Crisi, ora le aziende fanno scrivere le raccomandate ai disoccupati. A mano

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(a.t.) Nel momento in cui centinaia di bresciani passano nottate in coda per avere qualche centimetro in più di iPhone, nell’epoca della Pec obbligatoria, nella “progredita” Brescia c’è chi ancora le raccomandate le scrive a mano. A segnalare il caso un lettore di Bsnews.it, titolare di una importante azienda bresciana. Che nei giorni scorsi ha ricevuto una singolare raccomandata da un fornitore, la filiale bresciana di una delle principali agenzie di assicurazione italiane. A rendere il fatto singolare non è però il contenuto della raccomandata, ma il fatto che era scritta non al computer. Bensì a penna . E la spiegazione data all’interessato è ancora più significativa. “Utilizziamo i disoccupati per svolgere queste pratiche”, è stato detto al lettore di Bsnews.it, che preferisce restare anonimo, “oggi c’è una grande forza lavoro che, non avendo soldi, è pronta a fare qualsiasi cosa per pochi euro. Il fatto che scrivano le raccomandate a mano”, ha aggiunto, “è dovuto non a una nostra direttiva, ma a una circostanza molto semplice: spesso i disoccupati non hanno nemmeno i soldi per pagarsi un pc e una connessione”. Parole tragiche. Perché dimostrano gli effetti devastanti della crisi, che sta facendo regredire la società non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche tecnologico.

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