Vertice in provincia: comuni contrari ad estendere l’area critica

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(a.c.) Estendere l’area critica off-limits per i veicoli più inquinanti? Non è una buona idea. La pensano così molti dei comuni convocati ieri dall’assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli. Tra i presenti anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Maria Teresa Vivaldini, e l’assessore all’Ambiente della Loggia, Paola Vilardi.

Sul tavolo la proposta dell'(ex)assessore regionale Marcello Raimondi, che ha ipotizzato (leggi la notizia: http://www.bsnews.it/notizia.php?id=19622) di estendere ad altri 361 comuni lombardi, di cui 30 bresciani (Adro, Bedizzole, Calcinato, Calvagese, Castegnato, Cazzago, Chiari, Coccaglio, Cologne, Desenzano, Erbusco, Gavardo, Lonato, Mazzano, Muscoline, Nuvolento, Nuvolera, Ospitaletto, Paitone, Palazzolo, Passirano, Polpenazze, Pontoglio, Prevalle, Puegnago, Roè Volciano, Rovato, Soiano, Urago, Villanuova) il divieto di circolazione dalle 7:30 alle 19:30 dei mezzi Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 diesel. Un provvedimento che, di fatto, vorrebbe dire portare alla rottamazione migliaia di automobili e migliaia di mezzi di trasporto utilizzati da artigiani e commercianti, già alle prese con le difficoltà della crisi.

Ma l’estensione dei divieti sarebbe di scarsa utilità a priori, secondo molti. L’assessore Ghirardelli, a margine dell’incontro (tutte le provincie devono riportare in Regione il parere dei loro amministratori), dalle colonne di Bresciaoggi: «I Comuni sono, chi più chi meno, abbastanza contrari: alcuni dicono di essere incastrati tra provinciale, statale e autostrada e si chiedono l´utilità di bloccare la circolazione solo nel loro territorio». Ancora: «In generale non piace l’idea di intervenire su qualcosa che tocca da vicino i cittadini in questo momento di crisi: si potrebbe fare, se ci fossero risorse a disposizione. Se il blocco deve essere esteso, lo sia a tutta la Regione in modo che alcuni Comuni non si sentano discriminati. Inoltre solleciterò l’erogazione di incentivi per la rottamazione delle auto, per i camini e le stufe. E per i controlli stradali e sulla qualità dell’aria nelle aziende e nelle abitazioni».

 

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UN COMMENTO

  1. Certo, nei comuni attraversati da tangenziali e autostrade con elevato traffico, blocchiamo il pensionato che, con la vecchia panda, va a fare la spesa al supermercato e fa 5.000 km all’anno, poi gli vietiamo l’uso del camino, niente sigarette, vietiamo anche di accendere le candeline ai compleanni e casomai stop anche a quelle fastidiose ed inquinanti emissioni di gas intestinale. Vedrete come migliorerà la qualità dell’aria. Siamo alle solite prese in giro… che tristezza… si continua ad evitare di risolvere in modo serio i problemi ponendo in essere dei pagliativi utili a creare disagio soprattutto a chi già meno inquina. Facciamo una bella cosa, la provincia mi rimborsa pro die il bollo e l’assicurazione dell’auto per ogni giorno che mi vieta di utilizzarla…

  2. Io non capisco perchè nella decisione finale non siano coinvolti anche il consiglio pastorale di Visano, la bocciofila di Frontignano e lo sci club di Pertica Alta. Il grado di comprensione del problema è il medesimo.

  3. Ma invece di accanirsi contro i veicoli, perchè i nostri bravi amministratori non si accorgono che come arriva il 15 ottobre e si accende il riscaldamento a Brescia non si respira più?

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