Parliamo di seggiolini auto, tra genitori newage e sicurezza old age

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Parliamo di seggiolini. Indispensabili strumenti per la sicurezza dei bambini che viaggiano in auto.

di Lucia Marchesi – Ho letto di recente che nella nostra città non tutti i genitori imbragano per bene il loro pargolo prima di mettersi in strada. Ora, la domanda sorge spontanea: perché? Quale ragionamento porta il genitore o la genitrice a pensare «Ma sì, faccio a meno di metterlo nel seggiolino. Tanto, anche in caso di tamponamento, rischio solo che schizzi come un proiettile dentro il parabrezza»? Imprudenza, incoscienza o inconsapevole desiderio di liberarsi della creatura? Anche a me è capitato più di una volta di essere ferma a un semaforo o a una rotonda e di vedere nell’auto davanti alla mia il piccolo passeggero che pascolava placido sul sedile posteriore. Frenata improvvisa del guidatore ed ecco che lui capitombola. E il genitore? Avanti ancora un pezzettino e poi altra inchiodata. E dietro l’erede che rimbalza come la pallina di un flipper. Ma perché bisogna sottoporlo a una simile tortura? Perché non ci vuole stare? Perché fa i capricci? O perché non si ha tempo (o voglia) di stare un quarto d’ora piegati nella portiera posteriore, mezzi dentro e mezzi fuori, ad armeggiare con cinture di sicurezza che ricordano vagamente quelli dei piloti di Caccia? Non parliamo poi dell’eventualità in cui l’auto abbia tre porte… posizionare il bambino sul seggiolino richiede l’intervento di un contorsionista. Però insomma, tutte le difficoltà sono comprensibili, ma ragazzi lo sappiamo bene che molti scambiano le strade bresciane per piste di rally, suvvia un po’ di prudenza! Vogliamo rischiare che per un banalissimo urto un bambino si faccia del male? Provate a pensare a quante manovre brusche ci capita di dover fare girando in auto per Brescia: evitare auto che escono dai parcheggi senza guardare, inchiodare perché sulla rotonda l’auto accanto alla tua non è capace di tenere la corsia e ti taglia puntualmente la strada, oppure si lancia sulla tua corsia senza nemmeno sognarsi di segnalarne l’intenzione… sono solo alcuni esempi di piccole situazioni in cui un bambino di 4 o 5 anni che non è legato al suo seggiolino si ritrova sballottato nell’abitacolo, con il rischio di farsi del male. Pensare che ci sono genitori che al contrario sono estremamente prudenti per quanto riguarda la sicurezza dei propri pargoli: per loro il seggiolino e le cinture di sicurezza non sono obbligatorie solo in auto, ma anche in bicicletta. I seggiolini di oggi hanno imbragature che, oltre a tenere il bimbo al sicuro, gli permettono di stare seduto comodo e di guardarsi intorno; mica come quegli strumenti di tortura che avevamo noi, su cui non solo si stava scomodissimi, ma che ci obbligavano a stare aggrappati al pedalante genitore come una cozza allo scoglio… son traumi! Oppure, meglio ancora, avete mai visto quei carrettini che si attaccano al retro della bici, in cui il bimbo sta anche al coperto? Signori, le innovazioni tecnologiche non servono solo a pubblicare le foto su Facebook, teniamoci al passo con i tempi anche nella sicurezza!

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