Nave e Bovezzo: vicini ma diversi

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    di ALESSANDRA TONIZZO – Oltre 11mila abitanti, accoccolato alla Valle del Garza. Nave torna ad accoglierci, con la sua morfologia allungata, diviso dalla strada che scorre senza sosta. Dall’anno scorso notiamo più facce giovani ed entusiaste, e scorci di storia che meritano approfondimento e rispetto: centro di grande importanza archeologica, infatti, Nave nasconde dei piccoli gioielli, tutti da rispolverare. Come la Pieve della Mitria, edificata dopo il Mille e ora dedicata all’Annunciata, situata in posizione isolata ai piedi del monte Dragone, o il santuario di Santa Maria in Conche, sulla cima del colle San Costanzo.

     

    Resta in attesa di risanamento, invece, uno dei tanti "spazi bianchi" che fanno capolino nel bresciano, ricordi di un passato in cerca di futuro: il comparto Fenotti Comini. Ad aprile è arrivato dalla Regione il sì a un bonus volumetrico fino al 20 per cento per il recupero di questi siti, pubblici e privati, ma le redini della trattativa sulla gestione delle aree dismesse, di fatto, restano ai Comuni.

    A Bovezzo, via Battisti e via Veneto fanno compagnia agli scheletri architettonici di Nave sulla mappatura dei 76 poli "in cerca d’autore" che costellano la Leonessa. Con le sue 7mila anime, posto alla confluenza con la Val Trompia, Bovezzo continua a giocare la sua partita su due piazze: quella "reale", dedicata a Gigi Rota, recentemente ristrutturata, e via dei Prati, dove negozi moderni fanno da corollario a un nuovo centro, con tanto di parrocchia. Il leit motiv della sicurezza (ogni tanto, qui, esplode il caso "furti e rapine") viene inquadrato entro confini accettabili, e questa porzione di hinterland si pasce di un presente a tratti rusticano.

     

    Paese che vai… le nostre impressioni

    Siamo nell’hinterland, certo, ma la diffidenza, qui, si respira come se i chilometri a separare Nave e Bovezzo dalla città non fossero una sparuta manciata. Per fortuna ci sono i giovani: quella categoria che pare “in via d’estinzione” ma, a dispetto di tutto, scommette ancora sul territorio. Il traffico di Nave, senza tregua, fa davvero sognare l’agognata tangenziale e fa sembrare Bovezzo un’oasi di pace, via dei Prati permettendo. Due paesi vivibili, un po’ ritrosi, ma ricchi di tipicità.

     

    Ci raccontano Nave

    SABRINA & VANIA BRUNORI – (CHIC ABBIGLIAMENTO) P.ZA GIOVANNI PAOLO II

    La nostra arma per fidelizzare sono i social network! Nella nostra pagina Facebook mostriamo in anteprima gli abiti tramite post fotografici

    Due giovanissime alle prese con un’attività, di questi tempi…

    “La nostra è una realtà piacevole: già i nostri genitori facevano questo mestiere, e da tre anni noi gestiamo quest’attività”.

    Si parla di crisi e voi…

    “Noi ci occupiamo d’abbigliamento e accessori femminili per tutte le età, e abbiamo un bellissimo riscontro, a dispetto di quello che dicono della crisi”.

    Voi siete di Bovezzo: come vi sembra Nave?

    “Il centro storico si sta rinnovando, anche se Nave resta un paese che potrebbe aprirsi di più, soprattutto alle nuove generazioni, visto che arrivano persone ad abitare qui dalla città”.

    E voi, nel vostro piccolo, contribuite ad “allargare le vedute” del paese?

    “Certo. Da tempo animiamo la piazza con feste. Il giovedì sera, poi, è un appuntamento fisso, qui a Nave, per musica, saggi, danze… Aspettiamo la nostra prima Notte Bianca, a settembre!”.

    È sempre vero che i teen preferiscono abbigliarsi in città o nei centri commerciali?

    “Per nostra esperienza no. I giovanissimi, vedendo noi, si sono avvicinati molto, e la buona qualità al giusto prezzo, insieme al rapporto diretto con la clientela, aiuta. Per l’abitino da discoteca vengono da noi”.

    La vostra arma per fidelizzare questo settore?

    “Sfruttare i social network! Abbiamo la nostra pagina Facebook, che ci permette di mostrare in anteprima gli abitini tramite post fotografici: anche chi non passa spesso di qui è aggiornato, in molti prenotano la merce”.

     

    REMO PARICINI & ROSANNA CERESOLI – (ERREPI RIVESTIMENTI E PAVIMENTI) VIA BRESCIA 116G 

     

    Fate questo mestiere da 35 anni: il più grande cambiamento professionale?

    “È quello che stiamo vivendo negli ultimi anni: questa crisi che ha attanagliato soprattutto il nostro settore, quello edilizio”.

    Un esempio dell’evoluzione del gusto, nel vostro campo?

    “Beh, tempo fa c’erano le piastrelle che imitavano il legno, ma la filosofia del momento era ‘il legno è legno, la piastrella è la piastrella’, mentre oggi ci sono imitazioni dei tavolati lignei stupende, utili anche in situazioni d’umidità”.

    Originari di Nave, descrivetelo a chi non lo conosce.

    “È un paese di rilevante importanza storica e archeologica, forse uno dei più rappresentativi e studiati dell’hinterland bresciano. Esistono monumenti medievali, come la Pieve della Mitria, San Cesario e Conche, e testimonianze archeologiche dell’età romana notevoli, come la necropoli di Cortine, una sepoltura neolitica, punti di riferimento per gli studi dell’Italia settentrionale nell’ambito dei rituali funebri del tempo”.

    Lei è ispettore onorario della sovrintendenza archeologica…

    “Sì, e ultimamente le ricerche sono state rivolte agli edifici di culto antichi, scoprendone l’evoluzione storico-archeologica”.

     

    VALENTINA SERRA – (BAR NOIR) VIA BRESCIA 118 

     

    Ha aperto da poco: come sta andando?

    “Ho preso in gestione con un socio questo bar, dopo una buona offerta. Sono qui da pochi mesi, e finora va bene”.

    Com’è la realtà di Nave?

    “Ho girato tanto per Brescia e provincia, e devo dire che qui le persone sono molto rispettose, gente tranquilla. Io poi, il serale non lo faccio: chiudiamo alle 21”.

    Nativa di Napoli, si è trasferita qui: che cambiamento!

    “Lavoro 13 ore al giorno, non vivo il paese, ma da quel poco che vedo non mi dispiace affatto. Anche a livello sicurezza si sta bene”.

    Com’è per una donna fare questo mestiere?

    “Lo faccio da quando ho 16 anni e mi sento molto a mio agio, altrimenti non lo farei!”.

     

    Le nostre domande a

    TIZIANO BERTOLI, SINDACO DI NAVE

    Nave è un paese ricco di storia, ma a noi è parso che questa realtà sia sconosciuta ai più: i vostri monumenti, i siti archeologici… Perché non coinvolgere maggiormente la cittadinanza per conoscere ed apprezzare il territorio in cui vive?

    "Va detto che questa e le precedenti amministrazioni si sono attivate molto al fine di far apprezzare ai loro concittadini le testimonianze storiche e artistiche del territorio in cui vivono. Il Santuario di Conche è meta frequentatissima; Villa Zanardelli è utilizzata quasi quotidianamente come luogo di aggregazione sociale e di iniziative culturali; la pieve della Mitria è sede quanto più spesso possibile di eventi  musicali. Va dato atto alla precedente amministrazione di aver realizzato due pregevoli volumi sull’arte (Nave nell’arte) e sulla storia (Nave nella storia) del nostro paese che sono stati distribuiti gratuitamente a tutti i cittadini. Certo si potrebbe fare di più. Ma occorre anche tener in considerazione in quali precarie condizioni finanziarie si trovano oggi gli enti locali".

    Recentemente, dalla Regione è arrivato il "sì" per un bonus volumetrico fino al 20 per cento per il recupero dei siti pubblici e privati: si metterà mano al ex-comparto industriale Fenotti e Comini?

    "L’amministrazione comunale di Nave sta procedendo all’adozione del Piano di Governo del Territorio la cui approvazione definitiva è prevista per fine anno. Nel piano in approvazione è ricompresa l’area Fenotti e Comini su cui è previsto un Piano Integrato di intervento. Le recenti decisioni della Regione Lombardia potranno concorrere alla discussione sulla realizzazione dello stesso. È evidente come la scelta della Regione sia quella di incentivare il recupero delle aree dismesse. In linea generale il principio è condivisibile, perché prima di aggredire aree a verde è opportuno e auspicabile intervenire su aree già compromesse, ma questo non può andare a scapito di uno sviluppo sostenibile e coerente con l’edificato esistente. In conclusione possiamo affermare che valuteremo tutti gli strumenti al fine di poter addivenire, anche se non a tutti i costi, ad una soluzione positiva". 

     

               

    Ci raccontano Bovezzo

    ELENA & LAURA BONOMETTI – (TABACCHERIA) P.ZA ROTA

    Lei e sua sorella avete rilevato e rinnovato quest’attività circa 6 anni fa…

    “Cercando di farla ricrescere, perché era lasciata a se stessa: ce la stiamo mettendo tutta, anche se vorremmo che il Comune ci aiutasse a far rivivere questa zona, penalizzata dal centro in via dei Prati”.

    Fate parte della Libera Associazione Bovezzo.

    “Per portare un po’ di vita in tutto il paese: organizziamo feste e occasioni speciali. Avevamo fatto anche la richiesta di portare in piazza il mercato del lunedì mattina, ora al parco urbano: purtroppo non è stata accolta”.

    Vi sentite sicure?

    “Siamo abbastanza tranquille, anche se, nel 2010, abbiamo subito un furto consistente, e diversi atti vandalici che ci hanno costretto a togliere il distributore esterno”.

    Sareste favorevoli, dunque, a ripristinare i 15 impianti di video sorveglianza presenti in paese?

    “A dire il vero, ci avevano promesso di mettere le telecamere in piazza. Ci siamo attrezzate privatamente con un servizio di sorveglianza notturna: altre spese che si aggiungono”.

     

    MIRELLA STERRANTINO – (BOTTEGA EQUO SOLIDALE) P.ZA ROTA 

     

    Lei è una volontaria…

    “Come tutti quelli che lavorano per la Bottega Terremondo (siamo in quaranta, chi di Caino, chi di Bovezzo, Concesio, Cortine…), che fa parte della cooperativa sociale Caribu, la quale gestisce un altro esercizio a Gardone Val Trompia, e un chiosco equo solidale nel parco di Villa Carcina”.

    Siete a Bovezzo da 12 anni: come vi ha accolti il paese?

    “Ormai ci conoscono bene: abbiamo i clienti fedeli, che credono nel nostro impegno, e anche quelli occasionali”.

    Ora le bomboniere equosolidali vanno molto.

    “Si lavora parecchio in questo campo: i nostri oggetti sono apprezzati, sono le volontarie a confezionarli. Per la prima volta, stiamo gestendo una lista nozze”.

    Anche i vostri prodotti alimentari sono molto conosciuti…

    “Soprattutto per i cesti natalizi. Sosteniamo molto anche il commercio dei prodotti di Libera (Contro le mafie, ndr.), e il nostro Comune ci vuole bene: non perde occasione per fare rinfreschi a base di questi prodotti”.

    Piazza Rota si sta animando?

    “Si era un po’ spenta, ma il Comune organizza diverse iniziative, valorizzandola”.

    Bovezzo descritto a chi non lo conosce.

    “Ci vivo da 28 anni e si è sviluppato parecchio: prima via dei Prati, dove abito, era proprio la via dei prati, mentre ora sono nati il centro commerciale, la chiesa nuova… Bovezzo è una realtà abbastanza viva, ci sto bene, cambierei magari via, ma mai paese”.

     

    PAOLA BUSSACCHINI – (EDICOLA PAOLA) VIA SABBIONCELLI 

     

    In otto anni d’attività, avrà visto nascere commercialmente questa zona…

    “Qui, vicino a via dei Prati, ora, c’è molto più movimento, tanta gente”.

    Lei ha rinnovato il suo chiosco, come mai?

    “Da un anno è diventato un negozietto, ed è gratificante, soprattutto per quando lavoro con il cattivo tempo: prima c’era la paura costante che volasse via tutto, rovinandosi”.

    Secondo lei il paese è sicuro?

    “Ci sono stati dei periodi in cui si verificavano tanti furti, mentre ora sembra che la cosa si sia pacata e vada meglio”.

    Lei è di Nave: si trasferirebbe qui?

    “Subito: qui tutto è a portata di mano, mentre a Nave è dispersivo perché, tolto il centro, nella periferia non c’è nulla”.

     

    Le nostre domande a…

    ANTONIO BAZZANI, SINDACO DI BOVEZZO

    Parliamo di sicurezza: dopo il recente “movimento”, la situazione si è quietata, ma in paese si parla ancora di video sorveglianza, di prevenzione. Che fare?

    ”Intanto ci tengo a ribadire che la situazione nel mio comune, dati alla mano, forniti dai carabinieri, non è diversa dai quella dei comuni confinanti. Forse riceviamo un’’attenzione’ maggiore da parte della stampa rispetto ad altri, ma non ne conosco il motivo. Comunque, come amministrazione abbiamo destinato, nel bilancio di previsione, una somma per fare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un sistema di video sorveglianza adeguato alle nostre necessità”.

    L’anno scorso accennava alla riqualificazione del centro che, tramite piazza Rota, si sarebbe risvegliato. Ad oggi, com’è la situazione?

    ”Diciamo che, dallo scorso anno, la situazione è migliorata: hanno aperto due nuove attività in Piazza Rota e altre due nelle immediate vicinanze, tra cui la nuova Farmacia Comunale, che sta dando degli ottimi riscontri, sia dal punto di vista dei servizi erogati che dal numero di cittadini che vi accedono. È ovviamente ancora in campo la nostra idea di fare una piccola riqualificazione urbana della piazza, creando degli spazi per la socializzazione e l’incontro, compatibilmente con le risorse disponibili. Se poi si riuscisse a riaprire l’edicola che è da tempo chiusa…”.

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