Rifondazione Comunista tuona contro il Governo e Regione Lombardia per la questione Mac -Iveco

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Non ci sta Rifondazione Comunista e, appoggiando in pieno la protesta dei lavoratori, richiama Governo e Regione Lombardia per la questione Mac -Iveco, sostenendo che in bilico c’è il destino dell’intero stabilimento di Brescia.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Governo nazionale e Regione Lombardia devono farsi carico della vicenda MAC – Iveco: si tratta infatti di una vicenda che non riguarda soltanto la MAC, ma i destini dell’intero dell’intero stabilimento bresciano e, in prospettiva, dell’intero gruppo Iveco. L’attuale situazione, infatti, si è determinata in base a precise scelte produttive da parte della Iveco. In ballo, quindi, non ci sono “solo” gli 85 posti di lavoro della MAC, ma tutti i 2.500 posti della Iveco di Brescia, oltre agli altri siti nazionali del Gruppo. Come Rifondazione Comunista ci associamo alla posizione dei lavoratori finalizzata a ottenere il rispetto degli accordi del 1999, del 2009 e del 2011 e gli impegni precisi, in termini di garanzie occupazionali che Mac e soprattutto Iveco hanno assunto nei loro confronti, visto che la scelta di terziarizzare il reparto stampaggio lamiere è stata una scelta di Iveco. Verrebbe in particolare smentito l’accordo del 2009, che prevedeva lo sviluppo produttivo ed occupazionale del sito Iveco, creando i presupposti per un possibile ridimensionamento delle attività e dei livelli occupazionali. Governo e Regione devono chiamare in causa il Gruppo FIAT e la sua scelta di rinunciare a definire un Piano Industriale per l’intero Gruppo: al momento l’unica attività di Marchionne riguarda esclusivamente operazioni di carattere finanziario e societario come l’impegno ad acquisire quote azionarie di Chrysler e a realizzare la fusione Fiat Industrial – CNH per farne una socieà olandese (costo di quest’ultima operaizone: 1,5 miliardi di dollari)".

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