Fenomeno bracconaggio: nel bresciano ancora molto presente

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I volontari della Lac, in collaborazione con il Cabs (Committee against bird slaughter) hanno sequestrato 1675 tagliole e 110 reti nelle valli bresciane che venivano utilizzate per gravi operazioni di bracconaggio su specie protette. La Lac, come scrive il Corriere, accusa le istituzioni del mancato intervento a Capovalle, dove nel roccolo di Monte Manos, viene promossa la "festa della Madonna del bracconiere". 

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UN COMMENTO

  1. nelle città aumentano i furtarelli ai super per necessità,..nelle valli si arrangiano diversamente!!invece di rubare un pacchetto di bistecche,mettono 5 uccellini nel (padilì col boter e salvia)!!!!

  2. Girando per i boschi vedere un animale e’ ormai un colpo di fortuna; al massimo capita di incontrare un fagiano rimbambito appena mollato per essere sparato dopo pochi giorni.
    Ma perchè insistere ancora ad ammazzare per "sport" tutto cio’ che si muove e che è patrimonio di tutti e non solo di chi si "diverte in modo sano ed ambientalista" a riempire di piombo l’ambiente ?
    Rivoglio un ambiente naturale "vivo" ed integro .

  3. dipende in che boschi vai,e che animali vorresti vedere????OPPURE VORRESTI TROVARTI A 4OCCHI CON QUALCHE CINGHIALONA????(GRAN DE ESPERIMENTO DEGLI AMBIENTALISTI….I CINGHIALI!!!)

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