Mompiano: in arrivo un bosco urbano, in cambio di oneri di urbanizzazione

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(a.c.) Un "bosco urbano" in cambio di oneri di urbanizzazione per la costruzione di 13 ville e 4 palazzine da 10 appartamenti l’una. Questo lo scambio che consentira al comune di avere un parco, chiamato "bosco urbano", a Mompiano, nel quartiere Montini.

L’operazione è stata presentata dagli assessori Mario Labolani e Paola Vilardi, che non senza soddisfazione hanno illustrato a grandi linee quello che diventerà uno dei parchi più estesi della città, di ben 80mila metri quadrati di superficie. Il parco collegherà di fatto due spazi verdi, uno a sud e uno a nord di via Montini, il primo già di proprietà del comune e il secondo ceduto alla Loggia in merito all’operazione edilizia della Paterlini e Tonolini Spa, che realizzeranno a nord del futuro parco le 13 ville (6 ville unifamiliari di pregio, 4 bifamiliari, 3 trifamiliari) e le 4 palazzine a due piani da 10 appartamenti l’una.

Perché "bosco"? Perché verranno utilizzate specie autoctone, arbusti tipici della valle di Mompiano, belli e allo stesso tempo facili da manutenere ed economici da irrigare a differenza dei grandi prati all’inglese (numerose, a tal riguardo, le polemiche scoppiate durante l’estate per l’erba "bruciata" in alcuni parchi cittadini). Nel parco verranno creati percorsi ciclopedonali collegati a nord con la Polveriera e a sud con Costalunga. L’intitolazione? Alla Croce Rossa Italiana. 

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  1. A MOMPIANO IL BOSCO URBANO, A SAN POLO L’ AMIANTO, UN’ ALTRA BELLA SCELTA DEL NS SINDACO CHE EVIDENZIA QUANTA POCA CONSIDERAZIONE ABBIA PER LA ZONA SUD DELLA CITTA’. SARA’ NS PIACERE IMMENSO NON VOTARLO AL PROSSIMO TURNO ASSIEME A TUTTI I SUOI AMICI DELLA BRESCIA BENE!!!!

  2. Senza entrare nel merito del bosco urbano,….. ARIDAIE con sta storia del lavoro gratis. Vediamo se Paroli, un po’ cocciuto sull’argomento, riesce a capire: l’imprenditore per costruire deve pagare al comune degli oneri. Il comune gli oneri può decidere come spenderli, ad esempio per un bosco urbano. Quindi il comune spende i soldi che incassa dall’impresa edile per il bosco. In alternativa il comune, invece di spendere i soldi direttamente, chiede all’impresa di costruitre lei il bosco urbano, non incassando dall’impresa quella parte di oneri necessaria al bosco. Quindi i soldi li spende ugualmente. A meno che Paroli, che è avvocato e non contabile, faccia fatica a capire che un mancato incasso o una spesa di uguale importo sono esattamente la stessa cosa. Chiaro?

  3. e meno male…dovessero fare un bosco a San polo te lo ritroveresti pieno di extracomunitari , spacciatori , tossici , spazzatura , copertoni , vecchi tv , bidet rotti e quant’altro.

  4. Le logiche compensatorie, persino difronte all’ipotesi (peraltro quasi fantascientifica) di un bosco urbano, non giustificano altro cemento residenziale soprattutto in zone, come quella citata, di alto pregio ambientale e paesaggistico. Basta cemento ed un occhio a domanda ed offerta complessive in un momento di crollo del mercato immobiliare e di stratificazione dell’invenduto: questo lo slogan che in molti aspettiamo dai candidati sindaco a Brescia.

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