Primarie regionali di centrosinistra: Umberto Ambrosoli sbaraglia la concorrenza e vince con il 57% delle preferenze

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Umberto Ambrosoli ha avuto la meglio sui colleghi Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano e sarà lui il candidato di centrosinistra che concorrerà per la presidenza della Regione Lombardia durante la prossima tornata elettorale. Con il 57,64 per cento dei voti (per un totale di 86.204 preferenze), Ambrosoli sbaraglia la concorrenza che, invece, si ferma al 19,11 di Alessandra Kustermann e al 23,21 per cento del giornalista Andrea Di Stefano. Nonostante i numeri non siano quelli delle primarie nazionali, per la scelta del candidato regionale di centrosinistra sono andati a ben 13.336 persone: il 25 per cento di coloro che erano andati a votare le primarie nazionali lo scorso 25 novembre, dove i votanti erano stati oltre 53mila. Una vittoria, quella di Ambrosoli, che a Brescia ha superato persino la media regionale fino a farlo preferire al 66,19 per cento dei bresciani, seguito da Di Stefano con il 17 per cento e la Kustermann con il 16,81 per cento.

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  1. L’uccisione del padre di Ambrosoli, avvocato liquidatore della Banca di Sindona, resta una pagina dolorosamente indelebile nella storia della Repubblica, sospesa tra finanza corrotta, mafia, servizi segreti, politica, massoneria. Possa il figlio, in nome dell’etica e della reponsabilità che dovrebbero guidare chi ci rappresenta nelle Istituzioni, onorare il nome del padre morto per tutti noi.
    dare

  2. tralasciando da parte la famiglia borghese dei salotti bene di Milano da cui proviene ( chissa’ come la pensano quei pochissimi operai ormai iscritti alla CGIL vero Fenaroli ? ) ma con Ambrosoli del conflitto di interesse non ve ne frega nulla ?

  3. ma proprio chi fa parte di una destra ancora egemonizzata da berlusconi viene quí a fare discorsi sul conflitto di interessi? fate fuori il vostro duce, prima. poi caso mai potrete insegnare qualcosa in casa d\’altri.

  4. Il centrodestra è stato (ed è tuttora guidato, malgrado l’apparenza…) dal simbolo mondiale del conflitto di interessi, cioè Berlusconi. E qualcuno ha da eccepire sulla presenza di Ambrosoli nel CDA di RCS e persino dalla sua provenienza borghese. Come se il centrosinistra dovesse avere dei leader provenineti dal proletariato, magari rurale. Roba da Medioevo, politico e culturale.

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