Manerbio, il Comune trova una soluzione per il caso Barturi

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Non ci saranno altri scontri il prossimo 4 gennaio a Manerbio, quando l’ufficiale giudiziario tornerà per la quarta volta a casa di Allal Barturi per eseguire lo sfratto dopo il blocco ed il rinvio dello scorso 26 ottobre. Alla famiglia dell’immigrato (moglie, un figlio invalido per un infortunio sul lavoro in fabbrica che gli ha fatto quasi perdere un braccio, un altro sedicenne che frequente l’Itis, una sorella che va alle medie ed un piccolino di 3 anni) sarà garantito il passaggio in una nuova casa casa. Il commissario prefettizio che amministra il comune dopo la crisi della giunta Pdl-Lega ha infatti proposto a canone sociale un alloggio comunale inutilizzato, che ha bisogno solo di una imbiancata e di altre piccole manutenzioni, per un periodo di 6 mesi, in attesa che venga loro assegnata una casa popolare considerando che hanno una buona posizione in graduatoria.

“Ma allora”, attacca con una nota l’associazione Diritti per tutti, “era una menzogna quanto più volte dichiarato dai precedenti amministratori, cioè che non vi erano assolutamente alloggi pubblici sfitti a Manerbio! Era una menzogna figlia di un atteggiamento discriminatorio, che avrebbe portato ad altre tensioni ed anche a dilapidare risorse pubbliche perchè il comune, in caso di sfratto, avrebbe dovuto collocare moglie e figli minorenni in una struttura di accoglienza pagando quasi mille euro al mese! Gli amministratori destro-leghisti sono disposti a sprecare soldi pubblici pur di non dare le case vuote a chi ne ha bisogno e a chi ne ha diritto”.

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