Negozianti di Roncadelle infuriati con il sindaco per il nuovo centro commerciale

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(a.c.) Prima le Rondinelle. Poi il negozio sportivo Decathlon, e l’Ikea. Ora un nuovo, gigantesco, centro commerciale che raggrupperà più tipologie merceologiche. I negozianti di Roncadelle temono un’ulteriore inasprimento delle difficoltà legate alla concorrenza con i giganti del commercio, e scrivono una lettera al sindaco per esprimere tutta la loro amarezza.

«Finiremo per chiudere nell’indifferenza generale». Questo, in sintesi, il messaggio lanciato a Michele Orlando, colui che ha voluto e portato a termine l’iter di approvazione del progetto per il nuovo centro "Mella 2000". I negozianti non trovano rassicurazioni nemmeno nella decisione del sindaco di "riservare" 700 posti di lavoro nel nuovo centro a persone residenti a Roncadelle, decisione che ha fatto infuriare anche il vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi.

Michele Orlando a stretto giro di posta ha risposto ai negozianti, snocciolando dati che vengono riportati stamane sulle colonne di Bresciaoggi: «Negli ultimi anni a Roncadelle le attività su piccole-medie superfici sono passate dalle 89 del 1985 alle 108 di oggi. Mi sembra che questi dati già di per sé risultino emblematici. Indubbiamente un nuovo polo comporterà qualche cambiamento nel mercato, ma è bene ricordare che giro chiama giro e commercio chiama commercio. Inoltre, la nostra giunta nella convenzione del progetto ha previsto 800mila euro da destinare in tre anni alla promozione del piccolo commercio locale». Prosegue poi il sindaco: «Il nuovo centro rappresenta una sfida per tutti ma sono certo che i negozianti locali riusciranno a convivere ancora una volta con la grande distribuzione. Come? Puntando soprattutto su eccellenza del servizio, qualità dei prodotti e specializzazione dell’offerta». 

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  1. Ma tanto a Orlando importa poco o niente: ha chiesto la deroga al suo partito (divieto per sindaci di comuni oltre 5000 abitanti) per candidarsi come deputato….
    A parte le parole i risultati sul commercio locale sono li da vedere…..un paese diventato un dormitorio della città, una tangenziale ancora di là da venire (e le giunte dal 1946 sono più o meno sempre dello stesso partito o area politica), i centri commerciali non portano ricchezza….al massimo un pò di alienazione (stile USA)

  2. Dica il compagno sindaco com’è possibile la specializzazione dell’offerta in presenza di una pletora di ipersupermega centri commerciali di tutti i tipi. Sembra una presa per i fondelli, più che un suggerimento

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