Riconoscimento a Riva, Assocamuna si difende: premiato solo perché ha investito nella valle

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    Continua a far discutere la decisione di Assocamuna – anticipata da Bsnews.it e ripresa da diversi quotidiani locali e nazionali – di attribuire il premio di imprenditore dell’anno alla famiglia Riva, indagata a Taranto per il caso Ilva. In particolare il sodalizio che raccoglie gli imprenditori della valle, con una nota, prende le distanze da “interviste non autorizzate” (sic) rilasciate da alcuni associati, che “rappresentano un parere personale e non condiviso con l’associazione imprenditoriale” e cerca di ricondurre l’iniziativa nell’ambito locale.

    “Il premio”, si legge nel comunicato, “è solo uno dei dodici attribuiti quest’anno e ha un valore simbolico in merito all’operato di un imprenditore e/o un’impresa sul territorio della Valle Camonica. Con tale premio Assocamuna attribuisce a Emilio Riva un riconoscimento per aver investito sul territorio della Valle Camonica dando occupazione a circa 600 famiglie e creando un importante indotto economico per numerose altre realtà imprenditoriali locali. Tale premio”, continua la nota dell’associazione guidata da Fabio Bianchi, “va contestualizzato al territorio della Valle Camonica e non deve essere in alcun modo associato alle vicende nazionali che coinvolgono la Famiglia Riva”.

    Dunque, nessuna polemica con la magistratura (almeno da parte dei vertici dell’associazione, visto che tra gli associati qualcuno la pensa in maniera un po’ diversa) perché “Assocamuna non intende in nessun modo giudicare l’operato della magistratura, ribadendo massima fiducia nell’attività dei magistrati e non è volontà dell’associazione sottovalutare quanto sta accadendo presso lo stabilimento di Taranto che vede coinvolti gli abitanti e i lavoratori della zona, bensì esprime loro solidarietà”. “Il riconoscimento”, conclude la nota, “non vuole essere in alcun modo elemento di giudizio rispetto alla situazione dell’Ilva di Taranto in merito alla quale sarà doveroso compito della magistratura garantire giustizia, individuando le responsabilità di ciascun soggetto coinvolto”.

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    1. Quanto fatto da Assocamuna è inaccettabile! Far passare l’idea che, perchè i Riva hanno portato lavoro sia possibile per certi datori di lavoro infrangere le regole, camuffare le carte pur di arricchirsi in modo squallido, cioè, essere disposti a tutto. Me li ricordo certi altri commenti a proposito del rischio del proprio denaro che farebbero gli imprenditori, mentre gli operai non ci perderebbero nulla. Invece, nel caso dell’ILVA, come di altre aziende, vedi Caffaro, gli operai non solo hanno quotidianamente messo in gioco la propria vita, ma hanno visto anche ridursi le aspettative di salute dei loro familiari e di una intera città. I padroni delle ferriere, invece, risparmiando sull’obbligo di mettere in sicurezza la loro azienda si sono intascati 3,5 miliardi di euro (7.000 miliardi delle vecchie lire) facendoli sparire in qualche paradiso fiscale che, vista la consistenza del denaro non avrà certo avuto difficoltà ad ospitarlo, in attesa di eventuali scudi fiscali. Domanda: perchè in Italia ciò è possibile, mentre in altri paesi europei, dove la produzione dell’acciaio è altrettanto importante, le acciaierie sono sotto ferreo controllo delle leggi di tutela della salute oltre che fiscali? Perchè in Italia ci sono sempre coloro che sono pronti a giustificare queste disumane illegalità? Perchè non è possibile pensare che anche per noi il profitto si possa coniugare con il diritto alla vita? Questi imprenditori non possono anche loro pensare di poter vivere senza dover lucrare spropositatamente sulla pelle degli altri? Ci può essere o non ci può essere un limite all’arbitrio ed alle schifezze umane? Io credo che questo sia possibile se il Governo è l’emanazione dello Stato di diritto e non di uno Stato fatto ad immagine e somiglianza dei più forti e scellerati!!

    2. Sbaglio o questa predicozza l’avevi già postata?….capisco che il numero di neuroni è quello che è ma almeno variare un attimo i concetti di tanto in tanto non fa male. Comunque ti saluta Pierluigi Bersani con i 98.000 euro presi da Riva personalmente per la sua attività politica.Mi raccomando, vallo a votare domani!

    3. Certo, quindi secondo questi personaggi, se Toto Riina avesse aperto una azienda in questo schifo di valle, sarebbe stato un benefattore e grande uomo, poco importa se i fondi per farlo sono frutto di omicidi, rapine,estorsioni,st ragi…

    4. Certo, quindi secondo questi personaggi, se Toto Riina avesse aperto una azienda in questo schifo di valle, sarebbe stato un benefattore e grande uomo, poco importa se i fondi per farlo sono frutto di omicidi, rapine,estorsioni,st ragi…

    5. Sbaglio o sei quello della solita sciocchezza giustificazionista che vale solo 4 righe di neuroni? Del resto che c’è da aspettarsi per chi ripete all’ossessione 98.000,98,000, 98,000. Poi, per farti provare ancora un po’ più di rabbia, devi sapere che personalmente di Bersani me ne può importare come a te non può, invece, non importare il fatto di essere un succube dei padroni delle ferriere oltre che un prodigo prono verso quel genere umano disposto a mettere a rischio la salute dei cittadini e una sincera predilezione all’evasione dei capitali. Ciò detto, immagino che tu non necessariamente appartenga a quest’ultima categoria di privilegiati, ma di quelle persone a cui piace il solo profumo del denaro altrui. Beato te che ti accontenti di così poco della vita di servo utile!!!

    6. Se questi sono la classe imprenditoriale che deve far ripartire la Vallecamonica,in fondo ancora quelli della "facciamo la nostra provincia" e dei" padroni a casa nostra",da camuno doc da svariate generazioni,dico,com e cantava Bobby Solo"non c’è più niente da fare".POVERA VALLE!!!!!

    7. Non solo 98mila euro dai Riva a Bersani. Anche Enrico Letta, Nichi Vendola, Massimo D’Alema
      Nicola Latorre e Paolo Gentiloni hanno ricevuto contributi da persone finite nei guai con la giustizia

    8. Ilva, pm in chiesa a caccia di tangenti: indagato un altro big del Pd
      Nei verbali contraddizioni e sorprese. Adesso è finito nei guai anche Florido(pd), il presidente della Provincia

    9. Gli amici di Ilva poterebbero in un primo momento sembrare i fans di una nota cantante della musica leggera italiana ed, invece, si tratta dei seguaci di Assocamuna, cioè, di quella famiglia Riva che è salita alle cronache nazionali per essere il residuato di quel sciagurato capitalismo italiano che senza regole, ha contribuito pesantemente a nuocere alle sorti ambientali da nord a sud del "bel paese". Non solo ha prodotto una situazione di una inaudita gravità, ma arricchendosi grazie ai risparmi accumulati senza dover mettere in sicurezza le proprie aziende ha messo in serio in pericolo la salute dei propri dipendenti e della popolazione di Taranto, trasformandola in tragedia sociale. Ora si apprende che hanno fatto pure sparire illegalmente, si presume nelle banche di qualche paese compiacente all’evasione fiscale, 3,5 miliardi di euro. Ed è in questo contesto che si inserisce l’inaccettabile premio che questa associazione industriale camuna ha deciso di assegnare e che sembra trovare qualche consenso anche fra i commentatori di questo giornale che, pur di volerne giustificare le gesta portano ad esempio le squallide elargizioni di questa azienda ad una parte del mondo della politica che, anche a sinistra, si è trovata compiacente. Come se questo modo di fare possa poter giustificare simili schifezze che, per le persone per bene, invece, dovrebbero rappresentare uno dei tanti mali che questo paese si trova a dover fare i conti, ora più che mai, in momenti di crisi con la necessità di non dover buttar via denaro pubblico per dover risanare l’ambiente e proteggere la salute della popolazione che vive ai margini di queste "azienda pericolosa"! Forse dovrebbero riflettere più seriamente questi protettori dell’inquinamento a come in altri paesi, come appunto la Germania, le grandi industrie continuino a produrre acciaio senza però trasformarne la lavorazione in un pericolo grave per la salute e le sorti dell’ambiente perchè di simili schifezze non si è più decisi a tollerarne.

    10. Se Assocamuna avesse trovato una qualsiasi altra spiegazione per giustificare la sua scelta, sarebbe stato molto meglio. Sarebbe bastato che dicesse che avevano iniziato le procedure molto tempo prima, ed avremmo fatto finta di crederci. Sarebbe bastato che dicesse che in Valle Camonica non arrivano i giornali, ed avremmo fatto finta di crederci. Sarebbe bastato che dicesse che i Camuni non guardano la televisione, e ci avremmo creduto, ed anzi li avremmo anche apprezzati. Ma così no, proprio non va, e la pezza è peggiore dello strappo. Dire che il riconoscimento va contestualizzato rispetto alla Valle Camonica è assurdo per due ragioni. La prima è che la Valle Camonica non è l’ombelico del mondo, per cui è esonerata anche dal buon senso. La seconda è che la Valle Camonica non può essere decontestualizzata rispetto all’Italia. Se pensasse questo, Assocamuna finirebbe per dare una spiegazione al declino della Valle. Rimane la "giustificazione" dell’investimento in Valle. Qualcuno ha già detto di Riina, ma va detto, su un piano più generale, che non tutto può essere giustificato con i posti di lavoro e con il denaro. Perchè i posti di lavoro non possono costituire un vero e proprio "ricatto occupazionale", e perchè il denaro non può giustificare tutto. Altrimenti, su questa strada, si finisce anche per giustificare Giuda ed i suoi trenta denari.

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