Studenti in manifestazione: no ai tagli, no alla perdita dell’autonomia

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Da piazza Garibaldi a Mompiano: questi l’itinerario che gli studenti stanno percorrendo per raggiungere il l’Ufficio scolastico territoriale. La protesta riguarda i tagli alle risorse per la scuola e il disegno di riforma degli organi collegiali. L’iniziativa lanciata dal Kollettivo studenti in lotta e dal Collettivo universitario autonomo, si lega a manifestazioni nazionali.

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  1. Questi "studenti" da lotta dura senza cultura dovrebbero stamparsi sui caschi e sui manifesti i voti riportati ed esibire i libretti universitari. Sappiamo come rivendicano il diritto allo studio; ci mostrino come assolvono il dovere.

  2. E chi paga è anche poco rilvante, visto come vengono spesi i soldi della scuola pubblica. Mancano coordinamento, controllo e meritocrazia. Per non scontentare i più non esiste nella scuola italiana alcun meccanismo premiante per chi realmente vale e ha voglia di investire mettendosi in gioco.
    In queste condizioni meno soldi si mettono a disposzione di un apparato così meglio è. E agli studenti italiani conviene smetterla di fare voli pindarici e concentrarsi nello studio, perchè la competizione per un posto di lavoro non è più all’interno del nostro Stato, ma per definizione internazionale. Se in tutto questo c’è ancora qualcuno che pensa che la scuola italiana possa essere realmente formativa provi ad alzare il naso e a vedere come sono organizzati in altri paesi europei. Per non parlare di modelli più evoluti.

  3. Non sempre la scuola ha insegnato a pensare ed è quello che mi par di capire dai commenti sotto riportati. Forse ciò è davvero dipeso dalla dequalificazione e dai tanti tagli a cui si è voluti arrivare per avere in paese di perfetti id…!

  4. La scuola italiana è la più politicizzata in assoluto. Anche l’occupazione di una scuola è stata dichiarata come "momento di crescita". E la crescita l’abbiamo sotto gli occhi di tutti. I risultati anche.

  5. Alla crescita può corrispondere anche la decrescita ed è quello che si è cercato di fare in tutti questi anni a cominciare dai P2 fino ai giorni nostri. E’ più utile avere delle persone poco pensanti che libere e pensanti. Ridurre i fondi per il diritto allo studio, aumentare costantemente gli alunni per classe, impoverire la scuola pubblica di servizi, mentre viene finanziata la privata dei figli di papà e mammà, non può che appartenere a questo progetto perverso e distruttivo per il sapere. Credo che gli studenti, gli insegnanti ed i genitori lo abbiano capito molto bene ed, infatti, oggi si battono strenuamente per evitare questo che questo fallimento di uno dei pilastri dello Stato democratico.

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