Il giudice di pace accoglie il ricorso di un’automobilista multata: autovelox di Manerbio sotto tiro

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(a.c.) Fino a 200 contravvenzioni per ogni giorno di attivazione, circa 9mila multe staccate nel corso dell’intero 2011, per un introito da parte del comune pari a 800mila euro. Cifre importanti, due facce diverse della stessa medaglia: risorse utili al comune o "maledetto" obolo indigesto per gli automobilisti? Per una volta il giudice di pace ha dato ragione ai secondi, e questo fatto potrebbe creare un vero e proprio tsunami.

Il giudice ha accolto il ricorso presentato da una professoressa di Borgosatollo, multata nel 2010 per avere superato il limite di 50 chilometri orari in prossimità delle piscine "Le Cupole Village", lungo una strada provinciale dove è davvero "impossibile" stare sotto i 50. La professoressa ha regolarmente pagato i circa 200 euro di contravvenzione, solo che dopo un po’, come racconta Bresciaoggi nell’edizione odierna, è arrivata un altra multa, perché, secondo gli accertatori, la professoressa non aveva comunicato gli estremi per la decurtazione dei punti sulla patente (ma la multa era regolarmente intestata a lei). A quel punto la donna vuole approfondire la questione e si rivolge al giudice, che pochi giorni fa le ha dato ragione, chiamando il comune al pagamento delle spese processuali. Non solo: la sentenza evidenzia numerose irregolarità normative nell’utilizzo dell’autovelox (ad esempio il mancato rispetto della distanza minima – 1000 metri – tra il cartello di avviso e la macchinetta) e nella riscossione delle contravvenzioni, affidata ad una ditta esterna che applica prezzi superiori di circa 10 euro a multa rispetto alla concorrenza.

Pioggia di ricorsi in arrivo da parte degli automobilisti multati?

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