In Valle Sabbia vince la natura

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    Gavardo, Odolo, Vestone, Idro e Bagolino: il territorio in primo piano

    di Alessandra Tonizzo – Rivoli, cascate, boschi di querce, castagni e noccioli, vette con malghe e rustici: siamo tornati in Valle Sabbia, una terra ricca di storia, nella quale la natura primeggia. Cinta tra il Lago di Garda, la Val Trompia, le Valli Giudicarie e la Pianura Padana, la Valle Sabbia racchiude tesori naturali – l’acqua (il fiume Chiese, il Lago d’Idro, le terme di Vallio) e la terra (le cime di Blumone, Gaver, Colombine, Misa, e l’Altopiano di Cariadeghe, con i faggeti secolari) – e storici, come la Rocca d’Anfo, maestosa fortezza quattrocentesca progettata da Gian Francesco Martinengo. Industria, turismo, sport: tutto qui sembra convivere pacificamente, anche se ogni realtà ha una storia a sé.

     

    A Gavardo – paese con oltre 11mila abitanti, trainato dalle fonderie e dall’industria tessile – scopriamo che la nota dolente è la massiccia presenza di stranieri, poco integrati con il contesto locale, nonostante abbiano aperto diversi esercizi nella zona del vecchio centro storico; la sicurezza è percepita come questione primaria, e per questo il Comune ha installato diverse telecamere, insistendo sulle “zone a rischio”, come le piazze, ove il commercio langue. La vicinanza ai centri commerciali e al lago spopola i weekend gavardesi, durante i quali i giovani cercano di sopperire altrove la mancanza di fonti aggreganti.

    Nella piccola Odolo, invece, pur avvertendosi i colpi della crisi – nel comparto industriale, diverse fabbriche stanno facendo il ciclo ridotto –, la situazione sembra più stabile: si è riusciti ad evitare il quasi onnipresente tourn-over degli esercizi commerciali, ed è stato inaugurato da poco l’agognato palazzetto dello sport.

    Vestone, purtroppo, riconferma il campanello d’allarme messo in moto già lo scorso anno dalla chiusura d’alcune grandi aziende – nonché dal recente decentramento di alcuni uffici pubblici –, ma la speranza viene dalla nuove leve che, affezionate al paese natio, non lo abbandonano. Continua poi l’iter progettuale per l’area ex-Ave: niente più centro commerciale, ma un pool costruttivo che mixa residenze, uffici e negozi.

    A Idro matura ed evolve la "questione lago", la cui opera di svaso – ritenuta basilare per la messa in sicurezza dell’Eridio, come evidenziato dalla Protezione civile nazionale e dal Registro dighe italiane – ha creato non poche empasse: la compensazione che la Regione elargirebbe ai comuni coinvolti nella costruzione della terza galleria, e relativa traversa, infatti, non convince appieno Idro e Anfo, che continuano a chiedere maggiori garanzie. Trattative, ricorsi e referendum a parte, si pensa all’estate, al turismo: in paese, difatti, è un susseguirsi di eventi, a base di musica, sport, cinema, teatro e convivialità.

    A Bagolino – borgo medievale la cui economia si basa sulla presenza dello stabilimento della Fonte Alpina Maniva (che occupa circa 50 dipendenti) e dalla Onlus Beata Lucia Versa Dalumi, casa di riposo locale (che conta oltre 80 addetti e 110 posti letto, che saliranno a 120 a lavori di ristrutturazione conclusi) – c’è aria di novità. Paese cultore delle proprie risorse – tra le quali il bagoss è in pole position, tanto da arrivare fino in Malesia e nelle Filippine –, Bagolino è da poco diventato sede dell’Ecomuseo Valle del Caffaro: un modo per dire che tutti i suoi 109 kmq di territorio, insieme alle tradizioni locali, come il famoso Carnevale, sono un tesoro a cielo aperto, da esplorare e conoscere. 

    Abbiamo assaporato questo scorcio di Valle Sabbia, carpendone le differenze, gli stati d’animo, le speranze; ma ciò che accomuna queste realtà è ancora una volta il territorio, così ricco e variegato da restare sempre il punto di partenza per ripensare le scelte del futuro.

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