Riva dell’Ilva premiati da Assocamuna. Il caso sollevato da Bsnews.it diventa nazionale

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La cronaca di Bsnews.it arriva sui quotidiani nazionali. La notizia dei Riva dell’Ilva indagati a Taranto e premiati come imprenditori dell’anno da Assocamuna (qui il testo dell’articolo) – data in anteprima dal nostro quotidiano on line due giorni fa – ha catturato l’attenzione dei media italiani. Tra i tanti che citano Bsnews.it troviamo Linkiesta.it, Il fatto quotidiano, Corriere della sera e Unità. Oltre, ovviamente, a diversi quotidiani locali bresciani e non.  

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  1. Sinceramente non so cosa dire riguardo alla decisione di Assocamuna di premiare la famiglia Riva; è disarmante l’assegnazione di quel premio, ma ancora più allucinante è la difesa da parte del cofondatore dell’Associazione Luigi Buzzi; forse vive in una realtà parallela alla nostra.
    La Vallecamonica è diventata la barzelletta d’Italia, i complimenti ad i fautori dell’opera.
    Invito il popolo camuno a dissociarsi ed esprimersi di fronte a questo, di destarsi da quel torpore che lo avvolge e di sciogliere le funi con il quale la destra e la lega lo han tenuto imprigionato fino ad ora con false promesse ed illusioni di rosei futuri !

  2. PER CAMUNO)di fame non muore nessuno oggigiorno,…ma di cancro solo nella mia famiglia di operai metalmeccanici 2!!!!uno di 34 e l’ALTRO di 20!!!quindi……… ..

  3. nes,che non muoia di fame nessuno,mi permetta di avere dei dubbi…………che poi il premio sia stato dato a persone non meritevoli,io aspeto con tranquillita’ la chisura delle indagini e dei processi,e mi creda,di cancro non muoiono solo i metalmeccanici

  4. Certi commenti la dicono tutta sul livello culturale di bassa lega che giustificherebbe il lavoro e la pagnotta con l’eventualità di coprire le responsabilità oggettive di certi datori di lavoro che, pur di infrangere le regole, camuffare le carte pur di arricchirsi in modo modo squallido, sarebbero disposti a tutto. Me li ricordo certi altri commenti a proposito del rischio del proprio denaro che farebbero gli imprenditori, mentre gli operai non ci perderebbero nulla. Invece, nel caso dell’ILVA, come di altre aziende, vedi Caffaro, gli operai non solo hanno quotidianamente messo in gioco la propria vita, ma hanno visto anche ridursi le aspettative di salute dei loro familiari e di una intera città. I padroni delle ferriere, invece, risparmiando sull’obbligo di mettere in sicurezza la loro azienda si sono intascati 3,5 miliardi di euro (7.000 miliardi delle vecchie lire) facendoli sparire in qualche paradiso fiscale che, vista la consistenza del denaro non avrà certo avuto difficoltà ad ospitarlo, in attesa di eventuali scudi fiscali. Domanda: perchè in Italia ciò è possibile, mentre in altri paesi europei, dove la produzione dell’acciaio è altrettanto importante, le acciaierie sono sotto ferreo controllo delle leggi di tutela della salute oltre che fiscali? Perchè in Italia ci sono sempre coloro che sono pronti a giustificare queste disumane illegalità? Perchè non è possibile pensare che anche per noi il profitto si possa coniugare con il diritto alla vita? Questi imprenditori non possono anche loro pensare di poter vivere senza dover lucrare spropositatamente sulla pelle degli altri? Ci può essere o non ci può essere un limite all’arbitrio ed alle schifezze umane? Io credo che questo sia possibile se il Governo è l’emanazione dello Stato di diritto e non di uno Stato fatto ad immagine e somiglianza dei più forti e scellerati!!

  5. In tutto questo mettiamoci che il signor bersani ha preso Euro 98.000 dal signor Riva per la sua campagna per le primarie. Poi i piddini vengono qui a fare le prediche sconclusionate come quella appena sotto.

  6. Poveri diavoli sono e rimarranno i disperati amiccanti degli inquinatori di stato. Questo dovrebbe essere il giusto commento per coloro che subdolamente ed in modo altrettanto squallido e meschino continuano a voler coprire quel genere di personaggi che definirli appartenenti al genere umano costa davvero tanta fatica. D’altro canto che dire di un paese dove la frode e l’evasione fiscale sono la quotidianità. Per fortuna che sono e rimarranno una minoranza, seppur pericolosa, ma tale!

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