Pd sul caso Matisse: “Restituite i soldi ai bresciani”

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(a. tonizzo) La giunta Paroli-Rolfi deve rendere conto ai cittadini di Brescia, rispondendo a domande essenziali sulla vicenda Matisse. Questa la richiesta ribadita dal Pd durante una conferenza stampa alla presenza di Giorgio De Martin (segretario cittadino Pd), Emilio del Bono (capogruppo Pd in Loggia) e Gigi Fondra, ideatore di un’iniziativa di sensibilizzazione. Da domani, infatti, sui muri della città saranno affissi 400 manifesti replicanti uno dei dipinti più noti di Henri Émile Benoît Matisse, "La danza", con un significativo slogan: "A ballare sono 600mila euro". Tra 15 giorni ne verranno appessi altrettanti di dimensione quadrupla, mentre circoleranno 50mila volantini sul cui retro saranno palesati i quesiti pregnanti che il Pd pone al riguardo: "Chi ha portato degli "avventurieri" a gestire le Grandi Mostre a Brescia dopo il 2009? Perché la società di biglietteria Ribes Informatica e Artematica srl sono in liquidazione? Chi ha predisposto contratti vantaggiosi a favore di società così poco affidabili? Perché dopo un anno ci sono ancora dubbi sull’effettivo numero di visitatori alla mostra su Matisse? Chi ha controllato i dati Siae all’interno della Fondazione Brescia Musei? Perché il Sindaco Adriano Paroli non ha chiesto le dimissioni dell’assessore alla cultura Andrea Arcai?".

"L’incapacità gestionale e la responsabilità politica della faccenda sono palesi, ed Artematica deve restituire i soldi ai cittadini", ha dichiarato De Martin, il quale ha reso noto che inizierà a breve una campagna d’informazione con riunioni di quartiere, "perché i bresciani vogliono risposte, quelle che Paroli non dà".

Emilio del Bono, a conclusione della conferenza, ha aggiunto altri interrogativi: viste le recenti dichiarazioni del direttore della Siae, “i numeri sulla mostra sono stati richiesti o no? Che deleghe sono state effettivamente tolte ad Arcai, e a chi sono state trasferite? Perché la Siae non ha ancora comunicato i dati, reclamati oltre 15 giorni fa, in merito alla mostra sugli Inca?” per concludere: "Ogni giorno la vicenda s’intrica, s’arrovella, tanto che sembra d’essere alla commedia degli equivoci. Le responsabilità politiche sono evidenti ma, pur dando atto di buona fede a tutti, resta l’incompetenza della filiera. Il danno economico e d’immagine per Brescia è grande".

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  1. Il dover spendere un sacco di soldi in manifesti, volantini e maxiposter (al di là delle sacrosante ragioni) dimostra solo che al PD mancano l’autorevolezza, la decisione, la capacità di fare vera opposizione in consiglio comunale. E’ lì che si doveva mettere spalle al muro Paroli, invece di chiedere solo le dimissioni di una mezza calzetta di assesore.

  2. Caro Del Bono con Matisse non vincerai le primarie. Ti hanno gia’ silurato i cattocomunisti della Brescia "Bene" e non sara’ con campagne denigratorie che Ti candiranno sindaco. Sei un perdente e i capibastone del Tuo partito lo sanno bene. Non ti avccorgi che quqndo passi fanno gli sconggu.

  3. Se ho visto l’opposizione in questa città è per merito del Pd gli altri sono sempre zitti e consociativi, dalle carte di credito a questa vicenda, dai temi ambientali a quelli dell’urbanistica il Pd è sempre stato attento e presente, per questo motivo i poteri forti non sopportano il candidato sindaco del Pd Emilio Del Bono. La sua determinazione la sua competenza e la sua serietà spaventano i vecchi poteri forti.

  4. Ma io non capisco che commenti vengono postati. Io sono un elettore anche un poco distratto ma mi pare evidente che alle prossime elezioni o si vota Paroli o si vota Del Bono. E siccome io non voglio più Paroli e penso che Del Bono non sia per niente male lo voterò. Il resto francamente non lo capisco molto: lotte intestine, chiacchiere bò..

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