Celso Vassalini non supera la graticola e ritira la sua candidatura per il Movimento 5 stelle

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Accese polemiche per l’ex possibile candidato a consigliere comunale per il Movimento 5 Stelle: Celso Vassalini ha deciso di ritirarsi, dopo la graticola subita sul sito del movimento, dove è stato sottolineato il  suo passato di sostenitore della Lega e la sua stima per Bettino Craxi. "Desidero provare a chiarire la mia posizione in merito all’acceso dibattito di questi giorni che ruota attorno alla mia candidatura a Consigliere Comunale oramai ritirata. Comprendo che il bagaglio del passato possa continuare a pesare sulle spalle delle persone, ma questo non dovrebbe impedire alle stesse di progredire nelle idee e abbracciarne di nuove. Quanto sostenevo nel passato era solo per  riconoscere la valenza  “di un nuovo respiro” in merito al coraggio dimostrato da un ministro che concretamente osteggiava, con numerosi arresti, il “cancro italiano”.  Questa mia posizione ha ora portato, in quanto da alcuni di voi accusato, a ritirare la mia candidatura.

 

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  1. Caro Presidente On. Giorgio Napolitano, la ringrazio ancora per il suo secondo mandato e per "aver accettato questo fardello il cui peso con il passare dei giorni non mi sembra vada diminuendo” e Leader Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Noi Cittadini e Cittadine che ogni mattina umilmente si impegnano per questo nostro amato Paese Vi chiediamo: voto palese su decadenza del Senatore Silvio Berlusconi nel rispetto della Sentenza. Subito riforma Elettorale e nuova Bicamerale per le Grandi Riforme anche perché ci sarà sicuramente una nuova sentenza della Consulta ad indicare più i punti tassativi da modificare della legge vigente. Ogni anno nel giorno della Festa della Repubblica, si riapre il dibattito sulle riforme, sia per quanto riguarda la legge elettorale, sia per quanto concerne la riforma della Costituzione e il mio sogno ad un’ipotesi di presidenzialismo. Per quanto riguarda il governo: “il Presidente Letta è un “Degasperi” eccezionale e senza dubbio a termine”. Ribadisco comunque l’importanza di insistere sulle riforme dicendo: “Questa volta dobbiamo riuscirci il tempo di 18 mesi è un tempo più che appropriato per le riforme, il processo è complesso, ma bisogna tenere il ritmo”. Cosi chiuderemo venticinquennio di “Casini, Alfano e nani e ballerine. E il prossimo presidente della Repubblica non sarà eletto con il sistema dei grandi elettori a vita e non. Ma dal popolo Sovrano di Donne e Uomini che dignitosamente ogni mattima da 63 anni hanno fatto grande il nostro Paese. Sto pensando al semestre di presidenza di turno italiana del Consiglio dei Ministri dell’Ue, quello dal 1 luglio al 31 dicembre 2014. Sì, è vero, manca ancora quasi un anno e, di qui ad allora, chi li sa i problemi, gli imprevisti, i rischi di crisi e le crisi vere e proprie che ci capiteranno tra capo e collo. Il 2014 dovrà essere l’anno dell’Europa in Italia: l’occasione la fornirà il semestre di presidenza italiano dell’Ue previsto a partire dal 1° luglio 2014. In pratica, ogni paese dell’UE si fa carico dell’agenda del Consiglio e presiede tutte le riunioni per un periodo di sei mesi, promuovendo le decisioni legislative e politiche e negoziando compromessi tra gli Stati membri. Un semestre in bianco: ecco quello che ci aspetta! No, non spaventatevi… Che cosa avete capito? Non ‘in bianco’ in quel senso. E non sto neppure parlando del ‘semestre bianco’, che precede la fine del mandato del Presidente della Repubblica, quando non si possono sciogliere le Camere e bisogna tenersi il governo che c’è, accada quel che accada. E non mi riferisco neanche al ‘semestre europeo’ che, adesso, sta a indicare tutto l’ambaradan di conti pubblici che bisogna sottoporre in primavera alle Istituzioni comunitarie perché li valutino, li correggano e ce li rimandino indietro vistati e integrati da un sacco di raccomandazioni. Tutto giusto. Ma io intanto vi avverto, perché, di qui ad allora, molto e sempre di più ne sentirete parlare, del semestre di presidenza di turno italiana, magari per puntellare il governo Letta “Degasperiano”, che da “possibilista che sono” non mi dispiacerebbe: se resiste fino a primavera, poi mica vuoi fare la crisi quando l’Unione ci guarda e ci aspetta? Tanto più che, al semestre italiano, ci tiene in particolare il presidente della Repubblica: On. Napolitano, dal sottoscritto Stimato”, lo giudica “occasione cruciale e banco di prova per il rilancio dell’Ue e il ruolo d’uno Stato fondatore come il nostro”. Quindi una Bicamerale, Letta prosegui nel rappresentarci e gli amici Cittadini in Parlamento del Movimento 5 Stelle, l’occasione nel fare battaglia alle grandi Riforme che il Paese i cittadini e cittadine Vi chiedono. Duri e puri… vedete che fine del ventennio fascista, il 68, e ultimo ventennio della Lega e Forza Italia…. ingessati sulle grandi riforme un fallimento economico e Istituzionale. Basta un’ altro colpo alla schiena dell’Italia, che ogni mattina donne e uomini dignitosamente si alzano per il futuro del nostro patrimonio i nostri ragazzi.
    Celso Vassalini “possibilista”.

  2. Papa nel continente più complicato e delle contraddizioni nel cuore dell’Africa. La cura contro la guerra, la cura per la misericordia. Una grande opportunità dal punto di vista storico di andare contro tendenza.
    Oggi siamo dominati da questa concezione ad una risposta al terrorismo agli orrori che ci circondano con risposte militari. Il tentativo di Papa Francesco, sia quello di universalizzare un messaggio d’altro tipo, di misericordia ed anche dal coraggio di esposizione al pericolo, sia per testimoniare quella che è una logica di tipo diverso, come una rivendicazione del Cristianesimo, come “una religione buona” della pace. Io, direi non soltanto buona, ma che abbia la capacità di entrare chiaramente, e politicamente all’interno dei grandi conflitti, di portare una parola di controtendenza. “Ama il tuo nemico” è in fondo la frase più paradossale del Vangelo, significa rovesciare quelle che sono le logiche identitarie, che scattano automaticamente in tutti nei momenti di crisi, bisognerebbe poter rileggere ogni tanto “Varcare la soglia della speranza un saggio scritto da Papa San. Giovanni Paolo II e dello scrittore e giornalista Vittorio Messori, effettivamente è la rivoluzione dei buoni. Il viaggio di Bergoglio, rappresenta l’apice di questo pensiero. Non scordiamoci la grande forza dei Gesuiti, il loro coraggio! Egli stesso un gesuita chiamato Francesco e in esso incarnato. Questo viaggio è una grandissima sfida!
    E’ l’inizio del Giubileo, quindi il Papa ha voluto essere due volte provocatorio! La prima volta perché certamente decide storicamente di aprire il Giubileo non dalla porta santa della basilica di San Pietro, che aprirà poi l’8 dicembre festa dell’immacolata, ma dalla periferia, partendo dalle zone di conflitto e di povertà. Due volte provocatorio per la scelta del tema perché il tema della misericordia non è un tema solo Cattolico o Cristiano, ma è anche un tema che unisce molte religioni, tra cui gli Ebrei e comprende anche il mondo musulmano “Allah è Grande e Misericordioso”, tant’è vero che il Papa è andato a visitare la Moschea in un ambiente difficile, anche dal punto di vista della sicurezza.
    Mi permetto comunque di fare un controcanto alla platea di questo giornale, per dire che è anche un messaggio rivolto all’interno della Chiesa, in quanto il Cristianesimo è stato anche portatore di odio, di divisioni e non solo di crociate, pensiamo allo scontro con l’oriente, vedi Costantinopoli e, dunque significa anche Giubileo, riflessione all’interno degli errori e di “mea culpa!”
    Il Papa si sta muovendo non solo come uomo della Chiesa, ma anche laicamente come grande ambasciatore di un occidente che ha dei limiti su alcuni fronti diplomatici. Con la sua visita a Cuba, è riuscito a smuovere il problema dell’embargo attivo da oltre 60 anni, abbiamo visto che Giovanni Paolo II, fu uno dei promotori per avvicinare al resto dell’Europa l’est europeo sulle tracce del Beato Papa Paolo VI, che di fatto per primo ha ripreso il dialogo verso l’oriente, verso l’est Europa e verso gli Stati Uniti.
    Quindi questo ruolo del papato, in questo momento difficile, perché l’Africa non è immune dal problema del terrorismo, dal problema di tensione di matrice Islamista, non Islamica, non è un caso che il Papa, abbia più volte detto che siamo in un dedalo di terza guerra mondiale, -non per motivi politici- ma per togliere subito i dubbi al pensiero che il terrorismo non è di matrice né religiosa, né islamica. Non è il Cristianesimo contro l’Islam, ma è l’Islam che viene utilizzato purtroppo per scopi terroristici.
    Il Cristianesimo stesso deve capire che, la violenza non è soltanto altrui ma anche propria, e che quindi è il compito che ogni religione, così come ogni cultura e anche la democrazia stessa deve avere.
    E’ tempo che seguendo le scosse che Papa Francesco sta dando alla cristianità e al deposito umano delle religioni, anche per noi cattolici democratici sia arrivato il momento di ripensare al tema dell’ispirazione cristiana, del fare politica e pertanto di ridefinire il concetto di laicità. In questo Giubileo delle periferie tutte le diocesi saranno invitate a celebrare sul territorio per aprire le porte sante, il filo comune di tanti luoghi delle nostre grandi e piccole Città, luoghi della misericordia le carceri, gli ospedali, l’Università Statale degli Studi di Brescia, le case di riposo, scrigno di sofferenza, abbandono e di futuro. Mia madre è la Chiesa mio padre è lo Stato.
    Celso Vassalini

  3. Firene 11.12.13 dicembre Leopolda 6 – Volontario all’organizzazione.

    Come mio solito attendo qualche giorno che l’ adrenalina passi per analizzare un evento… in questo caso la mia partecipazione in sordina alla Leopolda fiorentina….. la numero 6. Tornando a casa molti mi hanno chiesto com’è andata…. io non ho saputo rispondere subito se non dire che è stato molto bello e di attenere una mia riflessione.
    Per certi versi si va alla Leopolda come un cellulare scarico che riceve la sua carica che dovrà durare tutto un anno. Ma sarebbe riduttivo spiegare la Leopolda in questo modo… basterebbe un corso di autostima… no.. la Leopolda è altro. E’ un luogo dove si incontrano le speranze del futuro e la concretezza di quello che in un anno è stato realizzato dal governo e dal parlamento.. concretezza che l’anno prima era solo speranza. Luogo dove si incontrano chi c’è l’ha fatta nel proprio campo di attività e chi vorrebbe farcela partendo da un’ idea. Dove si incontrano giovani tenaci e meno giovani come me pronti a dare il loro contributo …
    Luogo dove i diritti dei più deboli non sono alienabili ma certezze da raggiungere… dove il rifugiato o l’immigrato irregolare non è un pacco ma un essere umano… dove una barca piena di individui non è una minaccia ma persone da salvare.. dove i diritti civili non solo diritti ma obblighi da raggiungere… dove chi nasce in Italia è un connazionale e non un extracomunitario terrorista.
    Luogo dove la scuola e l’università sono posti dove concentrare le forze del governo… dove 500 euro non sono una mancia elettorale ma un modo di spendere bene i soldi dei contribuenti, nelle menti dei giovani e nelle casse di musei, teatri, cinema, eventi musicali e culturali che hanno tanto bisogno sia di fondi che di giovani che hanno voglia di conoscere…
    Luogo dove la politica, espressa in modo semplice, è alla portata di tutti e dove i protagonisti nazionali non sono lì’ x fare selfie ma tra la gente disponibili a scambi di battute sulla politica nazionale ed internazionale.
    Luo go dove la guerra non è l’unica via ma sinonimo di distruzione e morte.. da evitare finché sia possibile.
    Luogo dove un leader, Matteo Renzi, ti fa sentire a casa, ti accoglie, ti esalta, ti spiega e ti redarguisce… ma soprattutto ti rende complice di un progetto che si possiamo chiamare Solidarietà… Civiltà. … Benessere… Bellezza… o semplicemente le nostre piccole grandi Città, quartieri ITALIA.
    E infine luogo dove si incontrano tanti amici conosciuti in questi anni, magari solo sul web, con cui scambiare esperienze, abbracci o una semplice stretta di mano… persone che stanno facendo un pezzo di strada come te… più coinvolgenti e genuini di mille leader… bella gente.
    Tutto questo è la Leopolda, e questo bagaglio lo porto dietro x riversarlo nel mio territorio… nel mio circolo… nella mia piccola grande bella Città. Nella certezza che questa mia sicurezza sappia coinvolgere anche chi non è mai andato nella vecchia Stazione Fiorentina e comprenda cosa vuol dire essere Renziano…. non un adoratore di Renzi ma un modo concreto di fare politica dopo 25 anni di fumo, dove quello che si annuncia si porta a termine e non rimane sulla carta.
    Luogo dove non sventolano bandiere perchè le ns bandiere le nostre esperienze, scelte e cambiamenti lo portiamo nel cuore… quella italiana, Europea e quella del PD-pse.

    “L’anno prossimo – sottolinea Renzi – non solo non lasciamo, ma raddoppiamo: organizzeremo lo stesso giorno, alla stessa ora, in mille città assemblee di discussione in vista del referendum costituzionale. Perché c’è bisogno di luoghi in cui si parla di politica senza urlare, senza gridare, senza strumentalizzare. È sempre bello ritrovarci e sapere che in tutte le parti d’Italia ci sono donne e uomini che lottano insieme per un Paese più semplice e più giusto”.

    L’occasi one mi è per altro gradita per inviare a te mia piccola grande Città cari fervidi auguri per il Santo Natale e per un Anno di prosperità e di pace.

    Celso Vassalini.

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