La Brescia Due che deve cambiare

    0

    Da via Corsica a via Sostegno passando da via della Ziziola e via S. Zeno. Tanti problemi e altrettante potenzialità per dare nuova vita alla città

    di BRUNO FORZA

    Quattro strade che racchiudono una zona variegata ricca di forti contrasti. Quattro vie che si fanno portavoce dei problemi della gente raccontando il loro presente e lasciando intravedere spiragli di un futuro incerto per alcuni e avvincente per altri, o forse semplicemente da costruire. Sullo sfondo ci sono i grattacieli dell’World Trade Center bresciano, che svettano più in alto di tutto e tutti. Nel nostro ultimo viaggio a Brescia Due avevamo camminato all’ombra del Crystal Palace, sull’erba del Parco Gallo e nei pressi della parrocchia di S. Giacinto incrociando uomini d’affari, residenti medio borghesi, abitanti delle case popolari e immigrati. Questa volta abbiamo cercato di capire la zona guardandola dai suoi confini, dalle zone di “frontiera”.

    Il nostro itinerario inizia da via Corsica, la strada madre che corre verso il sud cittadino. È lo specchio di una Brescia dinamica e operosa, ma allo stesso tempo di una società multietnica in evoluzione. Da un lato ci sono gli immigrati che innaffiano la pianta del loro “sogno italiano” alzando la saracinesca di attività dai nomi esotici, dall’altro c’è chi vive alla giornata affidandosi alla provvidenza e alla generosità di connazionali e italiani caritatevoli.

    Percorriamo un tratto di via Lamarmora e ci avventuriamo nella stretta e tortuosa via della Ziziola, che incornicia il perimetro di A2A su cui svettano le ciminiere biancorosse che, insieme al celeberrimo termovalorizzatore, sono il cruccio di molti residenti. Il problema più sentito, qui, è l’inquinamento dell’aria, che alimenta l’annosa diatriba mai risolta tra chi afferma che tutto è a norma e chi punta il dito sulle polveri sottili, lamentando una quotidianità fatta di odori sgradevoli e problemi respiratori. Le attività commerciali si contano sulle dita di una mano, e quando il sole saluta tutti questo pezzo di città si spegne.

    In via S. Zeno, invece, il via vai dei mezzi su gomma non finisce mai. Il traffico logora chi vive o bazzica da queste parti, dove i pedoni hanno vita difficile e i residenti sognano la metropolitana. Al far west automobilistico di via S. Zeno fa da rovescio della medaglia la calma piatta e desolante di via Sostegno, dove chi ha a cuore Brescia non può non restare indignato. Questo pezzo di città sembra rimasto fermo all’immediato dopoguerra. La piccola zona industriale che sorgeva qui è diventata un ecomostro, sfregio pluriennale al volto cittadino con innumerevoli metri quadrati di degrado e sporcizia su cui aleggia lo spettro della tossicodipendenza, come testimoniano le siringhe che si possono scorgere accanto ai marciapiedi. Nel nuovo Pgt (Piano di governo del territorio) c’è un’ampia pagina dedicata alla rivalutazione di via Sostegno. Meglio tardi che mai, ma i residenti hanno aspirazioni diverse dalla Loggia e raccolgono firme contro un’ulteriore cementificazione della zona, dicendo no alla possibile costruzione di un’autostazione e di tre nuovi grattacieli. Non vogliono una Brescia Due bis, ma una via vivibile e verde, con residenze di edilizia convenzionata ed attività commerciali. C’è da fare, insomma, sotto tanti punti di vista, ma la certezza è che questo angolo della città possa solo migliorare.

     

    GIANLUCA BOSCHIROLI – (MOTORICAMBI), via Corsica

    Lei ha l’attività qui da 30 anni, in questo arco di tempo via Corsica è cambiata in meglio o in peggio?

    “In peggio. È zeppa di extracomunitari, molti dei quali abitano qui e hanno messo su attività. Loro non sono un problema, lavorano e sono piuttosto integrati, ciò che non va bene è che ci sono parecchi girovaghi senza lavoro. La vicinanza della moschea, poi, incide molto”.

    Com’è la crisi vista da qui?

    “Forte. Ci sono molte auto nuove e in caso di guasti la gente fa il possibile per tirare avanti. Magari hanno auto da 25mila euro, ma prima di cambiare le pastiglie dei freni le consumano all’inverosimile”.

    Se potesse tornare indietro nel tempo aprirebbe ancora qui?

    “Ai tempi si lavorava bene, oggi mi sposterei in periferia o in paese”. 

     

    LINDA ZHOU – (BAR GELATERIA TIFFANY) via Corsica

    Come vanno gli affari?

    “Bene, i clienti non mancano ma il numero varia, non c’è una clientela costante, anche perché dobbiamo fare i conti con l’inverno”.

    Avete più clienti italiani o stranieri?

    “Più italiani. La nostra forza è l’orario continuato fino a mezzanotte. Lavoriamo anche sabato e domenica, ma in quei giorni facciamo una pausa di un paio d’ore nel pomeriggio”.

    In quale momento della giornata lavorate di più?

    “Gli aperitivi sono molto frequentati”.

    DARIO PIOTTI – (BAR PASTICCERIA BOSCO CORSICA) via Corsica

    Il vostro bilancio del 2011.

    “Positivo. Qui c’è passaggio ed è una zona in cui c’è il giusto mix di alloggi e uffici”.

    La concorrenza, tuttavia, è spietata.

    “È vero, ma noi siamo una realtà diversa, che punta molto su pasticceria e colazioni. La sera chiudiamo”.

    Come descriverebbe via Corsica a chi non la conosce?

    “La via è a due facce: da piazza della Repubblica al semaforo è multietnica e avrebbe bisogno di una sistemata dal punto di vista del decoro e dell’estetica; il tratto successivo è migliore”.

    CLAUDIO MONTEVERDI – (ERBORISTERIA) via Corsica

    Come si è evoluta via Corsica?

    “Noi siamo qui da vent’anni e nel corso del tempo ha cambiato volto. Oggi è più caotica, trafficata e multietnica”.

     Immigrazione e integrazione. A che punto siamo?

    “Piuttosto indietro. Molti non lavorano e passano di negozio in negozio a chiedere la carità”.

    L’attività funziona?

    “Si lavora bene, c’è passaggio e non mancano i parcheggi. È un’ottima zona per un negozio”.

    Consiglierebbe a una coppia di cercare casa qui?

    “Assolutamente no. Io vivo nell’hinterland e non prenderei mai in considerazione l’idea di vivere qui. C’è troppa confusione”.

    FABIO CORNALI – (BOTTEGA DELLA MUSICA) via S. Zeno

    Qual è il suo punto di vista su via S. Zeno?

    “Quarant’anni fa era tutta un’altra storia, oggi è stata ampliata e cementificata”.

    I residenti temono ulteriore cemento.

    “Secondo me la soluzione ideale sarebbe puntare sulle ristrutturazioni e migliorare la qualità delle strutture già esistenti”.

    Capitolo inquinamento. Tema sentito?

    “Sicuramente. Gli scarichi delle auto contribuiscono molto perché c’è un gran traffico. Penso che in questo senso l’arrivo della metropolitana sia un toccasana”.

    FLORINA – (SARTORIA AFRODITA) via della Ziziola

    Un’attività in via Ziziola: scelta azzeccata?

    “No. C’è poco passaggio e non ci sono parcheggi”.

    Quali sono le problematiche più sentite da chi vive qui?

    “L’inquinamento è il problema numero uno, perché oltre al traffico cittadino ci sono tangenziali e autostrade. L’inceneritore, poi, incide parecchio sulla qualità dell’aria”.

    È soddisfatta di aver cercato fortuna in Italia?

    “Questo è un periodo difficile. La situazione è in continuo peggioramento. C’è poco lavoro e chi ce l’ha è spremuto dalle tasse. Sono venuta qui dalla Romania per avere una vita migliore, ma nonostante il mio ottimismo vedo che gli italiani sono più sconsolati di me”.

    GIOVANNI FRASSINE – (BAR SOSTEGNO) via Sostegno

    Da quanto tempo avete l’attività qui?

    “Siamo qui dal ’54, ormai possiamo dire che questo bar fa parte della storia della mia famiglia”.

    Ha di fronte il Sindaco, cosa gli dice?

    “Che il restringimento della strada e l’installazione di quelle inutili aiuole “portasporco” hanno danneggiato la via dal punto di vista della circolazione e del decoro, ma anche dei parcheggi”.

    La via tra l’altro è sempre a corto di posti auto.

    “Sì, alle 7 del mattino è già tutto pieno perché i pendolari lasciano qui le auto prima di recarsi in stazione”.

    I residenti stanno raccogliendo le firme contro la cementificazione della zona.

    “Io penso che la zona vada rivitalizzata. Il parco Tarello è a due passi, qui servono nuove attività. Siamo rimasti solo noi e un ristorante cinese. Poi ci sono le rovine industriali. Non sono contrario all’edilizia, purché si costruisca qualcosa di utile e ben fatto”.

    Capitolo sicurezza: bilancio positivo o negativo?

    “Non ci sono grossi problemi. Le forze dell’ordine sono sempre presenti”.

     

    VOCE AI PASSANTI

    Alessandro, residente in via Ziziola

    Qui tiene banco la questione inquinamento. Cosa può dirci a riguardo?

    “Parecchi residenti, me compreso, puntano il dito sul termovalorizzatore o il polivalente, dove continuano ad arrivare vagoni di carbone. Da qualche mese in casa mia si consumano antistaminici a raffica per problemi respiratori. Più si è vicini a quelle ciminiere più si hanno problemi”.

     

    C’È QUALCOSA CHE NON VA

    Via Sostegno: scenario indegno

    Se passasse da queste parti il celeberrimo Brumotti di Striscia la Notizia inizierebbe a sbizzarrirsi in sella alla sua bmx sulle rovine della piccola ex zona industriale di via Sostegno e dintorni, un enorme ecomostro nel cuore della città, una cicatrice incastonata tra le meraviglie del centro e il modernismo vitreo di Brescia Due. Muri pericolanti, sbarre arrugginite, vetri rotti, sterpaglie e rifiuti di ogni genere. Un covo per lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti. Via Sostegno sarebbe in cima alla lista dell’agenda politica di qualsiasi giunta comunale accorta. A Brescia – per dirla alla Brumotti – è ferma con le quattro frecce da anni.

    Comments

    comments

    LEAVE A REPLY