Urago Mella: la diversità genera bellezza

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    I problemi non mancano, ma nessuno vuole andarsene da qui.

    di BRUNO FORZA

     

    Innuendo è una celebre canzone dei Queen, un pezzo di storia della musica in cui confluiscono mirabilmente stili, generi e ritmi apparentemente inconciliabili tra loro. In molti ne ricorderanno anche il videoclip, dove gli antipodi musicali si mescolano a quelli artistici. Freddy Mercury appare come il frutto di un bozzetto di Leonardo e Brian May del carboncino di un anonimo vittoriano. John Deacon assume le sembianze cubiste tipiche di Picasso e Roger Taylor viene imbrattato dagli schizzi di action painting di Pollock.


    La diversità, insomma, genera bellezza. Una convinzione che sboccia osservando Urago Mella e ascoltando i racconti di chi ci vive e lavora. È un quartiere storico, ma dai mille volti. Ha un cuore antico, ricco di scorci tipici del villaggio di provincia, dove si cammina sul ciottolato e le finestre sono schermate da persiane in legno. Pochi metri più in là – in via Risorgimento – tutto è più frenetico e moderno. Asfalto, auto veloci, vetrine e negozi, poi, all’improvviso, le ombre lunghe di palazzi altissimi sotto i quali si annidano casupole silenziose. Tante sfaccettature architettoniche per un mosaico di cui fanno parte la modestia popolare, i lussi dell’alta borghesia e la tranquillità di un ceto medio che fa da spartiacque tra chi non arriva alla fine del mese e chi può vivere nella bambagia.

    Casette, palazzi e ville. Utilitarie, station wagon e suv. Pensioni minime, contratti a progetto e manager; bresciani, calabresi e moldave. Un turbine di diversità a due passi dal fiume Mella. Urago è unica anche per questo. L’atmosfera tipica del quartiere si respira in piazza, dove i ritmi e le abitudini sono quelle di un tempo, ma anche all’oratorio, vera e propria seconda casa di bambini e giovani, che non si stancano mai di correre dietro a un pallone o di scoprire valide alternative ai subdoli inganni di alcol e droga. I venditori di morte continuano ad aggirarsi per le strade di Urago, dove con il favore delle tenebre i ladri hanno sempre la meglio sulle guardie. Chi apre bottega, infatti, viene sistematicamente “battezzato” nel buio della notte. Ci sono passati più o meno tutti i commercianti della zona. Alcuni hanno dovuto perfino concedere il bis e adesso chiedono a gran voce telecamere, illuminazione all’altezza, strade più vive e, magari, battute dalle forze dell’ordine, ad oggi poco presenti. Nella lista dei problemi c’è anche quello – non indifferente – dei trasporti. La metropolitana, infatti, snobberà la zona ovest della città e questo non fa assolutamente piacere a chi vive qui.

    Problemi non da poco, eppure tutti, qui, dicono di amare Urago Mella e consiglierebbero ad altri di mettervi radici. Proprio per questo hanno il sacrosanto diritto di smascherare ciò che non va, lanciando la loro sentita Innuendo, che in italiano – guarda caso – significa accusa.

     

    PATRIZIA MORA – (VIVERE E VIAGGIARE) Via della Chiesa

    Da quanto tempo avete l’attività qui?

    “Otto anni. Credo che questo sia uno dei quartieri più piacevoli e serviti della città. Poi c’è molto verde”.

    Come si vive da queste parti?

    “Di giorno tutto tranquillo”.

    E di notte?

    “Appena ho aperto ho subito un furto. La sensazione è che tutte le attività nuove vengano derubate. I commercianti hanno fatto una raccolta di firme per chiedere al Comune l’installazione di telecamere”.

    LIBORIO OGNIBENE – (TABACCHI) Via della Chiesa

    Da quanto tempo lavora qui?

    “Trent’anni. Il quartiere è invecchiato. Il riciclo fisiologico non c’è stato. Non arrivano i giovani anche perché gli anziani proprietari qui stanno benissimo. È una zona ambita”.

    Quali sono i problemi più sentiti da chi vive qui?

    “Non ci sono grossi problemi, anche se in passato la droga ha messo radici”.

    Il punto sull’immigrazione.

    “Nel nucleo vecchio ci sono un po’ di immigrati dall’Italia meridionale. Gli stranieri sono pochi, la maggior parte sono filippini e badanti dell’Europa orientale”.

    Consiglierebbe questa zona a chi sta cercando casa?

    “Sì perché è in un’ottima posizione con parecchi servizi per le famiglie”.

    Cosa non le piace di Urago?

    “La scarsa coesione tra gli abitanti storici e la zona ricca. Non c’è grande comunicazione tra ceti sociali diversi”. 

     

    KATIA DI CARLO – (KES ABBIGLIAMENTO) Via Risorgimento

    Quali aggettivi si addicono a Urago Mella?

    “Complessa, variegata, tranquilla, vivibile”.

    Qual è il problema più sentito?

    “Lo spaccio. Un tempo era più accentuato, ma è un problema che persiste e che difficilmente si può risolvere senza la presenza di forze dell’ordine sul territorio. Poi i furti”.

    Anche lei ha ricevuto visite dai ladri?

    “Due volte. È successo un po’ a tutti i commercianti della via, infatti abbiamo richiesto al Comune l’installazione delle telecamere, ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Anche la Questura tace”.

    I residenti si lamentano anche dell’inefficienza dei mezzi pubblici.

    “Siamo completamente tagliati fuori dal percorso della metropolitana. Siamo vicini al centro ma è come se non lo fossimo perché i servizi sono efficienti fino a via Veneto e Borgo Trento”.

    Consiglierebbe a chi cerca casa di venire a Urago Mella?

    “Sì, perché nonostante tutti i problemi è una zona vivibile e simile a un paese, anche se certe questioni vanno risolte una volta per tutte”.

    CINZIA LAZZARI – (FIORERIA) Via Risorgimento

    Verrebbe a vivere qui?

    “Molto volentieri perché c’è tanto verde e un clima migliore rispetto a dove abito”.

    Quali sono invece gli aspetti da migliorare?

    “La sicurezza è senza dubbio un tema sentito, anche perché la sera non c’è in giro nessuno e la zona è poco illuminata”.

    Quali consigli per il Comune?

    “Più illuminazione e vita, soprattutto di sera. Urago è un bel quartiere, ma può diventarlo ancora di più”.

    DON JORDAN CORAGLIA – Curato di Urago Mella

    Come descriverebbe il quartiere a chi non lo conosce?

    “Come una realtà molto variegata, dove si mescolano persone provenienti da contesti diversi. Lo zoccolo antico tende a sparire. C’è ancora qualche anziano autoctono, poi famiglie nuove, famiglie che tornano ed extracomunitari arrivati da poco. I tratti sono quelli del paese, ma la gente non si conosce”.

    Parrocchia e oratorio riescono a fare comunità?

    “Cercano di fare da collante, ma non è facile, anche perché nel fine settimana molta gente si sposta per andare a trovare i parenti nell’hinterland o in provincia. L’oratorio, comunque, è vivo e fa leva anche su una realtà sportiva forte che attira circa 200 ragazzi”.

    La spiritualità è ancora sentita o chi viene qui lo fa soprattutto per ricevere servizi?

    “Deve esserlo. Tutto il resto è secondario. Una delle prime cose che ho fatto quando sono arrivato è stato riportare in vita la cappella dell’oratorio. Senza saremmo come un ristorante privo di cucina. Questo luogo non può essere un centro ricreativo qualsiasi”.

    Capitolo giovani. Che idea si è fatto della situazione?

    “Io sono responsabile della pastorale giovanile dell’Oltremella, ovvero Urago, S. Spirito, Torricella e Pendolina. Cerchiamo di creare un gruppo di giovani che si mettano in gioco nelle cose che contano e valgono di più”.

    Cosa chiederebbe alle istituzioni per aiutare Urago Mella?

    “Più attenzione alle famiglie povere, che sono sempre di più e sempre più italiane. C’è chi ci chiede le candele perché gli hanno tagliato la corrente a casa. Situazioni davvero difficili”.

    Quali sono le battaglie sociali da vincere per il futuro?

    “Alcol e droga affliggono i giovani. È un problema serio di questa zona. C’era gente che spacciava perfino nei pressi dell’oratorio. Abbiamo dovuto prendere decisioni impopolari pur di mantenere pulito questo luogo”.

     

    VOCE AI PASSANTI

    Alessandra, 30 anni

    “Io vivo qui da sempre e mi trovo davvero bene. I furti? Ce ne sono stati parecchi. Le vittime sono soprattutto gli anziani. Quanto all’immigrazione, invece, mi sembra che il livello di integrazione sia buono”.

    DAVIDE, 39 anni

    “Urago Mella è una bella zona, vicina al centro ma tranquilla. I problemi, tuttavia, non mancano. Il traffico sulle strade perimetrali è intenso. I rumori e gli odori che arrivano dall’Ori Martin, poi, sono insopportabili per chi vive nella mia zona. La metropolitana? Sarebbe stata utile, ma per noi resterà un sogno”. 

    ERNESTO, 62 anni

    “Questa è una zona viva, adatta a persone di tutte le età. Tranquilla, forse troppo, soprattutto di sera, infatti i ladri agiscono indisturbati. La Loggia deve mettere mano al portafoglio per garantire sicurezza a residenti e commercianti. Trasferirsi altrove? Io non lascierei Urago Mella per nessun posto al mondo”.

     

    C’E’ QUALCOSA CHE NON VA

    Muri che fanno gola ai writers

    Furti e spaccio sono le piaghe principali che affliggono Urago Mella, ma anche il decoro pubblico risente dell’inciviltà che prende forma attraverso le bombolette spray di chi imbratta numerosi muri di edifici, abitazioni e negozi, sfregiando perfino scorci che andrebbero preservati, come la fontanella del borgo antico in via della Piazza.

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