I cinque calciatori più amati dai tifosi nell’intera storia del Brescia? Eccoli

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(b.f.) I tifosi, solitamente, sono degli inguaribili romantici. Certi giocatori gli entrano nel cuore per non uscirne più, restano impressi nella loro memoria con quella maglia addosso, diventano amici chiamati per nome anche se non c’è mai stata l’occasione di bere un caffè insieme. Le loro gesta, poi, passano alla storia e i loro volti entrano a far parte del mito sportivo. Oggi ricordiamo i 5 giocatori biancoblù più amati dalla piazza bresciana.

ROBERTO BAGGIO. Il primo nome è fin troppo facile: Baggio, il giocatore che è stato il portabandiera del calcio italiano nel mondo per più di un decennio, uno dei quattro palloni d’oro tricolori. Ha chiuso la carriera a Brescia regalando ai tifosi biancoblù 4 stagioni magiche, e facendo toccare al club il punto più alto della sua storia: la finale intertoto con il Psg. Sprazzi di classe purissima che hanno illuminato il Rigamonti emanando il riflesso della Brescia calcistica in tutto il mondo. Ancora oggi c’è chi si commuove rivedendo il filmato del suo abbraccio a Maldini nel momento dell’addio al calcio.

DARIO HUBNER. Semplicemente Darione, il bisonte. Un attaccante in grado di trascinare la Leonessa per quattro stagioni: due in A, due in B, dal 1997 al 2001. Una parentesi bresciana sfavillante la sua, condita da 129 presenze e 75 gol. Numeri da fenomeno. Un mito per i tifosi, anche alla luce della tanta gavetta che ha dovuto affrontare prima di emergere (esordio nella massima serie a trent’anni). I suoi vizi, come quella sigaretta sempre in bocca, lo hanno reso più umano agli occhi di tutti.

GHEORGHE HAGI. Il Maradona dei Carpazi. Ha illuminato la scena bresciana nei primi anni ‘90. C’era il Milan degli olandesi e c’era il Brescia dei rumeni: Lucescu in panchina e il trio composto da Raducioiu, Sabau e appunto Hagi in campo. È stato uno dei numeri dieci più forti del recente passato. Per i tifosi biancoblù è una leggenda.

VIRGINIO DE PAOLI. Per tutti era Gigi. Pensando a lui i ricordi si tingono di bianco e nero. È il giocatore più prolifico della storia del Brescia, uno che aveva il gol nel sangue e la dinamite nel piede visto che più di una volta era riuscito a bucare la rete. Per lui nove stagioni in biancoblù tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, intervallate dalla parentesi juventina, dove si è laureato campione d’Italia.

VITTORIO MERO. Non c’è gara senza un coro per lui. Lo sceriffo era un buon difensore, ma non era un fuoriclasse. Ciò che è certo è che era un campione autentico dal punto di vista umano. Un incidente stradale lo ha strappato alla vita a soli 28 anni. Troppo giovane per andarsene, troppo speciale per non essere ricordato.  

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  1. Considerato che la storia del Brescia è ultracentenaria dire che sono questi i giocatori più amati è poco corretto. Meglio sarebbe stato parlare di giocatori più amati dai tifosi negli ultimi 50 anni. Se si considera che la generazione dei più "giovani" di noi risale all’età di quando Gigi era il più grande in assoluto.

  2. Considerato che la storia del Brescia è ultracentenaria dire che sono questi i giocatori più amati è poco corretto. Meglio sarebbe stato parlare di giocatori più amati dai tifosi negli ultimi 50 anni. Se si considera che la generazione dei più "giovani" di noi risale all’età di quando Gigi era il più grande in assoluto.

  3. a brescia si sono visti bei giocatori, tra questi ci metto simoni che giocava col nr 8, ricordo un suo gol contro la roma , 1-1 , forse nel 1968. l’ho conosciuto di persona, un vero galantuomo

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