Blitz della Finanza agli uffici del Traffico, le accuse sono corruzione, concussione e turbativa d’asta

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Si delineano i contorni dell’operazione che ieri mattina ha portato Guardia di Finanza e Carabinieri a fare un blitz all’assessorato al Traffico del Comune di Brescia. Un’indagine coordinata dal pm Silvia Bonardi. Sette le persone indagate, tre le ordinanze di custodia cautelare (due ai domiciliari, una in carcere). Per le persone coinvolte le accuse vanno – a vario titolo – dalla concussione alla corruzione, passando per la turbativa d’asta. I fatti risalgono al 2010, quando l’assessore competente era Nicola Orto e il suo successore Fabio Rolfi è già stato sentito ieri dalla Procura, ma i politici risultano al momento totalmente estranei ai fatti.

Diverse le vicende su cui si indaga. Ma la principale è quella del bando di gara di BresciaInfo per la gestione del traffico, l’acquisizione dei dati e la loro diffusione: una torta da 2,4 milioni di euro. Secondo l’accusa ci sarebbe stato un accordo (due le realtà private coinvolte, a cui fanno riferimento le due ordinanze di custodia ai domiciliari) per definire prima i vincitori della gara. Il patto sarebbe stato quello di attivare una procedura negoziata per evitare offerte concorrenti e condizionare la scelta del Comune. E in questo avrebbe avuto un ruolo decisivo un dirigente della Loggia (destinatario dell’ordinanza in carcere, non ancora eseguita perché l’uomo ora si trova all’estero). Ma i militari stanno indagando anche su alte vicende, in particolare l’incarico relativo a uno studio sugli spostamenti dei dipendenti di una cooperativa, di un ospedale e degli studenti di alcune scuole della città. Per cui ci sarebbero state pressioni affinché il servizio venisse affidato a una società.

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  1. Procedere con trattativa privata, licitazione o avviso (bando) di gara pubblico ? Al riguardo, normativa e giurisprudenza non sono semplici, ma la discrezionalità e i poteri di autonomia, per chi amministra la cosa pubblica, sarebbe opportuno che venissero sottoposti a controlli più severi e incrociati, limitando i rischi di danni economici. Per esperienza, pubblica e privata, ci dovrebbe essere in questi casi la massima condivisione su più livelli gerarchico-funzional i così come più livelli decisionali aggregati nelle singole R1delibere.

  2. La discrezionalità dei funzionari pubblici è eccessiva. Stop alla moltiplicazione dei dirigenti: un esercito di generali.
    Preferire i un sistema in cui i politici scelgono prendendosene i meriti o le responsabilità.
    Ovv iamente con la massima trasparenza, di modo che i cittadini possano poi giudicare.
    Sento troppo spesso dire: l’opera pubblica è andata a rotoli, ma il bando l’hanno vinto loro.

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