In città un bimbo dell’asilo su cinque è di origine straniera

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Secondo quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (A.Ge.S.C.), sulla base dei dati MIUR e dell’Ufficio Scolastico Regionale, nell’anno scolastico 2011/12 sono stati 854 gli alunni di cittadinanza non italiana della scuola materna paritaria non statale a Brescia città, oltre il 20% del totale dei bambini degli asili non statali cittadini (4.098). In provincia di Brescia nel periodo 2011/12 – 2010/11 si è registrato un incremento del 18% (+502 alunni) nelle iscrizioni di bambini stranieri nel segmento infanzia della scuola non statale. A livello provinciale, la quota di alunni stranieri nella scuola materna non statale è stata del 14% (3.262 unità), dato che fa attestare, dal punto di vista della quota allievi stranieri nel segmento infanzia della scuola paritaria, la provincia di Brescia al secondo posto in Lombardia, dopo quella di Cremona (18%, 689 alunni), sensibilmente al di sopra del dato regionale medio di incidenza degli allievi non italiani nella materna paritaria (11%, 17.852).

Nelle singole provincie lombarde gli alunni stranieri negli asili non statali risultano così distribuiti: Milano 7.408 (41,4%); Brescia 3.262 (18,2%); Bergamo 2.705 (15,1%); Varese 1.411 (7,9%); Como 642 (3,5%); Cremona 689 (3,8%); Lecco 596 (3,3%); Pavia 541 (3%); Lodi 310 (1,7%; Mantova 211 (1,2%); Sondrio 77 (0,4%). Di seguito la percentuale di bambini stranieri negli asili privati delle provincie lombarde: Cremona 17,8%, Brescia 13,8%; Milano 11,8%; Pavia 11,5%; Bergamo 11,5%;Lodi 9,9%; Lecco 8,9%; Mantova 8,8%; Varese 8,2%; Como 6,2% Sondrio 4,2%.

Come numero di alunni stranieri presenti nella scuola paritaria di ogni ordine e grado nel 2011/12, con 3.422 presenze, pari a un peso a livello regionale del 17%, la provincia di Brescia si colloca, dopo quella di Milano (8.567 alunni), in testa alle altre provincie, seguita da quella di Bergamo con 2.876 alunni stranieri nella scuola non statale complessivamente considerata. Nelle altre provincie lombarde la presenza di allievi non italiani nella scuola paritaria, in tutti i suoi livelli (dalla materna alla media superiore), nel 2011/12 è la seguente: Varese 1.643 (8,26% sul totale regionale), Como 789 (3,97%), Cremona 719 (3,62%), Lecco 636 ( 3,20%), Pavia 599 ( 3,01%), Lodi 323 (1,62%), Mantova 236 (1,19%), Sondrio 77 (0,39%). Nello stesso anno il totale Lombardia di alunni stranieri nella scuola paritaria di ogni grado è pari a 19.887 unità, cioè il 7,62% del totale degli alunni della scuola non statale.

In Brescia città la scuola dell’infanzia non statale assorbe ben il 90% degli alunni non italiani della scuola paritaria di ogni ordine e grado, dato che sale al 95% nell’intera provincia. Nelle scuole materne paritarie di tutta la provincia bresciana l’incremento delle presenze straniere tra il 2011/12 e il 2010/11 è stato del 18% (502 allievi), mentre è del 14% l’aumento di alunni non italiani nella scuola paritaria considerata in ogni ordine e grado in provincia di Brescia. L’incremento degli alunni stranieri, nella scuola non statale in ogni grado a livello provinciale, è stato nei due anni del 14,52% (434 alunni, data la fuoriuscita di 84 allievi stranieri). Nel segmento della scuola paritaria secondaria di primo grado, in provincia la variazione è stata pari a + 39%.

I dati, contenuti nello studio sulla scuola paritaria in provincia di Brescia e Lombardia realizzato dall’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (A.Ge.S.C.), su base MIUR e Ufficio Scolastico Regionale, sono emersi nel corso del convegno “Quale futuro per la scuola paritaria”, promosso dall’Associazione e svoltosi stamane a Brescia nella sede della Scuola Santa Dorotea.

“La scuola paritaria bresciana – ha voluto sottolineare il Presidente di A.Ge.S.C. Roberto Gontero nel suo intervento ai lavori – costituisce un modello di inclusività sociale, dove i ragazzi non italiani trovano un contesto ricettivo, che integra le diversità dei paradigmi culturali di provenienza. Brescia – ha aggiunto Gontero – viene così a costituire un polo di eccellenza nell’ambito della stessa Lombardia, contribuendo a sfatare il pregiudizio ideologico secondo il quale la scuola non statale è luogo di discriminazione sociale”.

Nonostante la crisi, emerge dallo studio di A.Ge.S.C. condotto sui dati del Ministero dell’Istruzione, la scuola paritaria di ogni grado in provincia di Brescia ha fatto registrare un aumento, anche se contenuto, degli iscritti (+0,56%, pari a 194 allievi in più in ingresso) tra il 2011/12 e il 2010/11. Anche in Brescia città si è registrato un dato di sostanziale tenuta del sistema paritario (- 0,17%).

L’incontro è stato anche l’occasione per valutare il peso della scuola non statale bresciana di ogni ordine e grado a livello regionale. Con 34.911 alunni (stranieri e italiani), il 13,37% degli allievi delle scuole paritarie lombarde, Brescia è la terza provincia a livello regionale per numero di alunni (dall’infanzia alla media superiore) delle scuole non statali, preceduta da Milano (110.974 alunni, il 42,51% degli studenti delle paritarie regionali) e Bergamo (37.148, il 14,23%). Gli alunni lombardi nelle altre provincie sono così distribuiti: Varese 26.964 (10,33%), Como 16.584 (6,35%), Lecco 10.836 (4,15%), Pavia 7.604 (2,91%), Cremona 6.192 (2,37%), Lodi 4.612 (1,77%), Mantova 3.151 (1,21%), Sondrio 2.098 ( 0,80%). In Lombardia il totale alunni della scuola paritaria di ogni livello è pari a 261.074 unità, il 18,74% della popolazione scolastica (Fonte: MIUR, elaborazione A.Ge.S.C.)

Nella provincia bresciana la quota degli alunni delle scuole paritarie di ogni livello sul totale della popolazione scolastica (alunni delle statali e delle paritarie) è del 18%, in linea con la media regionale, ma sensibilmente superiore alla media nazionale (11%). Dal punto di vista del numero degli istituti, in territorio bresciano si contano 375 scuole non statali, 142 in più rispetto al numero medio di istituti paritari per provincia in Lombardia (233). Su scala regionale, per numero di strutture del sistema paritario, Brescia incide in ragione del 14%, collocandosi dopo Milano (910 scuole) e prima di Bergamo (344).

Con i rappresentanti di A.Ge.S.C., il Presidente nazionale Roberto Gontero, il Presidente regionale Giampiera Nova, il Presidente provinciale Sirio Bellini e il membro del Consiglio esecutivo nazionale Gianni Forlani, si sono confrontati sulle prospettive del sistema paritario bresciano anche Don Daniele Saottini, Direttore dell’Ufficio scuola della Diocesi, Madre Assunta Tonini, Provinciale delle Suore Maestre di Santa Dorotea, e Mariarosa Raimondi, Dirigente scolastico provinciale. Suor Alba Comolatti, Delegata provinciale F.I.D.A.E. (Federazione Istituti Attività Educative) ha concluso l’incontro.

La ricerca di A.Ge.S.C., sulla base dei dati dell’Assessorato Istruzione, Formazione Lavoro di Regione Lombardia, ha fatto anche il punto sul comparto del sistema paritario costituito dai corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) gestiti dai Centri accreditati presso la Regione. L’anno formativo 2012/13 in provincia di Brescia ha fatto registrare, rispetto al 2010/11, un incremento del 22% (+ 1.265 iscritti) degli iscritti ai corsi triennali gestiti dai Centri di Formazione Professionale (CFP). Nel bresciano si registrano 6.971 allievi di questa tipologia di corsi (il 17,46% a livello regionale), che posizionano Brescia in Lombardia al secondo posto dopo la provincia di Milano (9.975 iscritti, il 24,98% del totale regionale) e prima di Bergamo (5.448, il 13,64%). Gli studenti dei corsi professionali triennali sono risultati così distribuiti nelle altre provincie: Varese 3.501 alunni (8,77%), Monza-Brianza 3.086 (7,73%), Como 2.964 (7,42%), Mantova 2.037 (5,10%), Pavia 1.778 (4,45%), Cremona 1.489 (3,73%), Lecco 1.351 (3,38%), Lodi 882 (2,21%), Sondrio 454 (1,14%). In Lombardia il totale degli allievi dei corsi triennali dei Centri di Formazione Professionale sono 39.936 (+20% 2012/13 vs 2010/11).

Gli allievi del triennio dei Centri di Formazione Professionale in provincia di Brescia nell’anno 2012/13 risultano iscritti ai seguenti percorsi di qualifica: operatore del benessere 1.347 alunni (20,3%), operatore elettrico 1.185 (17,85%), riparazione di veicoli a motore 870 (13,11%), meccanica 824 (12,42%), ristorazione 655 (9,87%), amministrazione segretariale 537 (8,09%), agricoltura 215 (3,24%), trasformazione agroalimentare 214 ( 3,22%), servizi di vendita 211 (3,18%), edilizia 155 (2,34%), grafica 149 (2,24%), abbigliamento 69 (1,04%), impianti termoidraulici 66 (0,99%), elettronica 49 (0,74%), lavorazioni artistiche 46 (0,69%), servizi di promozione e accoglienza 37 (0,56%), operatore del legno 8 (0,12%).

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