Castel Mella: tiriamoci su

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    di ALESSANDRA TONIZZO – Siamo tornati nella parte centro-meridionale della provincia, sulla sponda destra del fiume Mella, dove, tra i comuni di Roncadelle, Flero, Capriano del Colle, Azzano Mella e Torbole Casaglia, si trova Castel Mella.

    Arriviamo nel comune scoprendo che il suo cuore – la Piazza Nuova, di nome e di fatto – è sgombero da gru e ruspe che, lo scorso anno, lo incorniciavano. Qui, nel "paese dei fornaciari" – che non ha abbandonato l’agricoltura, e dove si sviluppa l’industria metalmeccanica –, si aspetta che il movimento investa le strade ben tenute, entrando a prepotenza negli usci di negozi e abitazioni, nel cuore degli abitanti. L’autunno musicale, il rogo della vecchia, il palio delle contrade o la quinquennale festa della Madonna del Boschetto, infatti, pare non bastino ad alzare la pressione al paese, il cui polso batte la fiacca.

    Pensare che a Castel Mella – non a caso, una delle realtà del nostro hinterland ad aver registrato, negli ultimi dieci anni, un boom demografico da record – si vive bene (confermano i paesani, vecchi e nuovi) e ci sarebbe persino un patrimonio monumentale da valorizzare: nella località di Onzato, difatti, si trova il bel santuario della Madonna del Boschetto, mentre nella parrocchiale di San Siro, della prima metà del XVIII secolo, è possibile ammirare l’opera del pittore bresciano Francesco Paglia.

    "I castelmellesi? Gente cordiale, non particolarmente espansiva", ci dice un passante. "Qui esistono rapporti veri, che evitano la freddezza della città", racconta un altro. Ebbene sì: Castel Mella ha tutto il potenziale necessario, deve solo trovare il metodo giusto per… tirarsi su.

     

     

    Paese che vai… le nostre impressioni

    A un anno di distanza – mentre le crisi già galoppava – Castel Mella ci appare più provato, e questo ci dispiace. Perché i visi degli abitanti, e dei commercianti, hanno perso un po’ del loro smalto, così come diverse vetrine, che hanno chiuso o stanno per farlo. Sembra che, economia a parte, il paese sia vinto dalla stanchezza, tanto che neppure la nuova piazza – lucida e magnificente – pare abbia portato vento d’entusiasmo.

     

    Ci raccontano Castel Mella…

    BEATRICE – (Kalundra Viaggi), Via Reccagni

    Centro dispersivo, "a macchia di leopardo", e crisi stanno provando i commercianti del paese: a voi come va?

    “Sicuramente la mancanza di un vero centro storico non valorizza nessuna zona in particolare, e non dà la possibilità agli abitanti d’identificarsi in una piazza, intesa come luogo di aggregazione, vera e propria. Per quanto riguarda il difficile periodo che il nostro paese sta affrontando, abbiamo avuto dei riscontri positivi nonostante la nostra presenza a Castel Mella si registri da solamente un anno”.

    Quali sono mete e format vacanzieri preferiti dei castelmellesi?

    “Le richieste sono diverse, soprattutto nel periodo estivo: si va dalle crociere, alle capitali europee, ai villaggi turistici…”.

    Un pregio e un difetto di Castel Mella

    “Un difetto, se così si può definire, è la difficoltà d’inserirsi in una realtà abituata a determinati punti di riferimento, mentre il pregio è la fidelizzazione, ovvero, una volta riusciti a guadagnarsi la fiducia della gente, questa ti ripaga in modo incondizionato”.

     

    MARISA FERRARI – CAFFè ROMA, VIA ROMA

    La sua clientela viene anche da fuori?

    “Una volta, forse. Da quando hanno modificato la viabilità siamo tagliati fuori, non c’è passaggio ed è difficile che le persone si fermino”.

    Come va a livello commerciale?

    “In questo periodo, malissimo. La crisi si sente, la gente non viene, e la sera, qui, è deserto”.

    Cosa servirebbe a Castel Mella?

    “Innanzitutto più passaggio, più gente, e poi più lavoro. Neanche i ragazzi escono più, si sono adeguati ai tempi magri”.

    Un dettaglio positivo del paese?

    “Qui non si vive male, anche perché, altrimenti, il paese non sarebbe così cresciuto. Però adesso l’afflusso si è fermato, come l’economia”.

     

    PAOLO GOTTI – ROVARI GIOIELLI, PIAZZA SAN SIRO

    Siete qui da una decina d’anni: il maggior cambiamento, in paese?

    “Lo sviluppo demografico è stato grande. Però, chi vive davvero Castel Mella è una piccola percentuale”.

    Voi ne risentite?

    “Di questo si lamentano molto i commercianti, ovvio. Il paese è grande, ma chi spende, in proporzione, è una porzione minima”.

    Il vostro target?

    “Un po’ di tutto, ma chi oggi si può permettere qualcosa di più rispetto all’articolo da 25 euro è chi non ha un mutuo da pagare”.

    La crisi per voi…

    “Significa meno vendite: non investiamo più come prima, si tira avanti con quel che si ha. Anche le festività non sono state splendide”.

    La pecca di Castel Mella?

    “La conformazione del centro, molto dispersivo. Anche la piazza nuova, vicino al Municipio, è vuota. D’altronde, chi investe in un paese che non dà? Alcuni stanno chiudendo, perché lavorano solo per pagarsi le spese”.

     

    MASSIMILIANO PARMINI – OTTICA I PORTICI, VIA CORTIVAZZO

    Tanti dicono che il paese sia stato “tagliato fuori”, a livello di strade…

    “L’impressione che si ha è quella: il passaggio, negli anni, è diminuito, e qui è limitato anche il passaggio pedonale”.

    Castel Mella paese dormitorio?

    “Sembra di sì. La gente lavora a Brescia, rientra tardi e non vive il paese”.

    Commercialmente come va?

    “Il periodo non è dei migliori, ma consolidiamo quello che abbiamo costruito nel tempo”.

    La sua clientela…

    “Ha un’età media tra i 35-55 anni, ed è prevalentemente del paese”.

    Ora si risparmia su tutto, anche sulla salute degli occhi?

    “Sì, molto più del passato. Quelli più attenti, visti i tempi, risparmiano sulla montatura ma non sulla lente”.

    Lei è anche optometrista: a che età le famiglie portano i bambini a fare le prime visite preventive?

    “Mediamente in Italia si crede che il bambino debba essere visitato all’ingresso della scuola primaria, ma un esame visivo è possibile e auspicabile dopo i primi 6 mesi”.

     

    ELISABETTA BOSCHINI – CENTRO BENESSERE, VIA CORTIVAZZO

    Avete rilevato da un anno l’esercizio: com’è stato rinnovato?

    “Stiamo puntando più sul benessere che sull’estetica”.

    Starà cercando ancora del personale…           

    “Purtroppo ho riscontrato giovani che non hanno voglia di lavorare, mettono tanti paletti”.

    Come vi ha accolti il paese?

    “Sto ancora cercando di capire la reale richiesta del paese. Per ora qui vengono donne, poche le giovanissime, e sto spingendo molto verso l’uomo”.

    Lei faceva tutt’altro, come mai quest’avventura?

    “Ero stanca di ritrovarmi io e il computer! Poi volevo lavorare al di fuori della famiglia, e conoscevo già il locale perché ne ero cliente”.

    Com’è commercialmente il paese?

    “Storico, tradizionalista. Fa fatica a rinnovarsi”.

    Castel Mella è…

    “Un paese che non è certo povero, molto grande, e pieno di gente nuova. Per questo, avrebbe bisogno di una bella rinfrescata”.

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