Se anche l’Aib facesse le primarie? (NUOVE OPINIONI)

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Cambiamento, innovazione, modernizzazione, rottamazione, ringiovanimento, equilibrio. Sono state queste, assieme a molte altre, le parole d’ordine della recente battaglia in casa Pd con le primarie. Al di là dell’esito, il partito democratico ha portato a casa due risultati ed un corollario. I due risultati sono l’esempio di democrazia vera, praticata e concreta, ed il contrasto all’antipolitica con una iniziative di reale coinvolgimento degli elettori, e non soltanto del Pd. Come risultato immediato, il Pd è schizzato dal 30 ad oltre il 34% nei sondaggi commissionati da La7 e resi noti lunedì 3. Perché non generalizzare il metodo, e non solo tra i partiti? Le Organizzazioni di rappresentanza, per esempio, non stanno molto meglio, sotto il profilo dello scollamento tra vertice e base, sempre più distante e sempre meno coinvolta, anche nelle fasi più importanti e delicate, come la scelta del presidente. In Aib, l’associazione degli industriali bresciani, ad esempio, il sistema di scelta, è basato su una sorta di “successione”, per cui il nuovo presidente è scelto dal vecchio establishment, ed è scelto nell’ambito del suo gruppo ristretto, dell’oligarchia del presidente. Fece eccezione Lucchini, e fu un successo, sia sul piano della rappresentanza, sia sul piano del peso politico. A Brescia si aprirà, nei prossimi giorni, la procedura per la successione a Giancarlo Dallera, che si concluderà formalmente a maggio, ma nella sostanza molto prima. Come funzionerà? Come settant’anni fa (di prima non si hanno notizie certe), con la Giunta che approva la proposta del presidente uscente per la nomina dei “saggi” (i presidenti passati ne fanno parte di diritto) che devono sondare la base ma che, inevitabilmente finiscono per indirizzarla sempre sull’”usato sicuro”.

Quando c’erano gli Agnelli, i Merloni, i Pininfarina, i Carli, oppure, a Brescia, i Lucchini, i Wührer, i Carpani Glisenti, i Tassara, il metodo reggeva. Adesso non più, un po’ perché di siffatti imprenditori ne restano pochini, un po’ perché quei pochini rimasti stanno alla larga da un sistema che non vivono più, che non sentono più come loro espressione, che lasciano alle seconde e terze linee. Perché, allora, non consentire ad imprenditorialità nuove, con visioni moderne, interessanti, anche se diverse rispetto al “gruppo di comando”, di proporsi alla guida delle associazioni di rappresentanza, con idee nuove, adeguate ai tempi che cambiano, che propizino un diverso approccio alla tutela degli imprenditori? Idee nuove che sostengano le ragioni dell’impresa moderna, internazionalizzata, competitiva, piuttosto che la tutela di ciò che non esiste più, o quasi? Faccia le primarie anche l’AIB, le faccia online, consentendo a tutti gli imprenditori di candidarsi, consentendo a tutti gli imprenditori di candidarne altri, tra quelli che conoscono, e che giudicano possano essere dei buoni rappresentanti dei loro interessi? Ovviamente, poi si voterà, come è ovvio, ma su una platea ampia, non su designazioni calate dall’alto, che rischiano di perpetuare un sistema imbalsamato, che non serve a nessuno, se non agli addetti ai lavori. Proprio mentre servirebbe di più, in una fase in cui l’impresa va tutelata, per noi tutti e per quelli che verranno dopo di noi. bsnews.it lancia la proposta ed apre il dibattito, con l’intento di collaborare per aiutare Brescia a crescere sempre di più e sempre meglio.

Giorgio Costa

Direttore Bsnews.it / 12 Mesi  

LE OPINIONI RICEVUTE E RACCOLTE DA BSNEWS.IT

10.12.2012 

EMILIO DEL BONO (candidato sindaco Pd)

Una proposta di apertura interessante

“Trovo la proposta lanciata da Bsnews.it interessante, perché apre l’Associazione industriali bresciani all’ipotesi di un contributo più largo nella scelta del presidente. Di certo il dibattito su questa proposta può far bene”. 

STEFANO SAGLIA (deputato Pdl, ex sottosegretario)

Ogni nuovo strumento è utile rispetto a riti del passato oggi non riponibili

“Il mio partito non è riuscito a fare le primarie, è difficile dare consigli ad altri su questo argomento. Anche se credo di essere sempre stato uno degli interlocutori più attenti di Aib. Il tempo che stiamo vivendo, comunque, consiglia a tutti di mettere in campo strumenti nuovi per facilitare la partecipazione. Questo vale per i partiti, ma anche per le organizzazioni di categoria, che hanno bisogno di una maggiore legittimazione da parte della base. Qualsiasi strumento Aib deciderà – nella sua autonomia – di adottare a questo fine sarà utile rispetto a riti del passato che oggi non sono più proponibili” 

08.12.2012  

ETTORE PRANDINI (presidente di Coldiretti Lombardia)

Sono uno strumeto utile, poi bisogna valutare di caso in caso

“Le primarie sono uno strumento utile per dare voce alla base, e quindi non posso che vedere favorevolmente la proposta. Ovviamente vanno definite prima regole chiare. Ed è necessario valutare di caso in caso se e come questo metodo possa essere applicato per Aib come per altre realtà rappresentative come la nostra o Camera di commercio”.

GIANMARCO QUADRINI (consigliere regionale, segretario provinciale Udc)

Meglio una lista di nomi tra cui gli imprenditori possano scegliere

“Oggi si invocano le primarie per tutto, ma non sono convinto che queste siano il metodo migliore per garantire la rappresentatività, tanto più in un’associazione di categoria. Per essere efficaci, comunque, le primarie andrebbero aperte davvero a tutti come avviene altrove, e così non è accaduto con quelle del Pd. Io francamente preferisco il metodo delle preferenze. E anche per Aib vedrei meglio l’ipotesi di una lista in cui gli associati scelgano i nomi a loro più graditi”. 

07.12.2012 

ATTILIO CAMOZZI (presidente gruppo Camozzi) 

Un mezzo utile per tastare il polso della base degli imprenditori

“Primarie anche per le associazioni imprenditoriali? Pur non essendo iscritto all’Aib nè ad altre organizzazioni, e pur non pretendendo di insegnare il mestiere a nessuno, sul piano del metodo le elezioni primarie per la scelta del presidente possono essere, se ben gestite, uno strumento di designazione democratica utile per ‘tastare il polso’ della base degli imprenditori: un mezzo, insomma, che si può affiancare al tradizionale sondaggio dei saggi intercettando al meglio la volontà degli iscritti all’associazione e superando così le tendenze conservatrici insite in qualunque apparato istituzionale, sia politico che professionale”.

ALDO REBECCHI (ex deputato, Pd)

Decidano loro, ma sarebbe una svolta significativa

“Le primarie sono un metodo molto democratico per scegliere i propri rappresentanti e non vedrei nulla di strano nel fatto che anche Aib lo utilizzasse. Si tratta di una questione che riguarda gli imprenditori, dovranno essere loro a decidere in autonomia. Ma questa svolta sarebbe davvero significativa”. 

06.12.2012 

DAMIANO GALLETTI (segretario provinciale Cgil)

Un metodo che interessa anche noi, a patto che votino gli iscritti

“Per garantire la rappresentatività noi oggi utilizziamo i congressi, che eleggono i delegati e, tramite questi, i segretari. Non trovo nulla di negativo nell’ipotesi che le associazioni mettano in campo un meccanismo come le primarie. Purché – non parlando di un partito – il diritto di voto rimanga riservato agli associati o agli iscritti. Con questa premessa le primarie diventano una forma di partecipazione e coinvolgimento che potrebbe interessare anche noi”.

CARLO MASSOLETTI (presidente di Ascom)

Non è facile traslare le primarie dalla politica alle associazioni

“Non credo sia facile traslare il meccanismo delle primarie dalla politica ad altri ambienti, come quelli associativi. Il presidente di un’associazione di categoria non viene eletto, ma nominato dagli aderenti dell’associazione attraverso meccanismi sanciti dagli statuti, che concorrono al fatto che questa figura rappresenti un momento di sintesi fra istanze e interessi a volte diversi”. 

LUIGI BUZZI (ex presidente Assocamuna, presidente Lucefin)

Giusto che i soci possano scegliere tra diversi nominativi

“A prescindere dal caso specifico, in linea di principio ritengo opportuno che una grossa associazione imprenditoriale permetta almeno ai soci di proporre nominativi diversi tra cui scegliere. In Assocamuna invece le primarie non sono indispensabili, perché la situazione è diversa: il ricambio è giusto, ma siamo piccoli e credo che le cose possiamo dircele in faccia velocemente”. 

05.12.2012  

MAURIZIO ZIPPONI (responsabile nazionale Lavoro Idv)

Bene le primarie, per Aib e per le organizzazioni sindacali

“Il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica mette in gioco tutti, non soltanto la politica. E’ finito il momento della delega: indicare dal basso chi sono i propri rappresentanti è ormai un metodo condiviso. E l’idea lanciata da Bsnews.it risponde efficacemente a due quesiti. Chi misura oggi la reale rappresentanza delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese? In che modo gli iscritti partecipano a indicare chi li dovrebbe rappresentare? In questo modo si affronta anche la questione del problema di rappresentatività delle associazioni, riconoscendo che esiste una crisi nelle burocrazie sindacali e datoriali. E contemporaneamente si indica la via d’uscita. Mi auguro che questa, che può apparire una provocazione, diventi invece una nuova pratica per indicare i propri rappresentanti, anche per le associazioni sindacali”.

ETTORE LONATI (presidente Lonati Spa)

Proposta stimolante, più candidati sarebbero una ricchezza per Aib

 “L’iniziativa di Bsnews.it è molto stimolante. Penso che possano derivarne risultati positivi per le organizzazioni di rappresentanza in generale. Anche per l’Aib, che è la più vicina alle elezioni. Questo perché il coinvolgimento di tutti permette di scegliere tra una platea più vasta di candidati, e non solo tra le possibilità più scontate. E’ possibile, e desiderabile, che vengano fuori candidature interessanti anche di giovani che hanno una visione più moderna dell’industria e del territorio. Penso che un numero ampio di candidati possa essere una ricchezza, per le idee che portano e per le novità che possono rappresentare. Luigi Lucchini era fuori dagli organismi, e ha portato in Aib e in Confindustria cambiamenti, orgoglio e successo. Senza cambiamenti il rischio per Brescia è un progressivo declino, che noi dobbiamo combattere. Ne abbiamo le capacità e la forza. E dobbiamo metterle tutte in campo, perché la crisi  dobbiamo fronteggiarla soprattutto noi imprenditori e anche fuori dalle aziende. Sono quindi favorevole al confronto avviato e mi auguro che sia ampio ed approfondito. Spero che molti voci di imprenditori si aggiungano al dibattito, perché l’associazione può diventare un protagonista importante per contribuire a cambiare lo stato delle cose e la direzione di marcia”.

FABIO ROLFI (vicesindaco di Brescia)

La scelta sulle primarie compete solo agli imprenditori 

“Le primarie sono un’idea mutuata dall’America. In Italia vengono applicate soltanto in ambito politico: io francamente sarei felice se si arrivasse anche all’elezione diretta dei magistrati. Non sono convinto, peraltro, del fatto che questo metodo debba per forza essere applicato anche ad organizzazioni come Aib:l’Associazione industriali non deve candidarsi al governo del Paese. La scelta sulle primarie compete agli imprenditori”. 

A SEGUIRE NUOVE OPINIONI SULLA PROPOSTA LANCIATA DA BSNEWS.IT 

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34 COMMENTI

  1. L’AIB bresciana che, disorientata, si rifà al "Movimento 5 Stelle" o alle primarie del centrosinistra ? Francamente, se guardiamo un po’in giro il peso della crisi, fra distretti produttivi, rami e settori, singole aziende e singoli imprenditori, cambiare stato delle cose e direzione di marcia è assai arduo per Brescia e per l’AIB. Più che pescare a caso nel mare delle idee innovative e dei candidati alternativi, servirebbe una comune, solida rete costruita su una visione strategica di insieme e di sintesi cui ispirarsi ovvero dei modelli imprenditoriali talmente vincenti da potersi identificare con il miglior livello possibile di rappresentanza. Tutte cose che AIB non sa, in realtà, dove possano ormai risiedere. La globlizzazione ha purtroppo allontanato il sentire comune e depauperato il significato stesso ed il ruolo di rappresentanze associative di interessi comuni. Così è, se vi pare…

  2. ci vuole DEMOCRAZIA anche nelle rappresentanze sindacali. vogliamo votare chi ci rappresenta. non é possibile che gli industriali scelgano i sindacati con cui firmare i contratti.

  3. Zipponi parla di consenso dal basso e magari, domani, di democrazia liquida ? Ma come, l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista, catapultatosi in IDV per essere eletto in Europa ma sconfitto sonoramente, poi nominato Responsabile Nazionale Welfare IDV, poi nominato Responsabile Nazionale De Dipartimenti Tenatici IDV, poi monimato commissario IDV a Brescia per sconfessare i vertici locali e fare guerra al PD creando però il massimo del caos politco nella possibile coalizione, parla oggi di democrazia interna al sindacato dopo aver monopolizzato persino la CGIL quando lui era la FIOM e gli altri, non metalmeccanici, venivano dopo ? Suvvìa, a meno che non siamo su "Scherzi a parte" !

  4. Io sono d’accordo, ma prima va superato uno scoglio. Come conciliare le primarie con il meccanismo del voto ponderato? Tradotto: è giusto che Iveco conti come un’aziendina senza dipendenti al momento della decisione?

  5. il lungo filo della alleanza Camera di Commercio-AIB strozza ogni nuova idea che non sia ideata all’interno di questo incubatore, ormai privo di ogni idealità. essere poi succube alla mamma Fiat non ha portato che a peggiorare la situazione. ci vuole un colpo di ala, di imprenditori che accettino la sfida sociale di allearsi con le menti e portino le aziende e la società fuori da questo impasse e trovino lo stimolo nelle sfide dell’Expo2015 e nelle alleanze con tutte le realtà produttive per riscattare questa provincia che non vive ormai da anni di solo tondino….

  6. devo quotare piergi perche’ il mio lo hanno censurato , era su Zipponi ed in via indiretta pure su Landini……va’ , stendiamo un velo pietoso sulla sinistra ( moderata od estremista che sia ).

  7. Scusate ma come funziona l’elezione del Presidente dell’Aib? Non sono gli imprenditori che votano? A cosa servirebbero le primarie? Cosa cambierebbe rispetto alla modalità tradizionale?

  8. Certamente devono votare gli imprenditori, anzi gli iscritti. La differenza rispetto alla situazione attuale è che si formano delle "cordate" su nomi proposti di fatto, dal direttivo in carica ed approvati da un comitato dei saggi. I giochi sono fatti prima di arrivare al voto. Un meccanismo tipo "primarie" permetterebbe la candidatura di personalità nuove e innovatrici

  9. Ottimi nomi alcuni, sarebbero una bella svolta rispetto al passato. Anche se Dallera è già un gigante rispetto ad alcuni dei suoi predecessori…….. …

  10. Che ci frega? Aib faccia ciò che vuole, l’importante è che le primarie le facciano i partiti… tutti però! Non come il Pdl che su questa cosa sta facendo una figura davvero ridicola……

  11. Ma nessuno si domanda quanti sono gli industriali che sono iscritti all’Aib rispetto a quanti sono sul territorio?? E come diceva Agnelli in questa associazione sono valsi sempre il PESO dei voti di alcune realtà e non i voti reali ….ed allora volete che aprano le porte alla gente qualunque per le primarie ???….ma dai non facciamo ridere .

  12. ridicola l’idea di rolfi (giá di bossi) di eleggere i giudici. perché non anche i medici, allora? dove serve professionalità il criterio non può essere la popolarità, ma la competenza.

  13. Magari!! A tutti i livelli sia per la Piccola che Giovani !!!
    Finalmente è molto probabilmente ci sarebbe più partecipazione e condivisione.

  14. Gianmarco Guadrini non perde il vizio. Anche per AIB vedrebbe i listini bloccati. La lista di canditati chi la dovrebbe stilare secondo lui? L\’attuale dirigenza e il comitato dei Saggi? Mi ricorda molto Henry Ford quando diceva: "gli americani possono scegliere l\’auto Ford che vogliono, purchè sia nera"

  15. Risposta a utente MAGISTRATI Negli Stati Uniti i giudici vengono eletti e non mi sembra che la loro democrazia sia ridicola. Se parliamo di professionalità e competenza sappiamo come si diventa magistrati in Italia? Con i medici almeno, se sono dei macellai possiamo cambiare ospedale e scegliere chi deve metterci sotto i ferri

  16. gli USA hanno un ordinamento ed un contesto completamente diverso dal nostro. il sistema dell’elezione dei giudici é oggetto di critiche anche in america. ci immaginano poi cosa succederebbe in italia nei territori controllati dalla mafia? avremmo eletti "uomini d’onore" come giudici. professionalitá ed indipendenza sono prerogative indispensabili.

  17. Marco Bonometti è un imprenditore che parla chiaro con Marchionne come con Landini, con i cinesi come con i tedeschi. Oggi non possiamo più contare su chi non lotta senza paura

  18. Ritengo l’iniziativa particolarmente lodevole. In un mondo in cui il cambiamento è una variabile fondamentale, occorre che anche i meccanismi di voto e di partecipazione alla vita associativa tengano il ritmo, adeguandosi e incarnando nuove esigenze.
    Inoltre, penso che votare alle primarie sia espressione di una presa di responsabilità nei confronti della vita associativa, e di partecipazione attiva, mentre in un momento in cui il confronto potrebbe essere costruttivo, spesso accade che si deleghino decisioni importanti, riservandosi poi eventualmente di commentarle soltanto. Per non parlare del reale bisogno di rinnovamento, espresso da più direzioni: le primarie potrebbero essere uno strumento utile a consentire l’avvicinamento dei giovani anche alle cariche e alla leadership associativa.
    Spero che l’Associazione tenga conto delle centinaia di voci che attraverso questa iniziativa hanno contribuito ad indicare una nuova direzione, e che la viva come un’opportunità.

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