Movida, Movimento per la partecipazione: “Finalmente il Carmine è vivo”

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Con un comunicato il Movimento per la partecipazione e il Comitato del Centro Storico esprimono il proprio parere rispetto alle polemiche nate sulla Movida del quartiere Carmine. Parere diverso da quello espresso dalle associazioni Brescia In e Quadra Quarta. Di seguito il testo integrale del comunicato:

Finalmente il Carmine è vivo. Dopo che per anni avevamo sentito salire all’onore delle cronache cittadine, le denunce, più o meno motivate, di situazioni di degrado e di abbandono del Carmine, la vita del quartiere sembra completamente rinata, nonostante il tentativo, per fortuna andato a vuoto, dell’Amministrazione comunale, di voler promuovere una sorta di “coprifuoco” per i locali dopo le ore 12, grazie anche ad un ricorso al TAR di un circolo culturale del quartiere e ad una copiosissima raccolta di firme. Per chi, negli ultimi mesi ha la possibilità di frequentare nelle ore serali, ma anche in gran parte delle ore diurne, sembra di vedere davvero il Carmine trasformato. Quelli che sembravano gli auspici delle tante realtà culturali e politiche presenti in quartiere, relative al “progetto Carmine”, promosso dalla precedente Giunta comunale, ora sembrano concretamente avverarsi. Grazie alle centinaia di persone, per lo più giovani e studenti delle vicine facoltà universitarie, che alla sera riempiono le strade ed i suoi vicoli, l’auspicato “controllo sociale” del territorio sembra avviato. Molti di questi giovani conoscono per la prima volta quello che, nell’immaginario collettivo, era il quartiere più malfamato della città, scoprendo la bellezza di monumenti con i suoi angoli pittoreschi, le attività artigianali ed i negozi etnici che maprim avrebbero voluto vedere. Nel quartiere si va, inoltre, affermando una nuova forma di imprenditoria giovanile con l’apertura di nuovi locali per la somministrazione di cibi e bevande e di negozi/laboratori artistici. Questo fatto non può che giovare, peraltro, anche alla rivalutazione dei tanti appartamenti che nel corso degli anni precedenti erano calati di valore e che, se venissero favoriti interventi di ristrutturazione e di edilizia economico-popolare ad uso abitativo, potrebbero più facilmente ripopolare il quartiere. Un primo segnale di risveglio sociale lo si era già visto nei mesi scorsi dopo che moltissime realtà culturali, sociali e sportive, del quartiere si erano ritrovate per opporsi con forza al tentativo di abbattere 50 esemplari di olmi nei giardini di via Odorici che il Comune di Brescia, con un progetto devastante e assai oneroso per la città, voleva realizzare. Infatti, grazie alla mobilitazione popolare gli esemplari delle piante sono stati salvati ed il progetto riveduto. Nonostante questi fatti positivi per la vita del quartiere e dei suoi residenti, alcuni abitanti ed, in particolare, una associazione, Brescia In, nota ai più per le grigliate e le spaghettate patrocinate dal Comune di Brescia, da sempre in prima fila anche in passato per aver cercato di demonizzare il quartiere denunciando forme di invivibilità per la presenza di cittadini immigrati da paesi extracomunitari, ma di fatto contribuendo all’emarginazione del Carmine dal resto della città, si ritrovano,oggi, nuovamente accomunati dalla volontà di cacciare “i nuovi barbari”, alias i giovani frequentatori dei locali utilizzando gran parte delle parole d’ordine che venivano usate contro “gli stranieri”. L’idea che costoro hanno di una città o quartiere “obitorio” è risaputo, ma dietro a questa operazione temiamo che vi siano tentativi per riportare un clima di diffidenza e di contrasto verso quelli che comunemente vengono definiti “diversi” che ha giovato, non poco, ad alcuni esponenti politici di questa amministrazione comunale. Anche la speranza di sollevare questo nuovo caso pensiamo non possa essere che strumentale al fatto di poter così recuperare alcuni contributi che l’attuale crisi di bilancio del Comune aveva fatto venire meno. Non è un caso che proprio in coincidenza con le precedenti elezioni amministrative del 2008, se non ricordiamo male, alcuni esponenti di Brescia In, “minacciarono di costituire una lista elettorale”, esattamente come stanno proponendo proprio in questi giorni, tranne poi ritirarsi in buon ordine ed avere riconosciuto uno spazio privilegiato nelle iniziative promosse dal Comune o da lui patrocinate e finanziate. Detto questo, non saremo certo noi a non volere sottolineare con forza ed estrema chiarezza che la vivibilità del quartiere del Carmine, così come per altre zone del centro storico, non possano che avvenire nel pieno rispetto del senso civico e della convivenza cordiale e civile fra i residenti, i giovani frequentatori ed i proprietari dei locali, per arrivare insieme alla rinascita, umana sociale ed ambientale del Carmine. Pertanto, auspicando una positiva intesa in tal senso, sin da adesso ci faremo interpreti, verso tutte le realtà interessate, per arrivare a promuovere una assemblea pubblica in cui i diritti dei residenti possano trovare giusto riconoscimento al meritato riposo serale con tutti coloro che, esclusa l’arroganza, possano comprendere l’importanza del rispetto reciproco, senza il quale il Carmine ricadrebbe in un rischioso vortice di nuovo abbandono e degrado.

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UN COMMENTO

  1. w la movida, io e i miei amici ci andiamo…e non siamo sicuramente scalmanati. Qualcuno preferiva il silenzioso buio fatto di prostitute e spacciatori, chiusi nei loro signorili portoni blindati. Scommetto che sono gli stessi che si lamentano se viene messo un cassonetto nei paraggi del loro palazzetto. w il carmine finalmente dei bresciani!

  2. Davvero significativo leggere un comunicativo che dà una chiave di lettura propositiva sulla "movida" al Carmine. Effettivamente nuove opportunità socioeconomiche possono trovare un positivo sbocco per la valorizzazione del quartiere, tenendo fermi i principi di vivibilità.

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