Sarnico, inaugurati oggi 17 minialloggi per anziani

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    Diciassette minialloggi destinati alla terza età: si arricchisce così il patrimonio di case di edilizia residenziale pubblica di Sarnico grazie alla stretta collaborazione fra Comune e Aler Bergamo e al cofinanziamento di Regione Lombardia, che ha contribuito all’opera con 1,19 milioni di euro (su un costo totale di 1,7 milioni). La nuova palazzina, andata a sostituire una precedente palazzina e situata a 80 metri dal lago, gode di una vista stupenda sul Sebino ed è stata pensata secondo criteri di accessibilità (essenziale visto il tipo d’utenza) e di risparmio energetico.

    «In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo – sottolinea l’Assessore regionale alla Casa Nazzareno Giovannelli – Regione Lombardia contribuisce a rispondere alla crescente e differenziata domanda di case, con azioni concrete, strumenti innovativi, procedure trasparenti e attivando sinergie con le Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale, le Amministrazioni comunali e la Regione. Negli ultimi cinque anni in provincia di Bergamo, con il contributo regionale di 18 milioni di euro, sono stati realizzati circa 350 alloggi e altri sono in fase di realizzazione nei vari programmi attivati; in particolare nell’ambito dell’ultimo Piano di edilizia abitativa è stato approvato il finanziamento di 3,2 milioni per la realizzazione di ulteriori 38 abitazioni. Uno sforzo rilevante dal punto di vista economico, che si inserisce in un piano di lavoro più ampio per la riqualificazione dei quartieri e delle abitazioni pubbliche, a servizio delle fasce di popolazione più deboli della nostra società».

    «La nostra amministrazione – afferma Franco Dometti, Sindaco di Sarnico – si ritiene molto soddisfatta per questo lavoro compiuto a favore degli anziani di Sarnico: nel 2010, attraverso un accordo con l’Aler, si è dato il via a questo importante progetto per offrire nuove e moderne soluzioni abitative ai cittadini della cosiddetta “terza età” del nostro Comune. La palazzina di Via Monte Grappa che dagli anni ’80 ospitava i nostri anziani versava ormai in condizioni non idonee: si trattava di una struttura obsoleta tanto che l’Amministrazione ha ritenuto opportuno, oltre che conveniente, ricostruirla da nuovo anziché riqualificarla. Grazie alla nuova soluzione, sono aumentati significativamente anche gli spazi: il tutto senza costi, se non la cessione dell’area, per il Comune. I lavori sono stati eseguiti rispettando i tempi previsti, anche alla luce di alcune difficoltà tecniche rilevate in corso d’opera ed egregiamente superate. Ringraziamo Aler per l’intervento e la professionalità dimostrata nel corso dell’esecuzione dell’opera».

    «In questo progetto abbiamo investito non solo denaro, ma anche tante competenze tecniche – spiega Narno Poli, Presidente di Aler Bergamo – Si tratta infatti di un’opera a cui teniamo moltissimo, sia per la qualità della realizzazione, rifinita in ogni dettaglio, sia per la particolare destinazione, che implica accorgimenti tali da rendere questi minialloggi delle case veramente accoglienti per gli anziani». «Essendo di Sarnico sono venuta a conoscenza della necessità di sostituire la struttura esistente, ormai vetusta – aggiunge Serenella Cadei, Vice Presidente di Aler Bergamo e fautrice del progetto – Nel confronto con l’Amministrazione ci siamo resi conto che poteva essere un buon investimento per Aler, che in passato già possedeva alloggi nel Comune, poi alienati agli inquilini. Il ritorno di Aler a Sarnico risponde quindi a un’effettiva emergenza casa, che normalmente non appartiene al territorio ma che in questo caso si è manifestata chiaramente».

    L’opera ha avuto origine dalla decisione dell’Amministrazione di Sarnico, in fase di redazione del Piano Regolatore, di destinare l’area (di proprietà comunale) proprio a edilizia sociale, confermandone l’uso. Infatti il terreno non era libero, bensì già occupato da una palazzina costruita negli anni 1978-1980 e costituita da 5 alloggi destinati ad anziani. Il nuovo progetto – proposto da Aler – prevedeva l’integrale demolizione della vecchia palazzina per far posto alla nuova residenza, ultimata la quale gli alloggi disponibili sarebbero passati da 5 a 17, oltre a una sala comune pensata per incentivare la socializzazione fra gli abitanti.

    I lavori sono stati iniziati il 30 marzo 2010, con una previsione di chiusura del cantiere nel settembre 2011: lo slittamento della fine dell’opera (completata il 21 settembre scorso) è dovuto a sospensioni per il maltempo e temperature troppo rigide. Rispetto all’idea iniziale, il progetto ha subito qualche variante, ma sono stati confermati gli spazi comuni ideati per favorire l’aggregazione sono rimasti: il giardino e, soprattutto, la copertura, che è stata adibita a solarium a disposizione degli assegnatari degli alloggi. La palazzina sarà così dotata di 89 mq accessibili sia dalle scale che dall’ascensore.

    Zero barriere architettoniche

    Quella della qualità dell’intervento è una caratteristica comune a tutta l’opera, costituita da 17 bilocali (di ampiezza variabile fra i 38 e i 40 mq) distribuiti su tre piani e composti da soggiorno-spazio cottura, bagno, disimpegno, camera da letto e balcone di pertinenza. La palazzina è stata pensata proprio per i bisogni dell’utenza che ne fruirà. Infatti, gli appartamenti (tutti dotati di doppio affaccio) sono distribuiti a ballatoio, così da facilitare la socializzazione: «Nel progettare l’edificio abbiamo optato consapevolmente per una ripresa “contemporanea” delle vecchie case di ringhiera», afferma Monica Poloni, responsabile dell’Ufficio Progettazione e Direzione Lavori di Aler Bergamo. Tutte le zone dell’edificio sono visitabili da persone con handicap motorio: l’organismo abitativo è privo di barriere architettoniche, tanto che i percorsi pedonali esterni per l’accesso agli edifici sono raccordati con pendenze pari al 7%: perfetti per chi ha difficoltà a muoversi o è costretto in carrozzina.

    Risparmio energetico e materiali ecocompatibili

    La qualità di intervento traspare anche dalla scelta dei materiali: «Sono ecocompatibili e, alla vista, sono caldi, accoglienti», afferma Poloni. E infatti c’è tanto legno, in linea con un rinnovato gusto per la natura e, soprattutto, con le esigenze di risparmio energetico. Finalità, quella della razionalizzazione delle risorse, che ha improntato tutta la realizzazione dell’edificio, che soddisfa almeno il 50% del proprio fabbisogno annuo di energia per riscaldare l’acqua attraverso l’impiego di impianti solari termici presenti sul tetto. Inoltre, l’edificio è protetto da un “cappotto” fatto di materiale isolante onde ridurre la dispersione di calore e quindi consentire un minore utilizzo degli impianti di riscaldamento. Rispetto dell’ambiente, quindi, ma al contempo risparmio sul portafoglio: «Anche questo è un accorgimento importante, vista la destinazione degli appartamenti – dice il Presidente Poli – Oltre a dare una casa, vogliamo consentire a chi ci abiterà di dover spendere il meno possibile quanto a utenze: il borsellino dei pensionati è sempre meno pieno, quindi bisogna stare attenti a non alleggerirlo ulteriormente».

     

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