Teleriscaldamento, a Brescia riscalda 170 mila appartamenti e abbatte le emissioni di C02

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Con l’avvio della stagione termica 2012-13 salgono a 170 mila gli appartamenti equivalenti* (considerando anche le volumetrie del settore terziario e degli edifici pubblici) serviti dalla rete del teleriscaldamento di A2A nella città di Brescia. Gli edifici allacciati alla rete, che ha superato i 630 chilometri, equivalgono ad una volumetria di oltre 41 milioni di metricubi. La rete è alimentata dal Termovalorizzatore e dalla Centrale Lamarmora. Il teleriscaldamento prese avvio a Brescia 40 anni fa in un quartiere di nuova costruzione e via via si estese a buona parte della città. Oggi il calore per il teleriscaldamento è fornito principalmente dal termovalorizzatore, in sostanza una centrale di cogenerazione di elettricità e calore che usa come combustibile i rifiuti solidi urbani e le biomasse (che rappresentano oltre il 40% di quanto viene utilizzato nel termovalorizzatore). Questo impianto costituisce un modello di riferimento in tutta Europa, soprattutto per le sue caratteristiche di salvaguardia dell’ambiente e di strumento attivo per l’energia rinnovabile e lo sviluppo sostenibile. Grazie al contributo del termovalorizzatore e dei sistemi di cogenerazione ad alto rendimento della centrale Lamarmora il sistema di teleriscaldamento evita ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 400mila tonnellate di CO2 e il consumo di oltre 150mila tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

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