Imprenditori edili vittime di estorsione anche nel bresciano

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia, al termine di una serrata attività investigativa,  hanno eseguito  in diverse province della Regione Lombardia, 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere  nei confronti di soggetti di origini calabrese responsabili a di porto abusivo di armi ed estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brescia e della Compagnia di Chiari, ha permesso di accertare la presenza di un gruppo di persone che, pur non operando in forma associata, ma attraverso contatti con la criminalità organizzata, in particolar modo residenti in Calabria, attuava estorsioni , attraverso reiterate minacce verbali ed anche percosse, ai danni di imprenditori operanti nel settore edile, perpetrate sotto la forma del “recupero crediti". Tra i progetti malavitosi anche il "sequestro lampo" di un professionista, sempre a fine estorsivi, fortunatamente non realizzato. Gli arrestati erano in possesso di armi da fuoco che hanno reso possibile accertare lo spessore criminale degli arrestati, alcuni dei quali già condannati per associazione a delinquere di tipo mafioso. Numerose le perquisizioni domiciliari effettuate in tutta la Regione.

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UN COMMENTO

  1. C’è dell’altro. Il cemento ed i business collegati sono stati negli ultimi dieci anni, in Lombardia e a Brescia, uno dei terreni più fertili per le infiltrazioni della malavita organizzata e per il riciclaggio di denaro sporco offerto come "finanziamento di terzi". Se questo denaro o resta troppo a lungo improduttivo o non viene restituito con gli interessi, scatta il "recupero crediti". Questa è la dura realtà e forse, anche il sistema delle imprese di quel settore e tante amministrazioni pubbliche "dal cemento facile" dovrebbero recitare un bel mea culpa sull’affarismo connivente, o spesso sommerso, senza regole e senza scrupoli.

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