Travagliato, polo logistico, terra d’un tempo

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    di ALESSANDRA TONIZZO – Posto nella fascia alluvionale estesa tra i fiumi Oglio e Mella, delimitata a nord dalle cerchie moreniche del Sebino e a sud dalla linea delle risorgive, Travagliato è un paese tranquillo. Con i suoi oltre 13mila abitanti, si nutre di un forte spirito comunitario, ed economicamente riesce a coniugare passato e futuro: accanto alle attività produttive, ben sviluppate, come dimostra il grande polo industriale Averolda, la vocazione agricola è tutt’altro che abbandonata. Colture di mais, cereali e granoturco, difatti, resistono, accompagnate da una fiorente zootecnia (suini, bovini da carne, vacche da latte).

     

    Destinato a diventare sempre più un reale crocevia di scambi e transizioni, Travagliato – già delimitato territorialmente dal raccordo tra Valtrompia e il resto della provincia – è sede di recenti progettazioni stradali, che ne influenzano profondamente l’intimo ritmo vitale: la variante alla Strada Statale n. 11, che taglia il territorio a nord dell’abitato, la direttissima BreBeMi, tronco autostradale di collegamento diretto Brescia-Bergamo-Milano, e la linea Tav (treno ad alta velocità o ad alta capacità) Treviglio-Brescia, che attraversa il territorio in due tronconi, tagliando trasversalmente i campi coltivati, e che trova proprio in paese il suo grande cantiere logistico.

    Che, aldilà dei tristi dettami della crisi, Travagliato non stia con le mani in mano lo dimostra anche il nuovissimo polo scolastico dell’infanzia, comprensivo di ludoteca, baby-parking, uffici, e quasi 10mila mq di parco a disposizione di 300 piccoli allievi. Insomma, c’è d’aspettarsi molto da questo borgo nostrano, ove antichi palazzi signorili si contendono l’ombra con rustici cascinali ristrutturati, scandendo l’incedere del tempo.

     

    Paese che vai… le nostre impressioni

    Quando chiediamo di descriverci questo paese, tutti (il commerciante straniero come il travagliatese doc) rispondono che è una realtà accogliente. Non lo mettiamo in dubbio. Ma, mentre a fatica cerchiamo chi abbia voglia di fare due chiacchiere con noi, non possiamo fare a meno di sentirci osservati. Curiosità o diffidenza? Difficile saperlo, anche se, a nostro avviso, pare che qui gli abitanti facciano comunella per “proteggersi” da tutto quello che viene da fuori. Una cittadella ne ha davvero bisogno?

     

    CI RACCONTANO TRAVAGLIATO

    IRIE BURNUSUZ – (CALZOLAIO) VIA G. MARCONI

    Un volto dell’est a Travagliato…

    “Ho lasciato la mia terra da un paio d’anni, trasferendomi qui. Ho cambiato tutto, vita e attività”.

    Prima che lavoro faceva?

    “Lavoravo in fabbrica”.

    Come ha vissuto questo grande cambiamento?

    “Mi sono trovato subito bene. Qui c’è brava gente”.

    E questo mestiere, come l’ha appreso?

    “Piano piano, nell’arco di sei anni ho imparato la tecnica”.

    Che clientela ha?

    “Tutte le persone che abitano in paese, qualcuno anche dai paesi vicini, di ogni età”.

    Travagliato con le sue parole

    “Un bel paese, con gente che spera nel futuro, che non sta mai ferma”.

     

    MICHELA VIGNONI – (BAR EL BUSILì) VIA ANDREA MAI

    Il target dei suoi frequentatori?

    “Ragazzi al mattino, signori durante la mattinata, in serata ragazzini. Siamo un punto d’incontro per i più giovani”.

    Lei ha il plateatico su Piazza Libertà…

    “…sì, proprio davanti al Comune. La piazza inizia a movimentarsi solo ultimamente, grazie all’iniziativa di noi commercianti: era abbastanza morta”.

    Travagliato per lei è…

    “…un bel paese, ricco, molto ospitale. Se hai voglia di fare, qui lo puoi realizzare”.

    Avvertite qualche problema, commercialmente?

    “Manca movimento organizzato dal Comune. L’amministrazione dovrebbe essere più attiva: lo è, ma non abbastanza”.

    Più eventi in piazza, dunque, ma sarebbero ben accetti da tutti?

    “Se una volta ogni 15 giorni l’amministrazione organizzasse qualcosa, specialmente d’estate, la gente non avvertirebbe il problema del parcheggio in piazza. Sono rimasta delusa dalla Festa del Patrono: per me si poteva fare di più, oltre ai burattini”.

    Lei avrebbe qualche consiglio, in merito alla movimentazione della piazza?

    “Sicuramente non metterei punti ristoro, con spine della birra e pizzette, perché tolgono lavoro ai bar della piazza”.

    Ha frequentato, quest’estate, il nuovo lido estivo del Pala Blu?

    “Sì, era ancora in corso d’opera. È carino, piccolo, l’ideale per chi ha qualche ora buca e vuole farsi una nuotata, prendere un po’ di sole, non il massimo per chi ha famiglia perché non ci sono giochi per i bambini”.

     

    MICHELA ZAMBELLI – (LA BOTTEGA DEL GELATO) P.ZA LIBERTà

    Lavora qui dal 2004: come va?

    “Bene, abbiamo un bar-gelateria che si differenzia come prodotto per la sua naturalità: è senza zucchero, latte, glutine e grassi”.

    Di questi tempi, che strategie utilizzate per attirare la clientela?

    “Beh, il sabato e la domenica, facciamo le colazioni a buffet, come negli hotel. E tutte le sere c’è l’happy hour, a base di fritti misti, leggeri perché cotti ad infrarossi”.

    Si può dire che, per i giovani, i punti d’incontro sono locali come il suo?

    “Certo, perché il centro di Travagliato non offre niente: ho fatto richiesta al Comune di far musica dal vivo – non i grandi complessi, ma una pianola con karaoke – per i ragazzi ma anche per le famiglie, e mi è stata negata”.

    E quindi, la gente…

    “…va dove ci sono queste alternative. Difatti, lavoriamo più durante la settimana che nei weekend, quando la maggioranza si sposta”.

    Ma c’è man forte tra i commercianti?

    “Ognuno pensa un po’ per sé. Abbiamo un’associazione, che si chiama Le Botteghe, ma mettere d’accordo tutti è sempre un grosso problema”.

    I travagliatesi sono…

    “…mio marito è di qui. Sono come tutta la gente!”.

     

    MICHELA AQUILINI – (BIRICHINO, BOUTIQUE 0-14) VIA NAPOLEONE

    Ha aperto da poco…

    “Sì, sono due anni a settembre”.

    Ha corso un rischio che l’ha premiata?

    “Sì, ma piano piano. Ci si deve far conoscere, anche se si è del posto, e contare sul passaparola. Diciamo che, di questi tempi, si resiste”.

    Prima d’aprire, ha ragionato sulle possibilità di un negozio del genere, in paese?

    “Anche. Ma è stata una scelta più impulsiva: per carattere vado un po’ a istinto”.

    Vende prodotti particolari, ma sono particolari anche i locali…

    “Mi piace creare: molti mobili sono di recupero, gioco con i colori, con i materiali, le vetrine… sono estrosa!”.

    Che via è questa?

    “So che via Napoleone è importante, una dei passaggi più noti. Ora, però, le attività sono poche, purtroppo alcune chiudono anche”.

    Un pro e un contro di Travagliato.

    “Un contro, forse, è il fatto che si tende a spendere ‘fuori’, ma è una caratteristica di tutti i paesi. Travagliato mi piace, anche che non escluderei l’eventualità di spostarmi in posto di maggior passaggio commerciale”.

     

    Dante Daniele Buizza, SINDACO DI TRAVAGLIATO

    Come lo scorso anno, commercianti e cittadini sottolineano la poca vivacità della bella piazza Libertà. Qual è il programma per far sì che sia, oltre ad un importante appoggio per le auto, un’area aggregante per Travagliato?

    "Concordo con quanti evidenziano che Piazza Libertà, secondo il rifacimento voluto dal sindaco Domenico Paterlini, ha perduto la vivacità che la caratterizzava. Oggi è poco più di un assolato grande parcheggio, inospitale per le persone che non godono più degli ampi spazi verdi ed attrezzati di cui prima era dotata, per incontrarsi e socializzare. Non vi è dubbio che la piazza, dentro un più ampio progetto che deve comprendere anche le vie adiacenti del centro storico, va riprogettata e rifatta per riportarla ad essere il "cuore" della città. Il progetto dovrà disegnare una diversa viabilità, recuperare spazi a disposizione delle persone, limitare i parcheggi in superficie, realizzarne di interrati, consentire un maggior utilizzo per attività terziarie (bar, ristoranti, ecc.). Il problema è con quali risorse attuarlo nelle condizioni economico finanziarie attuali. In ogni caso la linea dell’Amministrazione, se riconfermata, è di operare per intervenire nel quinquennio per riqualificarla".

    Ci può fare il punto in merito alla riqualificazione dell’area ex-Tivoli?

    "La ‘balera’, che ha accolto tante generazioni di giovani dalla fine degli anni Sessanta a pochi anni fa, presto riaprirà come media struttura di vendita di alimentari e generi di largo consumo. L’operazione ha permesso il recuperare il fabbricato nel suo originale impianto architettonico (la superficie di vendita è di poco superiore ai 1.000 mq). L’esperimento è guardato con una certa ansia dai negozi di vicinato del settore, timorosi di perdere ulteriore avviamento. Siamo peraltro fiduciosi che la struttura sia capace di ‘fermare’ a Travagliato parte del denaro che i nostri cittadini spendono altrove per simili prodotti, e possa, di contro, attirare nelle nostre contrade anche cittadini di comunità limitrofe, con generale beneficio di tutto l’impianto commerciale della città, da sempre fiore all’occhiello di Travagliato".

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