Matrimoni in calo. A Brescia quelli civili hanno superato quelli religliosi

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Sempre meno matrimoni. In Italia come a Brescia. E la maggior parte si celebrano civilmente. Questa la fotografia scattata dall’Istat che evidenzia come nel 2011 gli italiani si siano scambiati il 2 per cento in meno delle promesse matrimoniali rispetto al 2010 e quasi il 19 per cento rispetto al 2005. Percentuali nazionali ma che fotografano anche la situazione bresciana. In città i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi, mentre a livello provinciale è ancora il rito religioso a unire in matrimonio i neosposi. A Brescia i matrimoni civili nel 2011 sono stati 239 (53 per cento del totale) contro i 214 di quelli religiosi. A livello provinciale, invece, si sono celebrati 1956 matrimoni religiosi mentre quelli civili sono arrivati a quota 1702. Un altro dato rilevante riguartda i matrimoni con uno sposo/a stranieri. I numeri sono notevolmente calati dal 2007 al 2010 per poi ricominciare a crescere nel 2011. Secondo l’Istat la ragione è semplice ed è da “ricondurre all’introduzione della legge che ha imposto (nel 2009) allo straniero che volesse contrarre matrimonio in Italia l’obbligo di esibire, oltre al tradizionale nullaosta, anche un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano”. Norma giudicata incostituzionale nel luglio del 2011 da una sentenza che, sempre secondo l’Istat, sta alla base della lieve ripresa del fenomeno.

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