Veleni sulla Brebemi: Lagambiente incoraggia la magistratura ad essere rapida e determinata

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"L’indagine della magistratura avviata nel dicembre scorso sui cantieri della Brebemi sta portando alla luce condotte particolarmente gravi, sia per i potenziali danni la salute pubblica che per le pratiche illegali emerse e di aggiramento delle procedure dei capitolati d’appalto. Dietro il mancato rispetto delle procedure di conferimento, di selezione e frantumazione dei materiali da interrare si intravedono pratiche illegali, proprie delle ecomafie del nord”. Questo il commento di Legambiente alle notizie che giungono dalle indagini sui cantieri della Brebemi. Gli esperti ambientali evidenziano irregolarità sia sotto il profilo qualitativo (presenza di cromo e di arsenico nei campioni analizzati) che sotto il profilo quantitativo (su 35 campioni analizzati ben 26 risultano sopra i livelli consentiti).

“E’ urgente fare chiarezza su cosa c’è, e in che quantità, sotto il tracciato della Brebemi con la stessa determinazione dimostrata finora dalla magistratura – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia -. I fatti stanno dimostrando che le tranquillizzanti e frettolose dichiarazioni della Regione dello scorso anno, quando furono messi sotto sequestro i due cantieri, tradivano più che altro la volontà di arrivare a tutti costi alla realizzazione di un’opera inutile e divoratrice di suolo libero a scapito del ben più importante compito istituzionale di tutelare la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente”. Legambiente lamenta anche il prezzo da pagare per tutto questo, sia in costi ambientali e sanitari che economici, "visto che l’opera sarebbe dovuta costare 800 milioni di euro mentre oggi si sfiorano i 2,4 miliardi per la sua realizzazione".

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