli ufficiali – che venivano ampiamente diffusi sui giornali”.

Quanto al futuro, Paroli ha chiesto al consiglio di agire “senza accavallamenti” con il lavoro della magistratura (“che abbiamo sollecitato noi”), annunciato il passaggio di parte delle deleghe di Arcai a Pedretti (qui la lettera con cui Arcai mette una parte delle sue deleghe nelle mani del sindaco) e confermato la prospettiva delle grandi mostre (per il 2014 e soprattutto per il 2015 con i Longobardi). Infine ha annunciato una rivoluzione per Brescia Musei. “A Pedretti”, ha spiegato, “ho dato anche mandato di verificare la qualità dell’operato di Brescia Musei, modificandone il funzionamento o addirittura superandola. Non nascondo che l’esperienza del teatro Grande mi sembra uno dei modelli a cui guardare, ma”, ha aggiunto, “non voglio arrivare a conclusioni affrettate”. Ed è da registrare anche il fatto che diversi esponenti della maggioranza (Giorgio Agnellini e il leghista Nicola Gallizioli), più o meno direttamente, hanno chiesto le dimissioni del presidente di Brescia Musei Fausto Lechi.

Durissima la replica del capogruppo del Pd Emilio Del Bono, che ha parlato di un Paroli “elusivo, incoerente e arrogante”. “Mi sarei aspettato almeno delle scuse”, ha detto, “anche perché su questa vicenda ballano almeno 550mila euro dei cittadini bresciani. Nella speranza che non si apra un nuovo capitolo relativo alla mostra degli Inca perché in quel caso i danni sarebbero molto più significativi”. Ancora Del Bono ha rilanciato sui rapporti “privilegiati” tra Brunello (Artematica) e alcuni autorevoli esponenti della Loggia (“è chiaro che i rapporti non li teneva con Brescia Musei”). E incalzato la maggioranza su “chi ha predisposto i contratti” e “come sono state fatte le verifiche sui biglietti”. 

Walter Muchetti, ancora, ha messo in dubbio i conti di Paroli sui reali costi della mostra di Matisse, evidenziando – con tanto di documenti – che la spesa della Loggia per la mostra è stata di 3.465.000 di euro e non di 2,3 milioni. Mentre Claudio Bragaglio – che ha chiesto le dimissioni di Arcai – ha evidenziato come le carte in tavola siano state cambiate in corsa con una modifica contrattuale proposta da Artematica in cui si affermava che "la rendicontazione consisterà in un elenco indicante i nomi dei fornitori, il numero, la data e l’importo delle relative fatture". Dunque niente dati verificati ma solo "controlli a campione". Il consigliere Idv Alfredo Cosentini ha chiesto le dimissioni del sindaco Adriano Paroli.

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  1. Il più classico degli scaricabarile pindarici e cioè: si spendeva anche nell’era Corsini, semplice sottrazione di delega ad Arcai che però non si dimette, rivisitazione delle competenze di Brescia Musei e su tutto l’attacco alla SIAE accusata di una presunta e ipotetica "culpa in vigilando". Fosse stato a Brescia anzichè a Roma a votare una delle leggi vergogna o ad personam di Berlusconi, Paroli avrebbe avuto il tempo per dedicarsi a Brescia e controllare, questo sì, le troppe deleghe affidate ad altri alla cieca. E magari accorgersi che il sindaco di una grande città è il regista e non un attore comprimario del film che si sta girando.

  2. Siamo alle solite!!!!…si risolverà tutto come sempre…cioè nulla di fatto.
    Si ricordi il caro sindaco che in un’azienda normale, se un dipendente sbaglia poi paga di tasca sua…visto che è pagato per fare quello. Si ricordi il caro sindaco che qualcuno ha responsabilità in tutto questo, sia chi doveva controllare che chi si faceva controllare.
    E’ ora di smetterla di buttare dalla finestra soldi dei contribuenti come se fossero briciole. Se non si è capaci di amministrare si vada a casa e si abbia il buon gusto di dire ”abbiamo sbagliato ed ora paghiamo”. Si ricordi il caro sindaco che viene pagato da noi…che adesso sono tempi di ”vacche magre”

  3. Va bene. Paroli deve dimettersi da sindaco perchè "non poteva non sapere, amico intimo di tizio o di caio o di sempronio o di tutti e tre", delegittimazione di Arcai sulla gestione "grandi mostre" (che per altro non si faranno nemmeno più)e Civici Musei. La SIAE per non aver controllato i biglietti(?)(Ma la SIAE ha preso soldi in base ai biglietti effettivamente venduti o quelli dichiarati?)In tutti questi commenti che leggo non c’è nè uno che chieda se il Brunello farebbe bene a restituire il maltolto. Qui sembra che i 550.000 euro ormai non torneranno più nelle casse. Personalemnte non mi interessa se domani Paroli o Arcai torneranno a fare il loro lavoro privatamente, ma che i soldini dei contribuenti ritornino da dove sono stati prelevati e magari per gestire meglio la catastrofica situazione S.Giulia, come cittadino, mi interessano eccome.

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