Brescia vittorioso sul Lanciano nel finale. La marcia in più arriva dalla panchina

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BRESCIA – V. LANCIANO 2-0

BRESCIA: (3-5-2) Arcari 6; De Maio 6, Salamon 6,5, Stovini 6; Zambelli 6, Lasik 5,5 (18′ st Rossi 6,5); Budel 6,5, Scaglia 6, Daprelà 6 (28′ st Saba 7); Corvia 5,5 (32′ st Bouy 6), Caracciolo 6. (Russo, Caracciolo, Mitrovic, Martina Rini). Calori.
V. LANCIANO: (4-3-3) Leali 7,5; Di Cecco 5,5, Aquilanti 5,5, Amenta 6, Mammarella 5,5; Minotti 6 (10′ st Hottor 5,5), Paghera 6,5 (36′ st Testardi s.v.), Volpe 6; Falcinelli 6, Zeytulaev 5, Turchi 5,5. (Casadei, Pepe, Rosania, D’Aversa, Scrosta). All. Gautieri.
Arbitro: Manganiello di Pinerolo 5,5.
Note: ammoniti Stovini, Mammarella, Di Cecco, Paghera, Budel, Caracciolo.

(di Bruno Forza) – L’imperativo era vincere, e possibilmente convincere. Il Brescia ha coniugato i due obiettivi solo nell’ultimo quarto d’ora di gara regalando ai tifosi accorsi al Rigamonti sprazzi di gran calcio. L’inizio era stato promettente, con le rondinelle determinate a premere subito sull’acceleratore e vicine al gol all’8′ con un tentativo di Caracciolo respinto in corner da Leali. La vivacità della Leonessa, tuttavia, si placa ben presto perchè il motore inizia a perdere giri, la squadra gioca sotto ritmo e impegna il suo ex portiere solo al 37′ su un sinistro di Corvia da ottima posizione. Dalla trequarti in su, insomma, le idee sono annebbiate, mentre il pacchetto arretrato dà sicurezza, con un Salamon in costante crescita, ma non può bastare contro il piccolo Lanciano.
Nella ripresa Calori non apporta modifiche al suo classico 3-5-2, ma il Brescia cambia comunque marcia, parte forte e si vede annullare due reti. La prima per fuorigioco di Salamon, la seconda misteriosamente. L’occasione più ghiotta, però, è quella sprecata da Caracciolo, che all’8′ sciupa il rigore procurato da Scaglia facendosi ipnotizzare da Leali. Corvia, invece, regala ai tifosi solo l’illusione del gol sparando sull’esterno della rete.
Il Lanciano tiene botta e fa capolino in avanti facendo venire i brividi al popolo biancoblù con un gran tiro di Paghera neutralizzato da Arcari e un sinistro di Turchi fuori di poco.
L’ingresso di Rossi dà nuova linfa al gioco delle rondinelle, ma per rompere gli equilibri serve la giocata di un singolo. A pescare il jolly ci pensa Budel, che esplode un gran sinistro dalla lunga distanza mettendo la sfera all’incrocio dei pali.
Il resto lo fa Saba, al quale bastano 17 minuti per incantare il Rigamonti. Prima mette Caracciolo a tu per tu con Leali e l’Airone colpisce il palo, poi gli rinnova l’invito con un tocco morbido, finalmente sfruttato a dovere dal bomber bresciano, senza dubbio più a suo agio nel ruolo di unica punta. L’impressione è che questo Brescia sia ancora tutto da scoprire. Gli assi nella manica ci sono. Tenerli nascosti troppo a lungo può essere controproducente.

 


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