Indagine Aib, in estate la produzione azzera i guadagni degli ultimi tre anni

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Nel terzo trimestre del 2012, rileva il Centro Studi di AIB, l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato una pesante contrazione, che segue la flessione sperimentata nella rilevazione precedente. La negativa performance congiunturale del made in Brescia sconta la prosecuzione della fase recessiva nazionale, la persistente debolezza dell’economia mondiale, nonché fattori stagionali legati alla chiusura nel mese di agosto della maggior parte degli stabilimenti produttivi.

Nel dettaglio, la produzione industriale bresciana evidenzia un calo congiunturale del 4,7 per cento, il tasso tendenziale è pari a meno 8,5 per cento, mentre l’indice destagionalizzato, cioè corretto per i giorni lavorativi, è diminuito dell’1,5 per cento rispetto al trimestre precedente. Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se la produzione non subisse alcuna variazione fino alla fine del 2012, è pari a meno 6,3 per cento.

A seguito dell’arretramento dell’attività produttiva riscontrato nel trimestre estivo, l’indice grezzo della produzione industriale in provincia di Brescia ha toccato nuovi minimi, azzerando di fatto ogni guadagno effettuato negli ultimi tre anni: la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) si è così ampliata a – 29,5 per cento.

Le prospettive per gli ultimi mesi del 2012 restano molto sfavorevoli: produzione, occupazione, ordinativi nazionali e comunitari sono attesi ancora in forte diminuzione. Per contro, notizie relativamente più confortanti arriveranno dai mercati esteri più distanti i quali, nonostante il rallentamento in atto nei Paesi emergenti, si confermeranno come l’unico driver di crescita per il manifatturiero bresciano.

Sul fronte interno la situazione rimarrà piuttosto fragile: ci vorrà infatti del tempo prima che la recente approvazione da parte della BCE del programma OMT (Outright Monetary Transactions) e il “via libera” definitivo del Fondo ESM si traducano in un recupero della fiducia e, di conseguenza (anche attraverso la riattivazione del circuito del credito), dei livelli di attività.

  • La disaggregazione della variazione della produzione per classi dimensionali mostra flessioni superiori alla media per le imprese di maggiori dimensioni (-7,0%) e per le medio-grandi (-5,7%). Contrazioni tutto sommato in linea con il valore aggregato si registrano per le imprese micro (-4,2%), piccole (-4,3%), medio-piccole (-4,3%) e grandi (-4,0%).

  • La segmentazione per settore della dinamica congiunturale si caratterizza per un’elevata eterogeneità fra i comparti manifatturieri. L’attività produttiva è infatti significativamente diminuita nei settori: metallurgico e siderurgico (-9,3%), chimico, gomma e plastica (-8,5%), tessile (-6,7%), maglie e calze (-6,0%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (-6,0%), materiali da costruzione ed estrattive (-5,6%); essa ha registrato una flessione meno marcata per gli operatori del carta e stampa (-3,5%), dell’abbigliamento (-2,0%), del legno e mobili in legno (-1,9%), del calzaturiero (-1,1%) e dell’agroalimentare e caseario (-0,3%). La produzione è invece aumentata nel comparto meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+1,5%).

  • Il tasso di utilizzo della capacità produttiva, attestatosi al 63 per cento, è diminuito di due punti percentuali rispetto al secondo trimestre di quest’anno e del 3 per cento nei confronti del terzo trimestre 2011.

  • Le vendite sul mercato italiano sono diminuite per il 48% delle imprese, aumentate per il 10% e rimaste invariate per il 42%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono diminuite per il 30% degli operatori, aumentate per l’11% e rimaste stabili per il 59%; quelle verso i Paesi extra UE sono calate per il 23%, cresciute per il 14% e rimaste invariate per il 63% del campione.

  • I consumi energetici sono diminuiti per il 48% degli operatori, con una variazione media negativa del 4,1%. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle necessità aziendali dal 79% delle imprese; le scorte di materie prime sono giudicate normali dall’86% del campione.

  • I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati per il 17% delle imprese, con un incremento medio dello 0,4%. I prezzi di vendita dei prodotti sono stati rivisti al ribasso dal 9% delle aziende, con una flessione media dello 0,4%.

  • Il costo del lavoro è cresciuto per il 5% delle aziende ed è rimasto invariato per il rimanente 95%. Gli investimenti effettuati nel trimestre sono diminuiti per il 15% delle imprese e rimasti costanti per il 76%.

  • Le prospettive per i prossimi mesi si confermano negative: l’attività produttiva è infatti prevista in diminuzione dal 33% delle imprese, stabile dal 58% e in aumento soltanto dal 9%. Le aspettative sono pessimistiche nei comparti: abbigliamento, calzaturiero, carta e stampa, chimico, gomma e plastica, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto. Esse sono più ottimistiche per gli operatori dei settori agroalimentare e caseario, legno e mobili in legno, maglie e calze, meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche, tessile. Con riferimento alle classi dimensionali, si segnalano flessioni piuttosto generalizzate, particolarmente evidenti per le imprese di maggiori dimensioni, mentre segnali positivi provengono da quelle grandi.

  • Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono previsti in diminuzione dal 44% delle imprese, stabili dal 52% e in aumento dal 4%; quelli dai Paesi UE sono attesi in flessione dal 19% degli operatori, invariati dal 76% e in crescita dal 5%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari dovrebbero crescere per il 18% del campione, rimanere stabili per 68% e diminuire per il 14%. Le aspettative sulla forza lavoro rimango pessimistiche, con un saldo negativo del 20% fra operatori che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione.

L’andamento per settore

  • Abbigliamento

La produzione industriale nel settore è diminuita del 2,0% rispetto al secondo trimestre. La variazione tendenziale è pari a -11,6%. I consumi energetici hanno registrato un decremento analogo a quello della produzione. Le vendite in Italia hanno rilevato una dinamica negativa, mentre quelle verso i mercati UE ed extra UE sono risultate stazionarie. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dell’1,7%, mentre i prezzi di vendita sono calati del 3,9%. Le prospettive a breve sono negative per quanto riguarda la produzione, la manodopera, gli ordinativi dall’interno e dall’estero.

  • Agroalimentare e caseario

Gli operatori del settore evidenziano un decremento della produzione pari allo 0,3% sul periodo precedente; la variazione tendenziale è positiva (+1,2%). I consumi energetici sono diminuiti del 3,0%. Le vendite in Italia sono calate, mentre quelle sui mercati esteri hanno registrato una dinamica piatta. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,8%, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti del 2,1%. Le aspettative a breve sono positive per la produzione, la manodopera e gli ordini dall’interno. Risultano negative per gli ordinativi dall’estero.

  • Calzaturiero

Il settore registra una diminuzione dell’attività produttiva rispetto al trimestre precedente (- 1,1%); la variazione tendenziale è pari a -5,8%. I consumi energetici sono calati dell’1,0%. Le vendite sono diminuite, particolarmente sul mercato interno. I costi di acquisto delle materie prime sono incrementati dello 0,7%, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,9%. Le previsioni per i mesi a seguire sono negative, in particolare per quanto riguarda la produzione e gli ordini provenienti dal mercato nazionale.

  • Carta e stampa

Gli operatori del comparto hanno registrato una flessione della produzione del 3,5% sul trimestre precedente; la variazione tendenziale si mantiene negativa (-11,1%). I consumi energetici sono diminuiti del 3,3%. Le vendite in Italia hanno registrato un andamento decisamente negativo; sono leggermente aumentate nei Paesi UE e sono rimaste stabili nei Paesi extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dello 0,5%, mentre i prezzi di vendita non sono variati (0,0%). Le prospettive a breve sono negative per la produzione e gli ordini dall’interno; stabili per la manodopera e gli ordinativi dall’estero.

  • Chimico, gomma e plastica

La produzione è calata dell’8,5% rispetto al secondo trimestre del 2012, determinando una variazione tendenziale di -9,4%. I consumi energetici sono diminuiti del 6,1%. Le vendite sono diminuite, soprattutto sul mercato interno. I costi di acquisto delle materie prime sono rimasti invariati, mentre i prezzi di vendita sono stati rivisti al rialzo dello 0,6%. Gli operatori prevedono per il prossimo trimestre un’ulteriore flessione della produzione e degli ordinativi nazionali ed esteri. La manodopera è attesa stabile.

  • Legno e mobili in legno

La produzione nel settore registra una diminuzione congiunturale dell’1,9%, mentre la variazione tendenziale risulta essere pari a -5,5%. I consumi energetici hanno segnato un decremento dell’1,6%. Le vendite sono diminuite in Italia e nei Paesi UE; non hanno registrato variazioni sui mercati extra comunitari. I costi di acquisto delle materie prime sono calati dello 0,2%, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti dell’1,2%. Le prospettive a breve sono positive per la produzione e gli ordini nazionali; stazionarie per la manodopera e gli ordini extracomunitari; negative per gli ordini dai Paesi UE.

  • Maglie e calze

La produzione nel trimestre è diminuita del 6,0% nei confronti del periodo precedente; la dinamica tendenziale è anch’essa negativa (-6,0%). I consumi energetici sono calati del 2,5%. Gli operatori del settore hanno rilevato vendite in diminuzione nei mercati dei Paesi UE. Sia i costi di acquisto delle materie prime che i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono rimasti stabili. Le aspettative a breve sono positive per tutte le variabili considerate, ad eccezione della manodopera che è prevista stabile.

  • Materiali da costruzione ed estrattive

Le imprese del settore evidenziano una variazione congiunturale pari a -5,6%; rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la tendenza è decisamente negativa (-10,3%). I consumi energetici sono diminuiti del 5,4%. Le vendite sono calate, soprattutto in Italia. I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti dello 0,4% mentre i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono rimasti invariati (0,0%). Le prospettive a breve sono negative per la produzione, la manodopera e gli ordini dall’interno; risultano positive per gli ordini dall’estero.

  • Metallurgico e siderurgico

Gli operatori del comparto hanno rilevato una significativa flessione dell’attività produttiva (-9,3%) sul trimestre precedente; la variazione rispetto allo stesso periodo del 2011 è di -5,2%. I consumi energetici sono diminuiti del 9,1%. Le vendite hanno registrato diminuzioni generalizzate, sebbene il mercato domestico risulti quello più penalizzato. I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti (-0,5%), mentre i prezzi di vendita hanno subito un decremento dello 0,7%. Le aspettative a breve sono ancora negative per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione degli ordini extracomunitari attesi in aumento.

  • Meccanica di precisione e apparecchiature elettriche

L’attività produttiva del settore ha evidenziato un aumento congiunturale dell’1,5%; il tasso tendenziale è negativo (-5,6%). I consumi energetici sono diminuiti del 2,0%. La dinamica delle vendite in Italia e nei mercati extracomunitari è stata positiva, mentre quella verso i Paesi UE è risultata negativa. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dello 0,2%; i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,3%. Le prospettive a breve propendono per il mantenimento dei livelli produttivi attuali, con un recupero degli ordini dai Paesi extra UE e una diminuzione di quelli nazionali e comunitari.

  • Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

Il settore ha riportato una variazione congiunturale della produzione pari a -6,0%, mentre quella tendenziale registra un -11,2%. I consumi energetici sono diminuiti del 5,0%. Le vendite sono diminuite, soprattutto sul mercato interno. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,8%, mentre i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dello 0,1%. Gli operatori del comparto prevedono nel breve periodo ulteriori flessioni per tutte le variabili oggetto dell’indagine, in particolare per la produzione e gli ordinativi provenienti dal mercato interno. Sono attesi in aumento gli ordini dai Paesi extra UE.

  • Tessile

L’attività produttiva nel comparto ha riportato una contrazione del 6,7% nei confronti del trimestre precedente, mentre il tasso tendenziale registra una diminuzione del 9,6%. I consumi energetici hanno subito una diminuzione del 7,6%. Le vendite in Italia e nei mercati esteri hanno registrato cali generalizzati. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dello 0,2% e i prezzi di vendita sono aumentati dello 0,4%. Le aspettative a breve sono leggermente positive per la produzione, la manodopera e gli ordini dai Paesi extra UE; negative per gli ordinativi dal mercato interno e dai Paesi UE.

L’Indagine viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

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