Loggia 2013, Fli scende in campo e punta ad al rinnovo della classe dirigente

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Futuro è Libertà per l’Italia dà il via ufficialmente alla propria campagna elettorale in vista dei prossimi appuntamenti, in primis la corsa per la Loggia 2013, e lo fa chiarendo la propria posizione nello scenario delle alleanze. “Il FLI – per voce del coordinatore provinciale Luca Feroldi – sta lavorando per dar vita, anche a Brescia, ad una nuova aggregazione che, in ossequio a quanto si sta facendo a livello nazionale con la Lista per l’Italia lanciata di recente da Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini con le convention di Chianciano e di Arezzo, si rivolge a coloro che non si riconoscono più negli scenari superati del 2008”. “Questa è la linea ufficiale del FLI, licenziata ufficialmente dagli organi bresciani del partito, dai presidenti dei circoli cittadini ed avallata, altresì, dal coordinamento regionale di cui fanno parte, peraltro, due esponenti bresciani nelle persone di Pietro Sbaraini e Fabrizio Paderni – ribatte Fulvia Bonafini, coordinatrice cittadina del FLI. Ci rivolgiamo a chi non si riconosce più nè in Paroli, nè in Del Bono per un’alternativa di governo della citttà. E’ chiaro – le fa eco Feroldi – che ogni altra e diversa presa di posizione dovesse emergere è espressa esclusivamente a titolo personale e priva di ogni supporto ufficiale da parte degli organi rappresentativi del partito”. “Nell’incapacità di dare risposte credibili alle sfide epocali che l’Italia e la nostra città si trovano ad affrontare – continua Feroldi – si continua a fare e a raccontare la politica come se nulla fosse cambiato, come se il sistema bipolare dell’ultimo ventennio, tanto muscolare quanto inconcludente, non fosse crollato su se stesso, anche a colpi di inchieste giudiziarie che hanno colpito direttamente la nostra città e provincia. Si è aperto oggi nella nostra città un grande spazio di consenso per una proposta politica nuova e credibile, realmente alternativa alle pratiche rissose e inconcludenti degli ultimi anni. Si tratta di uno spazio potenzialmente maggioritario, uno spazio composto da larghi e rappresentativi settori del mondo del lavoro e dell’imprenditoria, della società organizzata, dei giovani, delle donne, dell’opinione pubblica e della cultura che non vogliono più saperne di anacronistici ideologismi e di proclamazioni enfatiche e retoriche. Ne sono una chiara dimostrazione le tante esperienze civiche, da Onofri a Montagnoli, che stanno nascendo in questi giorni e verso le quali lanciamo un appello di unità per non disperdere risorse ed energie preziose. È a questo grande e dinamico settore della società che si rivolge la Lista per l’Italia, anche a Brescia, nella consapevolezza di rappresentare le autentiche domande di rinnovamento del Paese, all’insegna della concretezza, dei valori di libertà e delle aspirazioni alla modernizzazione della nostra società. È il momento di voltare pagina, senza furbizie e senza torcicollo”. “Del resto – chiosa Fabrizio Paderni del regionale – quando il Presidente Fini puntò quel dito non lo fece per interesse personale ma avendo ben chiare quali erano le gravi criticità interne al PDL, manifestatesi così chiaramente nelle ultime settimane. Noi diciamo basta ad un certo modo di far politica e proponiamo un reale rinnovamento della classe dirigente”.

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UN COMMENTO

  1. Fini punta il dito? Quis tulerit Graccos de seditione querentes? Come sopportare i Gracchi che si lamentano di una sedizione (quando sono i primi sediziosi). Del resto la credibilità di Fini si misura dal consenso che ha riportato alle elezioni. Però se provasse a Montecarlo, chissà…Non abbiamo l’anello al naso.

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