Brebemi: Autostrade per l’Italia dice no alla chiusura del casello di Brescia Ovest

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La chiusura del casello di Brescia Ovest, prospettata dall’assessore provinciale ai Lavori pubblici Maria Teresa Vivaldini, non s’ha da fare secondo Autostrade per l’Italia. Come riporta il Bresciaoggi la società autostradale concessionaria della A4 Brescia-Milano fa sapere che "l’ipotesi della possibile prolungata chiusura del casello di Brescia ovest durante i lavori di riqualifica della tangenziale di Brescia è destituita di fondamento". In pratica sì ad evitare strettorie pericolose, imbottigliamento e traffico disagiato, ma no al casello chiuso. Il tavolo delle trattative tra istituzioni e società è in corso. 

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  1. Per una infrastruttura che dovrebbe quantomeno farsi accettare dal territorio in cui transita le modalità con cui vengono decise le modifiche alla viabilità esistente, anche se in taluni casi temporanee, dovrebbero essere concordate e condivise. Troppo spesso, invece, appellandosi alla pubblica utilità dell’opera si sono fatte evidenti forzature nei confronti degli enti locali che non sono il miglior modo di procedere. Dall’individuazione di aree di cantiere alla definizione degli accessi carrai alle stesse, dal posizionamento di impianti (frantumatori ecc) alla chiusura di interi tratti di strade comunali, dall’uso di strade comunali per il transito di mezzi di cantiere alla realizzazione di bretelle sostitutive in cui sarebbe interessante verificare gli estremi di collaudo. E potrei continuare. Nel caso specifico si sta lamentando una società privata. Scommettiamo che se essa arrivasse a minacciare cause legali per i mancati introiti dovuti a minori pedaggi (un automobilista diretto in A4 verso il casello di Brescia Ovest, sapendo dell’impossibilità di usare questa uscita forse sceglierebbe l’uscita di Ospitaletto preferendo pagare di meno il pedaggio rispetto a un’uscita a Brescia Centro allungando il tratto autostradale percorso) forse una soluzione salterà fuori?
    Sarebbe auspicabile una modalità di VERA condivisione con il territorio. O tutte le realtà locali che in questi 3 anni e mezzo di cantieri si sono lamentate sono popolate da pericolosi ed estremisti amministratori ambientalisti?

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