Province, sì del governo alla riforma. Brescia è salva, ma da gennaio gli assessori andranno a casa

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Il decreto legge di riforma che riduce il numero delle Province (da 86 a 51, comprese le città metropolitane) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Brescia non dovrà subire accorpamenti, ma comunque sarà sottoposta a un vero e proprio terremoto. E tutti gli assessori dovranno ben presto trovare altro da fare. Dal primo gennaio, infatti, verranno meno tutte le giunte provinciali e nella fase di transizione sarà possibile per il Presidente delegare alcune funzioni a non più di tre consiglieri. Fino alle nuove elezioni (novembre 2013), in cui comunque non ci sarà alcuna giunta e il presidente verrà eletto in maniera indiretta (cioè dai Comuni).

ECCO LA MAPPA DELLE NUOVE PROVINCE ITALIANE

La Lombardia passa da 12 a 7: Varese, Como e Lecco insieme, Monza-Brienza inglobata nell’area metropolitana di Milano, e un’altra provincia sara’ formata da Lodi, Cremona e Mantova.
Il Piemonte passa da 8 a 5: vengono riunite Asti e Alessandria, Biella e Vercelli e ancora Verbano-Cusio-Ossola e Novara.
Il Veneto vede una riduzione da da 7 a 5: sono accorpate Verona e Rovigo, Treviso e Padova.
L’Emilia Romagna passa da 9 a 5: vanno insieme Piacenza e Parma, Reggio Emilia e Modena, Ravenna, Forli’-Cesena e Rimini.
La Liguria passa da 4 a 3 con l’accorpamento di Imperia e Savona.
La Toscana addirittura da 10 a 4: insieme in un’unica provincia Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno; Firenze, Pistoia e Prato insieme, e ancora Siena con Grosseto. 
Le Marche passano da 5 a 3: in base all’accorpamento di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
L’Umbria da 2 a 1: Perugia e Terni insieme.
Il Lazio passa da 5 a 4: con Latina e Frosinone insieme.
L’Abruzzo da 4 a 2: L’Aquila e Teramo riunite e Pescara con Chieti.
Il Molise passa da 2 a 1: Isernia e Campobasso insieme.
La Campania da 5 a 4: con l’accorpamento di Benevento e Avellino.
La Puglia da 6 a 4: si accorpano Foggia con Barletta-Andria-Trani e Taranto con Brindisi.
La Basilicata: da 2 a 1: Matera e Potenza insieme.
La Calabria passa da 5 a 3: insieme Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia.

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  1. Mi scuso per l’ignoranza, ma se le provincie in Molise, Umbria e Basilicata passano da 2 ad 1, ci sono tre regioni ognuna con una sola provincia. E poi ci sono tre Regioni. Non si possono ottimizzare competenze e risorse accentrando il tutto nelle Regioni ?

  2. L’aspetto più rilevante è che alle province spetteranno solo funzioni di indirizzo e coordinamento, tutto il resto andrà ripartito (come?) tra Comuni e Regioni. Altra curiosità Presidente e Consiglieri saranno eletti (come ?) dai Comuni, senza incompatibilità di funzione, si potrà cioè essere sia consigliere comunale che consigliere provinciale o presidente di provincia. Facile prevedere, all’italiana, che il doppio ruolo permetta di "indirizzare e coordinare qualcosina" verso il prprio Comune.

  3. E’ una pseudo-riforma raffazzonata all’ultimo minuto. Nulla di chiaro: scopi, forma, modalità, risparmio (quanto?)..è tutto un faremo/vedremo.
    Com uni che vogliono cambiare provincia perchè si "sentono" troppo lontani da un futuro centro, i piccoli comuni che conteranno meno ancora di adesso.
    Tanto valeva eliminare tutte le provincie e metterci il prefetto, accorpare un pò di comuni, ecc..come dice mio padre: peccato che lo abbia già fatto il fascismo nel 1927 (accorpamento dall’alto dei Comuni) e contemporanea legge per obbligarli a nominare una via o piazza centrale a Roma (molti dopo il ’45 ripristinarono il nome della via storico).
    ps: naturalmente il prefetto non può che essere non autoctono

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