Entro una settimana il progetto per l’abbattimento della Tintoretto: nessun botto, demolizione graduale?

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(a.c.) Chi si aspettava di vedere una spettacolare demolizione con la dinamite potrebbe rimanere deluso: l’abbattimento della Tintoretto (se andrà in porto) potrebbe essere graduale, partendo dall’alto fino ai piani bassi.

Il progetto definitivo per i lavori di demolizione sarà presentato in Loggia entro una settimana. Ieri è stata la volta delle prime anticipazioni da parte del presidente Aler Ettore Isacchini, intenzionato a rispettare il cronoprogramma stilato da mesi, seppur con gli inevitabili ritardi che la modalità scelta per l’abbattimento comporteranno. In particolare, la decisione di procedere ad uno smantellamento graduale allungherà le operazioni di qualche mese, e farà lievitare il costo di almeno un altro milione di euro (dai 3 ai 4 milioni complessivi, comprensivi delle ingenti spese di trasporto del materiale nelle apposite discariche). Soldi e tempo in più, ma a garanzia della sicurezza, ha detto Isacchini, per i residenti nel quartiere, che con l’esplosione controllata sarebbero stati costretti a lasciare momentaneamente le proprie abitazioni.

L’assessore alla Casa Massimo Bianchini si è dimostrato cauto nel valutare la nuova ipotesi dello smatellamento graduale, quando fino a ieri si era parlato di demolizione rapida (ed economica). Ogni valutazione è rimandata alla visione del progetto definitivo (che comunque dovrà ancora essere assegnato in appalto). Ciò che non è cambiato è la tempistica dell’avvio dei lavori: entro fine anno, a meno che la Corte dei Conti non blocchi tutto in seguito al ricorso che Mirko Lombardi, coordinatore cittadino di Sel, ha promesso di inoltrare. 

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UN COMMENTO

  1. Non si capisce francamente la logica di un progetto esecutivo per una cosa che non si sa se si farà o meno. Chi lo paga il progetto esecutivo? E se i costi aumentano, non si dovrà riverificare e validare un nuovo piano finanziario? O un milione di euro sono briciole? Si procede alla rinfusa, senza una regia accorta e responsabile. Sembra quasi un appalto che si debba a fare a tutti i costi, in stile Gomorra. Già, appunto….

  2. E non dimentichiamo lui, Ettore Emidio Isacchini, settantenne, vecchio lupo di mare democristiano della politica nostrana, del quale molto ci preoccupa "l’ansia di rispettare il cronoprogramma stilato da mesi". La memoria va inevitabilmente a più di vent’anni fa, a quella vicenda su Lombardia Informatica in cui fu coinvolto con l’altro Ettore, cioè Fermi. Nessuno ricorda cosa era accaduto e come andò a finire ? I fatti, non le opinioni, ovviamente.

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