Cgil e Cisl denunciano “il costoso viavai tra Brescia e Bergamo per l’Ufficio esecuzioni penali esterne”

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Con un comunicato le sigle sindacali Cgil e Cisl chiedono alle istituzioni di trovare una soluzione in merito all’Ufficio Esecuzioni Penali Esterne di Brescia e Bergamo che costringe molti dipendenti bresciani a spostarsi fino a Bergamo dove l’Amministrazione Penitenziaria ha deciso di aprire una nuova sede, staccata dalla bresciana ma dipendente da quest’ultima.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

La sede dell’ufficio è sempre stata a Brescia fin dalla sua istituzione, avvenuta alla fine degli anni ’70. Attualmente occupa 21 Assistenti Sociali e 7 Amministrativi e ha competenza sul territorio di Brescia, Bergamo e Crema.

L’ufficio collabora sia con il Tribunale di Sorveglianza, per fornire informazioni utili all’applicazione di misure alternative alla detenzione per i condannati a pena definitiva, sia con gli Istituti Penitenziari effettuando consulenza per favorire il buon esito del trattamento penitenziario.

Inoltre, nell’area penale esterna le attività di osservazione e trattamento affidate all’ufficio hanno contenuto di aiuto, assistenza e sostegno dei soggetti allo scopo di favorire e promuovere il processo rieducativo e il loro reinserimento nella società. Ciò avviene anche attraverso compiti di vigilanza e verifica del rispetto delle prescrizioni contenute nel provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Nel 2009 l’Amministrazione Penitenziaria ha deciso di aprire una sede di servizio a Bergamo, beneficiando di un locale messo a disposizione da altra amministrazione pubblica, non tenendo però in considerazione le ripercussioni sull’attività lavorativa dei dipendenti. Infatti, non essendoci un organico autonomo i dipendenti di Brescia sono obbligati a spostarsi quotidianamente a Bergamo.

La scelta di aprire questa sede risulta incomprensibile, ancora di più sia alla luce degli ultimi provvedimenti sulla riduzione della spesa sia per la notevole carenza di personale degli uffici EPE della Lombardia. Oltretutto nel corso degli anni il personale assegnato a Brescia, a seguito di trasferimenti e distacchi si è comunque ridotto.

La mancanza di volontà da parte dell’Amministrazione di trovare delle soluzioni è apparsa ancora più evidente quando a fronte dell’ultimo interpello nazionale per il personale, non sia stata inclusa la sede di Bergamo, nonostante le precedenti rassicurazioni fornite dall’Amministrazione.

Ben consapevoli dell’importanza di dare risposte immediate sul territorio all’utenza, siamo altresì consapevoli che in questo contesto di tagli di risorse e di organici, l’apertura di questa sede acuisce il problema delle spese per il Ministero, e indirettamente per i contribuenti, oltre a causare un disagio all’organizzazione del lavoro. Tutto questo per effettuare un servizio che comunque è sempre stato garantito dai medesimi operatori che si spostavano da Brescia a Bergamo sia con mezzi pubblici che con auto di servizio.

Per chiedere attenzione su questi problemi, Cisl Funzione Pubblica e Fp Cgil di Brescia hanno indetto lo stato di agitazione dei lavoratori. Tra i problemi che i sindacati chiedono di affrontare e risolvere c’è anche quello del rimborso del costo dei biglietti del treno, una spesa che l’Amministrazione fa anticipare ai dipendenti e che restituisce con diversi mesi di ritardo.

Nonostante i proclami sulla riduzione della spesa pubblica, l’Amministrazione Penitenziaria continua a volere tenere aperta una sede che è molto onerosa sia per contribuenti sia per gli stessi lavoratori.

Per questo Cisl Funzione Pubblica e Fp Cgil di Brescia stanno sostenendo i lavoratori nella loro azione di protesta e chiedono all’Amministrazione di provvedere a rendere autonoma la sede di Bergamo. Visto poi il riassetto delle Provincie, e la conferma di quelle di Brescia e Bergamo, chiedono che le carenze dell’organico di Bergamo vengano sanate con personale stabile, che potrebbe essere reperito attraverso mobilità intercompartimentale e interpello nazionale; oppure di rivedere le scelte strategiche, soprattutto quando queste diventano un aggravio per le tasche dei cittadini lavoratori.

Cisl Funzione Pubblica e Fp Cgil di Brescia non ritengono soddisfacente il tentativo di conciliazione presso la Prefettura e pertanto i lavoratori decideranno quali strumenti utilizzare per far valere la loro ragioni.

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